Il concetto è semplice, più semplice di quanto possa sembrare: il supermercato è il luogo dove si va a comprare tutto ciò di cui si abbisogna, da qui il nome scelto da una decina di musicisti bolzanini che per le loro particolari attitudini sono in grado di approvvigionare il fabbisogno musicale, sia nel caso della musica che sono loro stessi a produrre, sia che vengano coinvolti nelle produzioni di altri colleghi. Tutto è cominciato durante le limitazioni dovute alla pandemia, e nel 2023 ha dato origine ad una musicassetta autoprodotta a cui a fine giugno ne ha fatto seguito una seconda, intitolata significativamente Sympathia.
“Noi siamo sempre stati un gruppo di amici – ci spiega Cobølt, una delle quattro voci dei Supermarket –, molto prima di essere una formazione musicale. Semplicemente ad un certo punto ci siamo detti: siamo tutti musicisti, facciamo qualcosa insieme. Abbiamo condiviso tantissimo, cose belle e cose brutte, e questo ci tiene molto uniti. La definizione lessicale di Sympathia (concordanza di sentimenti, affinità sentimentale tra persone, partecipazione agli stati d’animo di qualcuno) ci si addice perfettamente. E piuttosto che band ci piace definirci collettivo”.
Scorrendo le note di copertina della nuova raccolta di otto brani in cui si mescolano canzone italiana, rap, prog, elettronica, si evince che nella composizione di ciascun brano vi siano collaborazioni a più livelli, più mani a scrivere i testi, più mani ad arrangiare e non sempre necessariamente le stesse. Ed è un po’ qui che si evince la quanto mai appropriata denominazione dei Supermarket: sugli scaffali c’è tutto. Serve un autore? Basta scegliere. Serve un fonico? Nel gruppo ce n’è più d’uno, che è naturalmente anche compositore. E tutti sono produttori e possono suonare più d’uno strumento.
“Non avendo partecipato come autore a questa cassetta – è il chitarrista/produttore Thomas Traversa a parlare–, ho potuto vedere dall’esterno come si sviluppi l’amalgama tra i miei amici. Tutto avviene con molta naturalezza e spontaneità, magari Cobølt e Bajo propongono una loro idea e altre due persone del gruppo nell’ascolto la elaborano secondo la loro visione: può essere che rimanga un testo con un unico autore che pensa ad un testo per altre voci ma può anche essere che gli autori diventino tre ed ognuno nel brano canti la sua parte; tutto fila alla perfezione come se fosse la cosa più normale del mondo”.
“È stata sicuramente la parte più complicata del percorso – specifica Cobølt –, siamo persone con gusti musicali differenti, ma c’è sempre la volontà di comprendersi a vicenda e il risultato alla fine funziona”.
Nell’economia sonora del gruppo ognuno è fondamentale, dalle sequenze computerizzate di Marco Distasio, alle tastiere di Bajo, alle due batterie, al basso, alle voci.
Sem, il bassista, pur partendo da una passione pura per l’heavy metal, si è adattato al formato Supermarket dimostrando una certa duttilità e adattabilità al progetto: “In principio era il classico basso elettrico. Poi considerando il genere musicale che suoniamo mi è sembrato opportuno mettere in pista anche il basso-synth. Quando l’ho comprato non avevo neppure idea di come funzionasse, poi ci siamo messi lì e con l’aiuto degli altri ne sono venuto a capo. Inizialmente doveva essere solo per fare il disco, ma ora anche dal vivo nella prima parte suono il basso elettrico e nella seconda quello sintetizzato. L’idea del disco era principalmente indirizzata verso la musica elettronica e mi serviva quindi uno strumento che avesse delle caratteristiche che il basso analogico non ha”.
Visti dal vivo, i Supermarket sfoderano poi una presenza scenica e delle sonorità che si discostano da quelle ascoltate nelle registrazioni, dando un’ulteriore prova delle loro capacità.
“Riusciamo a tirare fuori un sound particolare – è il tastierista e fonico Bajo a parlare ora –, per il live i pezzi sono come riarrangiati perché il pubblico vuole una determinata situazione, vuole un tipo di energia e tu stesso vuoi dare quell’energia. Quando lavoriamo sulla dimensione live, cerchiamo un tipo di suono che stupisca, e siamo i primi a stupirci quando vediamo la risposta del pubblico”.
Autore: Paolo Crazy Carnevale