Aluna, la musica soprattutto, fatta insieme

Quello che potremmo definire il segreto meglio custodito della musica altoatesina, è una formazione che attraverso gli anni – a partire dagli albori del millennio – ha cambiato più volte il nome, passando per Aluna Quartet, Aluna e, ora, Aluna Ensemble, e nasce dalle ceneri di un apprezzato gruppo ormai del secolo scorso, il Serafinian Quartet.

La line up attuale di Aluna si compone di cinque elementi, visto che dal 2018 circa ha aperto la porta a Gigi Grata, che per altro aveva suonato praticamente in tutti i dischi realizzati dagli Aluna fino ad allora.
Cinque elementi con i retroterra musicali più vari possibile, dal jazz al rock indipendente, dal klezemer alla musica classica, a quella latina; gli altri quattro componenti sono Gregor Marini, Zeno Braitenberg, Umberto Carrescia e Hartwig Mumelter. Ognuno porta in dote al gruppo esperienze titolate e soprattutto un gusto musicale sconfinato a cui ciascun membro contribuisce in ugual misura. L’uscita dell’antologia con inediti intitolata semplicemente Aluna Ensemble è stata l’occasione per incontrare i primi tre e parlare a ruota libera della loro visione musicale.

“Uno dei segreti della nostra intesa – comincia a raccontare Gregor Marini, chitarrista e uomo dei suoni – è che non ci stressiamo, ci piace stare insieme e fare musica insieme. Abbiamo raggiunto tutti una maturità tale che nessuno deve più dimostrare qualcosa, nessuno deve suonare per fare cassa. Quel che interessa è la musica”.
“L’unico stress che ci concediamo – specifica Zeno Braitenberg, che negli Aluna suona il violino ed è una delle voci principali – è l’autostress che ci imponiamo da soli quando dobbiamo lavorare ad un progetto, altrimenti finiamo col rilassarci troppo e stiamo fermi mesi, magari”.
I dischi del gruppo, e quindi la nuova antologia (con inediti, lo ribadiamo), sono caratterizzati dall’essere composti da brani dall’ispirazione più differente, dalla canzone pop a quella napoletana, a quella tradizionale di altri paesi: è il comune sentire la musica e la capacità di lavorarci insieme (ensemble, potremmo dire alla francese, rifacendoci al nome definitivo del gruppo) con gusto fino a dare alle composizioni il suono Aluna.

“Il brano russo Rodina – ci racconta Gigi Grata, trombonista e trombettista – ha una storia particolare, lo avevamo suonato tutto d’un fiato e io ci avevo fatto un assolo con la sordina sulla tromba. Aveva un suono che è piaciuto in modo particolare a Gregor”.
“Mi è piaciuto talmente – specifica il chitarrista – che me lo sono trascritto tutto, anche se sono l’autodidatta degli Aluna, e ci ho fatto un assolo di chitarra pari pari che è diventato un tema suonato all’unisono con quello di Gigi, tanto che ho dovuto ritrascrivergli io il pezzo perché lui lo aveva improvvisato la prima volta!”

“È incredibile – chiosa Braitenberg – come a Gregor sia venuto naturale di trascrivere un assolo, per così dire di pancia, suonato da Gigi, che Gigi non avrebbe mai rifatto nello stesso modo”.

Il repertorio si compone di brani che piacciono ai singoli musicisti, ognuno propone, poi insieme vagliano se si tratta di un brano calzante, ci sono persino amici o persone che vanno ad assistere ai loro concerti che ogni tanto lanciano l’idea per una canzone da inserire in repertorio. “Può accadere che si giri a lungo attorno ad un brano – prosegue Braitenberg – fino a che si trova la chiave giusta per renderlo: nell’antologia, uno degli inediti è un medley che girà attorno al brano La festa di Celentano. Se c’è un genere che non sopporto sono i medley, fino ad ora non avrei mai immaginato di registrarne uno. E invece è stato così evidente che l’arrangiamento funzionava a meraviglia, che alla fine mi sono adeguato senza riserve”.

Poi, quando è il momento di fare sul serio, gli Aluna si rifugiano nel loro buen retiro sulla costiera amalfitana e lì, almeno in parte, nascono i dischi. “Zeno ha una casa a Massa Lubrense – specifica Grata – con vista su Capri, se la stagione non è la più indicata, può esserci un freddo cane, ma la location è d’ispirazione per farsi ispirare, scrivere un arrangiamento e poi provarlo insieme. Il fatto di poter vivere da mattina a sera sempre insieme favorisce la creatività”.

Autore: Paolo Crazy Carnevale