Bumtschak Welle: una visione musicale allargata

È uscito da qualche settimana un disco che merita di essere ascoltato con attenzione (come spetterebbe di diritto ad ogni disco): Tuitata è il suo titolo e ne è interprete e autrice una coppia di artisti che si cela sotto il nome di Bumtschak Welle. Un disco che sfugge abilmente ad ogni definizione, proprio per l’estrema duttilità e per la visione sonora per nulla scontata di Magdalena Schwärzer e Arno Dejaco, questi i nomi all’anagrafe dei due componenti che oltre che nell’arte sono una coppia anche nella vita. 

Arno, proviene dal mondo della letteratura, è un poeta e negli anni passati ha avuto successo nel mondo dei Poetry Slam, per altro molto vicino a certe forme musicali, e il titolo del disco sembra evocare il ritmo, sia esso quello dei beat generati elettronicamente, sia quello rapsodico della declamazione di versi.

Il suo approccio alla musica è cominciato all’inizio degli anni duemila quando ha formato un trio con i due rapper della formazione brissinese dei 4Twenty, occupandosi di tutta la parte elettronica.

“Il periodo dei Poetry Slam – ci racconta Arno – è stato molto stimolante, eravamo un gruppo di artisti mai in competizione, c’erano Jörg Zemmler, Matthias Vieheider, Martin Hanni ci coordinava, ed io ho affinato lo stile di scrittura. Nel disco c’è un brano, Zenzi, che proviene direttamente da questa esperienza, e si sente, perché ha una struttura tutta sua, la musica si è adattata al testo invece che il contrario, proprio perché il testo era così e volevo che rimanesse com’era”.

Difatti, il brano in questione cattura letteralmente l’ascoltatore, proprio per questa sua struttura atipica che non ha refrain, non ha strofe. Arno e Magdalena sono riusciti a cucire attorno alle parole un abito sonoro ricco, sperimentale, mai scontato, affascinante, affidandosi all’uso che lei fa delle tastiere e lui dell’elettronica.

“Il progetto è nato naturalmente, a casa – prosegue Dejaco –, le nostre figlie ora sono cresciute e ci siamo resi conti di avere più tempo, così abbiamo pensato che sarebbe stato bello fare qualcosa insieme. Solitamente si parte dal testo, sono io a scriverlo, ma gli arrangiamenti e la musica sono frutto della collaborazione. Il progetto poi si è evoluto, sempre in maniera naturale ed ora il duo è diventato un quartetto visto che ad accompagnarci nei concerti ci sono anche un’altra chitarra e una batteria che aggiunge una certa vitalità ai beat che creiamo elettronicamente. Magdalena ha una tastiera con un looper collegato con i miei sample, e poi mi piace come canta”.

Molto interessanti sono infatti i differenti usi che i due fanno delle rispettive voci, la voce di Magdalena è più da cantante, quella di Arno ha un background parlato da Poetry Slam, ma la combinazione risulta parecchio convincente. 

“Per noi – ci tiene a precisare Arno – è molto importante trovare suoni interessanti, siano essi sul sintetizzatore o sul sequencer, o addirittura cose che registro mentre sono in giro, usando un microfono zoom, rumori ambientali, naturali, poi riverso su un registratore a nastro Nagram, per renderli meno digitali, meno esatti, meno morbidi. Tutto suona più grezzo, ma anche più vero e più bello, e soprattutto è più bello il processo di realizzazione. Per me è naturale lavorare in questo modo: provo, penso, poi quello che ne vien fuori è sempre diverso, a fare i suoni è la musica stessa, sono molto importanti e per me è fondamentale che quello che poi si ascolta sia proprio ciò che mi suona nella mente mentre lo penso”.

Per raccogliere con le proprie orecchie il frutto delle sperimentazioni dei Bumtschak Welle, sarà possibile ascoltarli il prossimo 14 aprile, un lunedì, quando presenteranno il disco a Bolzano, presso il Carambolage di via Argentieri.

Autore: Paolo Crazy Carnevale