Palazzo Menz è situato nel cuore di Bolzano. È uno degli edifici più significativi della città, testimone di secoli di storia e trasformazioni culturali. La sua architettura e le decorazioni interne riflettono l’evoluzione del gusto e delle influenze artistiche che hanno attraversato la regione nel XVIII secolo.
L’edificio originario risale al periodo tra il 1666 e il 1682, quando la famiglia Wettin-Rafenstein decise di demolire le case preesistenti per costruire una residenza di prestigio. Il progetto prevedeva un grande salone a doppia altezza e una facciata caratterizzata da erker con affaccio su via della Mostra. Nel 1753, il palazzo fu acquisito da Georg Paul Menz, un mercante di tessuti di origine tedesca, che ne commissionò una ristrutturazione significativa.
A partire dal 1771 l’artista Karl Henrici (Schweidnitz 1737 – Bolzano 1823) fu incaricato di decorare gli interni del palazzo. Henrici aveva studiato a Venezia e a Verona era stato allievo del Cignaroli. Frescante molto stimato nella zona di Bolzano era richiestissimo sia dai nobili che dal clero. A palazzo Menz egli realizzò affreschi che trasformarono il salone principale in un’opera d’arte di gusto veneziano. Il soffitto fu ornato con il “Trionfo dell’Amore”, mentre le pareti furono decorate con scene di una festa in maschera ambientata in un giardino, creando un effetto trompe l’œil che dava l’illusione di un ambiente esterno. La vicina “sala cinese” presentava invece decorazioni ispirate all’Oriente, con paesaggi esotici e motivi orientaleggianti.
Nel 1784, Anton Melchior von Menz organizzò a Palazzo Menz una serie di rappresentazioni teatrali durante il Carnevale, portando in scena opere italiane con libretti in tedesco. Questi eventi divennero un appuntamento culturale di rilievo per la città, attirando l’élite locale e straniera.
Nel corso dei secoli, il palazzo subì diverse trasformazioni. Nel 1952, fu acquistato dalla Banca Commerciale Italiana, che nel 1971-72 avviò un restauro volto a valorizzare le caratteristiche storiche e artistiche dell’edificio. Tra il 1996 e il 1999, un ulteriore intervento ha restituito al pubblico la bellezza originale degli affreschi, consentendo ai visitatori di ammirare questo tesoro artistico.
Autrice: Rosanna Pruccoli