I cosiddetti Masi dello Scudo rappresentano una particolarità e soprattutto un motivo di grande orgoglio per l’intera val Passiria. Una realtà storico-architettonico da conoscere. Come spiega Tiziano Rosani nel suo saggio pubblicato in Alto Adige Angoli da scoprire. Bolzano 2001, esteticamente abbinano le caratteristiche architettoniche del maso agricolo a quelle di una struttura con finalità marcatamente difensivo-militari. Il maso si abbina talvolta addirittura ad un mastio, le aperture di alcune finestre paiono quasi feritoie di un castello, la posizione prescelta sembra avere finalità strategiche e così di seguito.
Vi è un documento che viene comunemente ritenuto la pietra miliare di questa situazione: “Noi Enrico di Tirolo […] annunciamo agli astanti e a tutti coloro che leggeranno il presente testo che abbiamo fatto grazia a Egno de Saltus di un nostro particolare privilegio, poiché egli sarà liberato ed esentato, per tutto il corso della sua vita, dal pagamento di tasse e tributi, si tratti di tributi ordinari o straordinari, siano essi vecchi o nuovi, temporanei o altro […]. Il medesimo Egno, in cambio di tali esenzioni, deve impegnarsi a svolgere per noi, entro i confini della contea tirolese, il servizio militare armato a cavallo, dotandosi di armamento nell’ordine di sette o otto marche, impegnandosi altresì a mantenerlo sempre a disposizione. […]”. Il documento, qui riportato in libera traduzione dal latino, data al 1. marzo 1317 e fu concesso nella sua residenza di Castel San Zeno presso Merano dall’allora principe tirolese Enrico di Tirolo, figlio di Mainardo II. Nel medesimo giorno furono fatti oggetto di simili esenzioni altre cinque persone: Fridrich von Gereut, Hainold von Passeier, Fridrich von Weingart (Fridericus de vineis), Berchtold von Steinhaus, Heinrich von Puchach. I loro nomi corrispondono agli attuali nomi di alcuni fra i Masi dello Scudo.
Gli abitanti di questi edifici, assieme ad altri aggiuntisi in seguito, hanno goduto nel passato di alcune particolari libertà: esenzioni fiscali, diritto di portare le armi, posizione giuridica particolare, diritti di caccia e pesca ecc. Si tratta di prerogative tipicamente nobiliari, tradizionalmente interdette alle classi inferiori e ai contadini, e ciò ha spesso fatto sì che nella interpretazione storiografica locale si identificasse in questi masi la tradizione di una sorta di milizia contadina al servizio dei principi territoriali tirolesi.
Tuttavia il dibattito storiografico attorno alla posizione di questi masi è piuttosto articolato e non trova tutti gli studiosi fra loro concordi. Heinz Moser, ad esempio, ha di recente rimarcato come i nomi sopracitati appartenessero in realtà a ministeriali e funzionari legati al principe territoriale che allora risiedeva nel vicino paese di Tirolo. Simili argomenti aveva portato anche lo studioso Josef Weingartner. Secondo il Moser, il documento in questione non sarebbe dunque l’atto di nascita di una sorta di casta di contadini-nobili, quanto piuttosto l’elevazione di fidati funzionari della burocrazia tirolese al primo gradino della scala nobiliare (Schildmann = uomo dello scudo, cavaliere). Di conseguenza i Masi dello Scudo andrebbero interpretati, secondo lui, non come masi contadini con prerogative in parte nobiliari ma come vere e proprie residenze nobiliari medievali, abbandonate però nel corso dei secoli successivi dalla medesima nobiltà anche in seguito allo spostamento nel XV secolo del capoluogo tirolese da Merano-Tirolo ad Innsbruck, e divenute a tutti gli effetti abitazioni contadine. È un’interpretazione che altri storici hanno contrastato.
Il numero dei Masi dello Scudo è stato variabile nel corso dei secoli. Nei documenti l’elenco varia non solo nel numero ma altresì anche nella identificazione dei singoli masi. Attualmente undici di essi vengono definiti come Masi dello Scudo. Sette sono posti sul lato orografico sinistro, lungo la strada che penetrava nella valle e che quindi univa Tirolo ad Innsbruck, tutti all’interno del comune di San Martino: Saltaus (al centro del paese di Saltusio, successivamente ristrutturato), Haupold, Weingart, Kalb (quest’ultimo in posizione suggestiva e dominante sulla strada, presso il rio della Clava / Kalmbach), Baumkirch, Gereuth, Steinhaus (dominante sull’abitato di San Martino, ristrutturato nel corso del Seicento). Quattro sono sull’altro versante della valle, tutti nel comune di San Leonardo, ma hanno subito ristrutturazioni tali che ne hanno quasi completamente alterato l’aspetto originario: Erbion, Buchenegg, Happerg, Gomion.
Dei diritti di cui erano originariamente dotate queste strutture rimane solo il diritto di pesca in valle, ancora oggi regolato dalla Interessenza Masi dello Scudo di Passiria. Gli abitanti dei masi sono molto fieri di questa tradizione. Una loro rappresentanza sfila ancora oggi in occasioni particolari con alabarda e scudo – queste peraltro risalenti solo all’inizio del XX secolo – in occasione di Pentecoste o di ricorrenze particolari. Nel cimitero di San Martino le tombe delle famiglie che abitano i Masi dello Scudo riportano l’unitario stemma caratteristico.
COME ARRIVARCI
Non esiste una vera e propria passeggiata che unisca fra loro tutti i Masi dello Scudo. Solo quelli posti nelle vicinanze del paese di San Martino permettono di recarsi comodamente dall’uno all’altro. Un stretto sentiero pianeggiante unisce San Martino al discosto Kalmbauer, passando per i Masi dello Scudo Gereuth (Ober-, Untergereut) e Baumkirch. Il Maso Steinhaus, invece, domina il paese da una altura e viene raggiunto in un quarto d’ora di salita a piedi. I masi Saltaus, Haupold, Granstein si raggiungono più rapidamente facendo capo a Saltusio. Si consiglia l’utilizzo di una carta topografica, ad esempio la cartina Tabacco 039 (Val Passiria).
Autrice: Rosanna Pruccoli