La situazione dei cantieri nel Centro Storico

I lavori che ruotano intorno al mega cantiere del Waltherpark, ora hanno cominciato a lambire la sede stradale di Piazza Walther sul lato Nord del Duomo. Per capire se ci saranno nuovi disagi per i bolzanini abbiamo contattato Stefano Rebecchi, il responsabile delle grandi opere del Comune di Bolzano.

Per meglio inquadrare la situazione conviene spiegare quali sono i cinque cantieri, tra quelli attivi e quelli previsti che interessano il progetto del Waltherpark.
Il primo cantiere è la costruzione del tunnel interrato di accesso veicolare a tutti i parcheggi lungo via Alto Adige, quindi quelli del nuovo centro polifunzionale Waltherpark, quelli sotto Piazza Walther e molto probabilmente anche quelli della curia e della Camera di commercio sotto il Citycenter (a sinistra del bar El cafetero, ndr). Questo primo cantiere di costruzione del tunnel sta andando avanti nonostante abbia delle problematiche relative alle bonifiche in quanto stanno trovando molto amianto sotto alla sede stradale – che verosimilmente deriva dai riempimenti fatti negli anni ’60.
Questa è la prima tranche del cantiere: alla fine dell’anno si libererà la parte in superficie di via Alto Adige verso Piazza Verdi, e si chiuderà la restante parte, dal Citycenter fino a Piazza Walther.

Architetto Rebecchi, parliamo degli scavi di questi giorni in Piazza Walther?
Quello è il secondo cantiere e riguarda l’uscita provvisoria del parcheggio sotto Piazza Walther: per permettere i lavori su via Alto Adige, a partire da fine giugno verrà inaugurata una rampa d’uscita provvisoria, all’altezza dell’area Taxi di Piazza Walther, con viabilità delle macchine che escono dal parcheggio verso Piazza Domenicani e Largo Kolping. Le auto potranno poi scendere in Via Dante o imboccare via Cassa di Risparmio.

Quali sono gli altri cantieri?
Il terzo cantiere, che è iniziato da poco, si trova in prossimità di Ponte Loreto e riguarda la pista pedociclabile: chi arriva da Sud percorrendo la ciclabile lungo Isarco, passerà da sotto il ponte e dall’altra parte, grazie ad una nuova curva, verrà portato dove c’è, in Piazza Verdi, l’ex distributore.
Il quarto cantiere è il Waltherpark. In previsione del 2023 ci sarà sicuramente l’appalto della sistemazione del parco, sia lato Hotel Laurin che lato cantiere, tenendo presente la chiusura di Viale Stazione, che non sarà più una via come oggi, ma diventa una parte del parco. Questi lavori saranno ultimati nel 2024, l’anno in cui è prevista l’ultimazione anche del Waltherpark.
C’è poi un quinto cantiere, che partirà questa estate, e riguarda la sistemazione del marciapiede che da Piazza Stazione porta alla rotonda dove c’è la nuova stazione degli autobus in via Renon. Lì attualmente è molto disagevole il passaggio pedonale per chi esce dalla stazione dei treni e va verso la stazione delle corriere, in quanto il marciapiede è veramente sconnesso e anche le fermate degli autobus urbani devono essere messe a norma. Quindi vengono messi a posto sia la sede stradale che il marciapiede.

Come vi regolate con il nuovo palazzo provinciale che sta sorgendo in Via Renon?
Lì ci siamo messi d’accordo: la Provincia mantiene la recinzione intorno al cantiere fino alla fine di quest’anno, e noi comunque riusciamo a fare tutti i lavori. La parte che rimane, cioè il tratto  del marciapiede di fronte al palazzo provinciale, sarà terminata dalla Provincia una volta che il palazzo sarà terminato.

Autore: Till Antonio Mola

Le fatiche del Bike Sharing a Bolzano #2

Nello scorso numero vi abbiamo parlato della sensazione di trascuratezza del tanto osannato servizio di Bike Sharing cittadino. Dopo i problemi riscontrati due settimane fa, abbiamo riprovato, questa volta con successo, a registrarci al servizio tramite la Web App – segno che la nostra segnalazione alla ditta Ecospazio, appaltatrice del servizio, qualcosa deve aver smosso.

Per poter prendere in prestito una delle 24 biciclette normali e a pedalata assistita (dovevano essere molte di più) ancorate in 10 delle 16 ciclostazioni (dati verificati sulla app, che ci informa pure che diverse sono offline e quindi non funzionanti), è necessario caricare il proprio portafoglio digitale, cosa possibile solo inserendo i dati di una carta di credito, non ad esempio con sistemi tipo Paypal, da molti ritenuti, oltre che immediati, più rassicuranti.
Dalle infografiche alle ciclostazioni apprendiamo che si può accedere al servizio anche tramite card RFiD. Si ma quale? Solo consultando il sito del Comune veniamo a sapere che si tratta della carta Alto Adige Pass per i mezzi pubblici – ma perché quindi non scriverlo sulle infografiche?). Proviamo pertanto ad accedere così, ma sul display compare il messaggio “Utente non riconosciuto”.
Una volta rientrati, torniamo sul sito internet del Comune (che non è quello della Web App, che è di Ecospazio) e scopriamo che, una volta che il display della ciclostazione riconosce l’Alto Adige Pass, compare un codice che dobbiamo inserire nella schermata di registrazione della Web App. E viene il dubbio che il codice di cui parla il sito sia il numero lunghissimo che abbiamo visto sulla schermata “utente non riconosciuto”. Anche ammesso che sia così (ma non è detto), questa informazione dovrebbe essere indicata nelle infografiche, che invece parlano di accesso tramite Web App oppure tramite card Rfid (non meglio specificata). Invece questa, almeno in fase di attivazione, ha bisogno della Web App.

Non c’è da sorprendersi quindi se a molti il sistema di Bike-Sharing risulta talmente macchinoso da scoraggiarne l’utilizzo – e in tutto questo, le poche biciclette disponibili e l’evidente stato di trascuratezza di alcune ciclostazioni non aiuta.
Una impressione che ci viene confermata da una nostra lettrice. Scrive la signora Elisa: “abito in Piazza Gries e sarebbe molto comodo poter prendere la bici per andare in stazione e poi prendere il treno. Mi sono regolarmente iscritta nel sito. Non ho caricato il conto, perché non mi fidavo del sistema. E ho fatto bene. Ho provato ad attivare l’Alto Adige Pass per prendere la bici, ma il totem di Piazza Gries non dà alcun segno di vita. Ho così contattato Ecospazio facendo presente che il totem di Piazza Gries non reagisce all’Alto Adige Pass e non mi hanno mai più risposto. Ma io mi chiedo: il Comune non poteva fare come in tutta Italia una convenzione con Ridemovi: una VERA app (attiva p.es. a Padova e a Bologna, ndr), attivabile in pochi minuti, funzionante perfettamente in tutto il paese?”.

Autore: Till Antonio Mola

Lisa e Lara: giovani campionesse

Quest’oggi incontriamo ed intervistiamo le ballerine dell’ASD, evento Danza Bolzano diretto da Barbara Ante, Lisa Baratieri, 17 anni, e Lara Germani, da poco maggiorenne, vincitrici ai Campionati Mondiali di Danza Classica IDO di Varsavia, in Polonia, lo scorso dicembre nella categoria duo adulti. Il passo a due presentato si chiama Le perle.

Com’è stata l’esperienza in Polonia?
Lara – è stata una bellissima esperienza inaspettata. Già quando abbiamo scoperto di essere state convocate, siamo rimaste stupite. Abbiamo dovuto organizzare tutto in fretta, non sapevamo nemmeno per certo se saremmo andate. È stato proprio un momento bello ed improvviso.
Lisa – Sono d’accordo con ciò che ha detto Lara, è stata una bellissima esperienza piena di momenti che ci porteremo sempre dietro.

Quali sono state le vostre reazioni, quelle di familiari e conoscenti quando siete state proclamate vincitrici?
Lisa – Subito dopo la vittoria abbiamo chiamato la nostra scuola che ci ha supportato e ha fatto il tifo per noi. È stata una gioia generale per tutti, per le nostre compagne, per il nostro staff, per i genitori.
Lara – Condivido pienamente. è stato bellissimo, soprattutto perché ripensando al momento della vittoria, abbiamo dovuto cantare l’inno italiano. È stato abbastanza strano, non mi sarei mai aspettata di doverlo fare per una competizione di danza. È stato emozionante quando ci hanno chiamato le nostre compagne e la nostra maestra Barbara Ante. Vedere le reazioni di parenti e amici quando li abbiamo chiamati è stato un momento di felicità condivisa. Inizialmente abbiamo anche fatto uno scherzo: non abbiamo detto subito che eravamo campionesse mondiali.

Com’è stato il rientro a Bolzano?
Lisa – Appena rientrate a Bolzano abbiamo ricominciato ad allenarci, anche perché le nostre compagne si stavano preparando per uno spettacolo. Siamo ripartite in full mode.

C’è qualcuno da cui prendete ispirazione (ad esempio da una famosa ballerina o da qualsiasi altra persona)?
Lisa – Penso che la nostra insegnante di danza Barbara Ante sia un modello d’ispirazione per tutte noi, sia nel mondo della danza, ma anche al di fuori. Ci aiuta sempre dal punto di vista artistico, ma è anche un’insegnante di vita. Nella nostra scuola non impariamo solo tecniche e passi, siamo una grande famiglia. Le ragazze sono parte importantissima di ogni esperienza, poiché ogni cosa viene condivisa. Siamo un gruppo formidabile e molto unito.
Lara – Concordo appieno con quello che ha detto Lisa. Poi ovviamente ci sono delle grandi ballerine da cui prendiamo ispirazione. Una di queste è per esempio Marianela Nunez, la prima ballerina della compagnia Royal Ballet di Londra.

Autori: Pietro Bonadio e Laura Vecchiato COOLtour

Un’estate con tanti eventi nel quartiere

Musica dal vivo, cinema sotto le stelle, storia e cultura. In una sola parola: aggregazione. Con l’arrivo del caldo estivo tornano gli eventi serali nei quartieri bolzanini. A Gries è stata pensata una stagione di offerte ricreative composta da sei appuntamenti che a partire da fine giugno coinvolgeranno residenti e cittadini e culmineranno in una grande festa dedicata a tutto il rione, prevista per inizio settembre.

Il programma è stato approvato all’unanimità durante l’ultima seduta del Consiglio di Circoscrizione e per cui è stata stanziata una corposa somma totale di 30 mila euro. “Siamo molto felici di poter tornare a riempire le nostre strade e piazze con eventi e spettacoli – spiega Diego Laratta, presidente di circoscrizione -. È un ritorno alla normalità che aspettavamo da tempo e che fa tanto bene alla vitalità del quartiere. Gli appuntamenti si svolgeranno durante l’orario serale, tra le 18 e le 22, e speriamo di poter coinvolgere il maggior numero di persone grazie ad una variegata selezione di eventi”.
I primi appuntamenti in programma sono quelli dedicati al cinema. La sera di lunedì 27 giugno, nel cortile esterno delle scuole elementari Longon, in via Roen, verrà proiettato un film in lingua tedesca, mentre lunedì 4 luglio, si replicherà in lingua italiana. è un’occasione per far riscoprire il piacere del cinema all’aperto a grandi e piccini. I titoli dei film che verranno proiettati saranno divulgati prossimamente. Le serate musicali prenderanno invece il via sabato 2 luglio, con via Virgilio (una laterale di via Cesare Battisti) che verrà animata grazie ad un furgoncino che si trasformerà in un palco-mobile e sulla quale si esibirà la Supermarket Crew, collettivo formato da giovani bolzanini. All’insegna della buona musica sarà anche la serata di venerdì 29 luglio all’Anfiteatro arcobaleno dello spazio Pippo, sui prati del Talvera. La serata sarà a sfondo rock e sul palco saliranno band e artisti locali.
Altra data da segnare in rosso sul calendario è quella di giovedì 14 luglio: in piazza Mazzini si svolgerà una serata bilingue dedicata alla storia del quartiere di Gries, che verrà approfondita anche dal punto di vista economico e sociale. I relatori saranno il giornalista e docente Marco Pugliese e lo scrittore Helmut Rizzolli. Subito dopo la conferenza si esibiranno al microfono gli Atop The Hill, brillante band bolzanina che recentemente ha avuto l’onore di aprire il concerto di Vasco Rossi a Trento. Durante la serata saranno distribuiti cibo e bevande grazie all’aiuto degli Alpini di Bolzano. Il gran finale di questa rassegna di eventi estivi si svolgerà su due date, sabato 3 e domenica 4 settembre, in piazza Tribunale. A partire dal mattino andrà in scena la grande festa di tutto il quartiere aperta a ragazzi e famiglie, al fine anche di vivacizzare e valorizzare la piazza come luogo di incontro e socializzazione. Per i più piccoli verrà allestito uno spazio d’animazione e laboratori dove poter sfogare la propria creatività, mentre dall’altra parte della piazza saranno presenti stand dove poter mangiare e bere. Immancabile, anche in questo caso, la buona musica. Andando verso sera si passerà dal genere soft al funk e alla dance.

Autore: Alexander Ginestous

Proteggiamoci dalle truffe del trading online

20 milioni di euro di danno e 358 vittime: questi i dati riportati dalla Polizia Postale solamente per quanto riguarda il 2021. E la situazione purtroppo non sembra migliorare, anzi. Al Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia – ufficio di Bolzano, le segnalazioni in merito a tale fenomeno sono in aumento.

Al CEC Italia non trascorre una settimana senza che vi sia un consumatore che segnali di avere difficoltà a contattare il broker delle piattaforme di trading online. Presso l’ufficio di Bolzano erano state molteplici le richieste di aiuto già negli anni passati ed ora le segnalazioni si susseguono nuovamente, senza sosta, da inizio gennaio.
I consumatori e risparmiatori italiani sembrano essere presi di mira da apparenti società di intermediazione non autorizzate, che offrono la possibilità di commerciare in valuta estera (forex), contratti per differenza (CFD), materie prime o, più recentemente, criptovalute. Per evitare di incappare nelle varie forme di frode, è fondamentale mantenere alta la guardia.
I falsi broker hanno una serie di elementi in comune: promettono, generalmente nel corso di una chiamata (o più probablimente più chiamate) con il consumatore, alti (per meglio dire, irrealistici) rendimenti e profitti garantiti. Possono offrire un servizio di trading o un servizio di gestione di scambi per conto dell’investitore. Spesso fanno pressione sulla vittima sbandierando offerte a tempo limitato ed esclusive per la persona chiamata (magari viene anche detto di non condividerla con altri).
I clienti così adescati sono poi incoraggiati a investire sempre di più, grazie a dei veri e propri raggiri. In particolare, all’inizio viene loro falsamente mostrato che i presunti investimenti starebbero portando ad alte rendite, in realtà inesistenti. “All’inizio avevo investito 250 euro per provare e – nel giro di qualche giorno grazie al ‘robot’ che sceglie per me degli investimenti sicuri – ho guadagnato 500 euro. Per questo motivo ho bonificato altre somme di denaro: vedevo che funzionava. Ma quando chiesto di riavere il capitale, però il trader online non mi ha risposto o mi ha comunicato che dovevo effettuare ulteriori bonifici per pagare delle tasse”, così riferiva ad esempio un risparmiatore truffato alla consulente del CEC Italia.
Un altro risparmiatore del Trentino-Alto Adige riferisce di aver versato oltre mezzo milione di euro, perché gli era stato fatto credere che, attraverso degli investimenti sicuri, avrebbe ottenuto un ritorno economico di 4 milioni di euro entro pochi mesi. Naturalmente ciò non è accaduto ed il sedicente trader online non è più reperibile.
Ma come è possibile tutelarsi da tali presunti “maghi” del trading online, che sanno essere molto persuasivi e convincenti? Senz’altro è possibile seguire le seguenti cautele.
1) Se non siete voi ad aver contattato il presunto consulente, chiedetevi come egli sia entrato in possesso del vostro numero di telefono. Diffidate da contatti telefonici a sorpresa e da voi non richiesti in nessun modo.
2) Se il presunto consulente possiede qualche vostra informazione personale, non dovete concludere che si tratti di una persona di fiducia: probabilmente ha sfruttato informazioni facilmente reperibili su internet, come sul vostro profilo social.
3) Particolare attenzione devono fare le persone anziane che risultano ancora nell’elenco telefonico: sono tra le vittime preferite dei truffatori, individuate magari anche solo per il nome di battesimo. Se si tratta di un nome poco diffuso fra i giovani, questo può rilevare l’età della vittima scelta. Per esempio, il nome Gertrude potrebbe essere indicativo di una signora matura, la quale molto probabilmente ha qualche risparmio a disposizione. Spesso i sedicenti trader online fanno poi leva sul desiderio di voler aiutare finanziariamente figli o nipoti.
4) Controllate l’archivio degli avvisi ai risparmiatori della Consob, per verificare se la piattaforma di trading online che vi ha contattato o che avete trovato sia già stata segnalata. È possibile farlo visitando il sito: www.consob.it/web/area-pubblica/occhio-alle-truffe.
5) In caso anche di un minimo dubbio, contattate direttamente la Consob, i cui recapiti sono disponibili sul relativo sito internet, per richiedere ulteriori informazioni.
Informazioni sono disponibili gratuitamente contattando il Centro Europeo Consumatori Italia (sede di Bolzano) tel. 0471 980939 email: info@euroconsumatori.org

I primi 25 anni del coro DoReMix

Nato nel 1996 alle scuole Manzoni di Bolzano, il coro negli anni ha duettato con artisti nazionali come Fabio Concato e Antonella Ruggiero. Diretto dall’insegnante Eufemia Femia ha formato tanti ragazzi in campo musicale e non solo, apprestandosi ora a festeggiare l’anniversario con un grande concerto che si terrà martedì 31 maggio alle ore 20 presso il Teatro Comunale di Bolzano.

Il coro DoReMix della scuola elementare Alessandro Manzoni di Bolzano compie un quarto di secolo. Si tratta di un traguardo davvero importante per il coro di bambini più importante della città di Bolzano e che verrà festeggiato a dovere con un concerto speciale in cui non mancheranno grandi sorprese.
In tutti questi anni sono stati davvero tanti i bambini che sono entrati a far parte del coro e che si sono avvicinati e innamorati del mondo della musica, abbracciando i generi più disparati ed esibendosi al fianco di personalità famose del calibro di Antonella Ruggiero, Fabio Concato e Matthew Lee, solo per citarne alcuni. è un coro che si è fatto conoscere e apprezzare nel corso degli anni, diventando una piccola fucina di talenti.
A guidare i bambini in tutte le attività dal lontano 1996 c’è la direttrice Eufemia Femia, insegnante di italiano e matematica e grande appassionata di canto, che ha raccolto la sfida di far avvicinare i bambini a questo mondo, condividendola con il suo ‘braccio destro’ Stefano Soligo, insegnante alla Scuola di Musica Vivaldi di Bolzano.
Ci siamo fatti raccontare proprio dalla direttrice la storia, e non solo, del coro che oggi conta oltre 60 bambini al suo interno.

Da dove nasce il coro DoReMix?
Il coro è stato fondato nel novembre del 1996 per volere dalla dirigente scolastica dell’epoca, Mirca Passarella, intenzionata ad averne uno per rappresentare la scuola durante le manifestazioni. È nato come un corso di educazione al canto per gli alunni delle elementari fino ai 10 anni, e solo qualche anno fa è stato esteso ai bambini delle scuole medie Foscolo. Conoscendo la mia grande passione per la musica, Passarella decise di affidarmi il compito di dirigerlo. All’inizio non ero tanto convinta, ma poi dopo un primo periodo di incertezza mi sono subito ricreduta.

Cosa ricorda di quei primi anni d’attività?
All’inizio il mio approccio era molto timido. Ero un po’ intimorita perché non conoscevo ancora il feedback che avrei ricevuto dai bambini, non pensavo potesse diventare un’iniziativa così di successo tra di loro. All’inizio cantavamo le canzoni dello Zecchino d’Oro con i 18 bambini che componevano il primo coro. Eravamo davvero alle prime armi, e sono stati tanti i consigli e gli aiuti ricevuti da Alberto Bissoli, il primo musicista che mi ha seguito in questa esperienza, dal maestro Steven Lloyd e dalla collega Lucia Targa. Ricordo che il primo concerto lo organizzammo nell’atrio della scuola con pochi presenti. Passo dopo passo però poi abbiamo affinato la nostra esperienza e grazie ad una forte rete di contatti abbiamo fatto conoscere la nostra realtà anche ad altri cori, orchestre e musicisti.

A proposito di conoscenze: negli anni avete collaborato con nomi davvero importanti…
Durante i primi dieci anni del coro abbiamo sempre duettato con un’ospite altoatesino, nei nostri concerti, tra cui il compianto cantante country George McAnthony. Con il passare del tempo però ci siamo allargati portando a Bolzano artisti come Walter Savelli (il pianista di Claudio Baglioni). Il decennale lo abbiamo addirittura festeggiato con Fabio Concato e fu una giornata indimenticabile. Negli anni successivi abbiamo ospitato anche Matthew Lee e il suo rock anni 60, e Antonella Ruggiero con cui sono state cantate le canzoni più belle della storia di Sanremo. L’ultimo concerto pre-pandemia lo abbiamo svolto con la Merano Pop Synphony Orchestra.

Come verrà festeggiato il venticinquesimo anniversario?
Al Teatro Comunale di Bolzano ospiteremo alcuni vecchi coristi, tra cui quattro cantanti soliste – Valentina Furegato, Tea Ducato, Chiara Bega e Alice Ravagnani – che hanno fatto della musica la loro grande passione. Ognuna di loro canterà due canzoni nel corso della serata, che è a ingresso gratuito e con offerta libera.

Qual è il segreto della longevità e dell’entusiasmo di questo coro?
Credo risieda nel far conoscere ai bambini un ampio repertorio di generi e canzoni che non annoiano mai. Facciamo adeguare i bambini al genere prediletto dall’ospite che si esibirà con noi. Questo permette loro di crearsi una forte cultura musicale. Sembra impensabile, ma si entusiasmano ad ascoltare anche le canzoni dei tempi dei loro nonni. A volte li sento canticchiare i testi di Claudio Villa o autori simili, durante la pausa. E ci sono anche ex coristi che mi raccontano di come gli siano rimaste dentro determinate canzoni. Vuol dire che abbiamo fatto davvero un buon lavoro…

Il coro è uno strumento formativo a tutti gli effetti?
Certamente sì. È un’attività tanto divertente quanto impegnativa. Le prove sono sempre molto intense, e a volte ci vediamo anche nel weekend. A ridosso dei concerti bisogna imparare i testi e saper gestire la tensione. È un’esperienza che forma i bambini anche in vista del passaggio alle scuole medie e superiori, perché permette loro di affrontare le nuove sfide con serietà e applicazione.

E dal punto di vista organizzativo come si coordina il tutto?
Serve avere un grosso supporto attorno. Io sono fortunata perché l’attuale dirigente scolastico Franco Lever crede molto nel progetto, così come i colleghi docenti che sono sempre molto disponibili e comprensibili con quello che è l’impegno musicale dei bambini. Attorno al coro c’è tanto affetto e questo ci dà una spinta in più.

Qual è stato il momento più bello di questi 25 anni?
Senza dubbio i festeggiamenti per il ventennale. In quell’occasione mi sono resa conto di quanto sia rimasta impressa l’esperienza del coro ai ragazzi cresciuti che sono venuti a trovarci. Solo in quel momento ho capito quello che abbiamo costruito negli anni. Molti ex alunni hanno continuato sulla strada della musica e questo mi ha riempito di orgoglio.

Autore: Alexander Ginestous

Bike sharing incompiuto?

Il nuovo servizio di noleggio biciclette, inaugurato nel 2019 a Bolzano, non funziona ancora a pieno regime. I bolzanini che lo utilizzano sono pochi e inoltre anche l’utilizzo del servizio non sembra semplice e fluido, paragonandolo con quanto avviene in altre città italiane.

Bolzano da diversi anni ormai si propone come “città della bicicletta”, in quanto usare la bici per gli spostamenti quotidiani fa da anni parte della normalità di molti bolzanini, i quali apprezzano le due ruote quale mezzo di trasporto ecologico, salutare, veloce ed economico.
Ben vengano quindi le decine di chilometri di percorsi riservati alle biciclette nel circuito urbano.
Per tenere il passo di altre città, nel 2019 il Comune di Bolzano annunciava con entusiasmo il nuovo servizio di Bike Sharing, descritto sulle pagine internet del Comune (aggiornate a febbraio 2021) come “un’opportunità per spostarsi in modo veloce, autonomo e sostenibile.
Una rete di collegamenti pensata per chi vuole vivere la città su due ruote, per chi preferisce sentirsi libero dal traffico cittadino e accedere ai servizi di trasporto pubblico con un unico titolo di viaggio. (…) Pensato per gli spostamenti brevi, il bike-sharing oggi rappresenta la forma di spostamento urbano più conveniente, sia in termini di tempo sia in termini economici.”
Chi si muove in città può vedere le ciclostazioni posizionate nei punti strategici: delle strutture a tubo ancorate al terreno, provviste di una serie di ganci cui fissare con un meccanismo a scatto i manubri delle biciclette; alcune appaiono trascurate, altre, tipo quella in viale Europa in prossimità delle scuole Schweitzer, sembrano in attesa di inaugurazione, senza alcuna bici agganciata (almeno da settimane).
Ma tutte le stazioni presentano delle grafiche esplicative che spiegano come usufruire del servizio.
Quindi non ci è rimasto altro da fare se non provare: lo abbiamo fatto alle ciclostazioni di viale Stazione e di Piazza Matteotti, ognuna delle quali presentava due biciclette agganciate.
Come neofiti, abbiamo cercato innanzitutto di iscriverci al servizio e scansionando con lo smartphone il QR-code presente all’interno delle grafiche esplicative, siamo arrivati alla web app, la quale chiede la registrazione per i nuovi utenti.
Con sorpresa abbiamo notato che questa registrazione per tutta la settimana prima della chiusura del giornale non è stata possibile (abbiamo pure provato a contattare – come privati cittadini, non come redazione) la ditta roveretana Ecospazio, referente in Italia per la progettazione, produzione e installazione di questi sistemi di bike-sharing, segnalando l’inconveniente (sia tramite web-form, che a seguito di telefonata), ma senza ricevere risposta (al 13.05.2022).
Non essendo riusciti ad attivare una nostra utenza, non abbiamo potuto provare il servizio. Abbiamo quindi cercato persone che abbiano utilizzato il bike-sharing.
Siamo solo riusciti a parlare con una persona, la quale affermava di aver provato a fare un giro con una bici circa un anno fa, ma di averla riportata dopo poco alla ciclostazione in quanto sgangherata.
Potrebbe trattarsi di un caso isolato, che comunque avalla l’impressione generale di trascuratezza delle ciclostazioni.
Esortiamo tuttavia i nostri lettori a segnalarci le loro esperienze con il servizio, impegnandoci a tenerne conto per un futuro approfondimento.

Autore: Till Antonio Mola

Per cresce come artisti (e non solo)

JUNGLE MUSIC INCUBATOR si pone come intermediario tra il mondo dell’arte e della cultura e quello sociale attraverso modalità differenti di insegnamento soprattutto nel campo musicale. Dai workshop per DJ LGBTQ+A friendly dove si discute anche del ruolo della donna nel mondo della produzione musicale, al mentoring per collettivi di giovani che vogliono ampliare le proprie competenze professionali, ogni corso è pensato a 360° per permettere ai giovani di scoprire uno spazio libero dove esprimersi, imparare e mettersi a confronto con gli altri e il mondo. la partecipazione è gratuita.

L’incubatore musicale e sociale deve la propria nascita proprio per l’esigenza e l’interesse per la musica espresso da parte di un gruppo di ragazzi del centro giovani Jungle. Da lì è stato quasi naturale passare ad un approccio più strutturato in cui sempre più persone hanno preso parte alla realizzazione del progetto stesso. Nello scorso anno, infatti si è sviluppato, parallelamente a vari workshop con professionisti del mestiere, l’identità principale del JUNGLE MUSIC INCUBATOR, ossia un percorso formativo ed educativo per giovani artisti locali denominato “le quattro fasi dell’artista”. Questo programma si pone l’obiettivo di formare i giovani artisti in campo musicale, ma lavorando soprattutto sulle tematiche sociali che li accomunano e/o caratterizzano, dando loro la possibilità di prendere atto e coscienza del proprio ruolo innanzitutto all’interno della propria comunità. La mescolanza continua e mai distinta tra lavoro sociale e artistico, permette ai giovani di impegnarsi contemporaneamente sui propri obiettivi personali e professionali. La musica diviene quindi risposta attiva e chiara alle difficoltà che, soprattutto in questo periodo, si possono incontrare nel voler coinvolgere gli stessi artisti in maniera meno passiva possibile. Essi stessi sono i primi a voler dare sfogo alle proprie frustrazioni e disagi attraverso la musica e quindi l’impegno diviene un meccanismo naturale e ricercato da parte di tutti. Ogni giovane è inoltre costantemente seguito, in maniere differenti e trasversali, da ogni persona del team, in quanto supportato professionalmente nelle varie fasi di realizzazione di un proprio pezzo artistico. Il percorso, quindi, non è percepito solo come momento educativo e di riflessione, ma e soprattutto come ricerca interiore per permettere loro di potersi esprimere al meglio come artisti e individui. Si può seguire il progetto sui social e ogni giovane interessato può ancora aderirvi contattando gli operatori direttamente sui social.

Autrice: Shakira Casin COOLtour

ArtMaySound 2022

È arrivato maggio e anche quest’anno con lui arriva il festival di fumetto e musica di ArtMaySound organizzato da COOLtour, servizio dell’Associazione La Strada – Der Weg.
Il 27 e il 28 maggio il Piazzale delle Feste del parco Talvera si animerà con stand e attività di fumetto e musica per bambini, ragazzi e adulti, oltre al buon cibo degli alpini che prepareranno un menù per il pubblico presente. Il tema 2022 su cui si baseranno le attività è quello di Eureka: l’idea geniale, l’innovazione, il pensare fuori dagli schemi. Il festival comincerà venerdì 27 maggio nelle scuole cittadine per poi continuare al parco con l’apertura degli stand al parco alle 12 e le prime attività con ospiti come Bandito e Oakmood, Andrea Cagol, Claudio Calia – l’illustratore del manifesto di questo ArtMaySound 2022 – e tanti altri. La sera, alle 20.30, si terrà l’esclusivo Contest musicale in cui artisti locali si esibiranno e verranno valutati da una giuria d’eccezione: chi conquisterà lo scalino più alto del podio avrà l’occasione di aprire il concertone della sera del 28 maggio. Il sabato le attività cominceranno alle 9 e continueranno tutto il giorno, anche questa volta alternandosi tra musica e fumetto con altrettanti ospiti. Alle 20.30 il vincitore del Contest musicale aprirà il concerto dei super ospiti musicali di quest’anno: Caterina Cropelli, Folcast e Davide Shorty. Saranno presenti moltissime realtà locali e nazionali – da ADMO agli Alpini, da Oblò al CNR – che riempiranno il parco e le giornate con i loro stand e le loro idee. ArtMaySound è un evento sostenuto dalla Provincia e dal Comune di Bolzano che dal 2021 è entrato a far parte del Riff – la Rete italiana dei festival del fumetto.
Saranno due giornate intense all’insegna della novità e dello stare insieme, finalmente si potrà tornare far vivere i luoghi bolzanini con cultura, arte e divertimento senza paura e (troppa) distanza.

Autrice: Anna Michelazzi COOLtour

Cultura regionale in rete

La cultura regionale si mette in rete; presentati i progetti comuni e le collaborazioni tra Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali Santa Chiara, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento e Coordinamento Teatrale Trentino.

Una doppia conferenza stampa, un evento inedito che apre a sinergie e collaborazioni storiche a livello regionale: per la prima volta, Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali Santa Chiara, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento e Coordinamento Teatrale Trentino intrecciano le loro potenzialità artistiche, produttive e promozionali per dare vita a una programmazione teatrale e musicale di ampio respiro.
La valorizzazione delle eccellenze presenti e residenti sul territorio, il dialogo continuo tra le stagioni teatrali proposte, la produzione congiunta di spettacoli inediti, rientrano in una visione dello spettacolo dal vivo lungimirante perché dinamica e aperta al confronto. Una partnership come questa, tesa al continuo miglioramento qualitativo dell’offerta, nasce dalla profonda convinzione da parte dei quattro enti presenti che l’interazione e la contaminazione tra sensibilità e profili artistici differenti rappresenti il terreno più fertile per la nascita di progetti culturali innovativi e dal respiro internazionale.
Mai come in questo periodo così complesso, la cultura rappresenta fattore strategico per lo sviluppo sociale ed economico della comunità e per il miglioramento del benessere individuale e collettivo.
Mai come ora quindi la necessità di rendere organica e ancora più ricca la proposta culturale del Trentino-Alto Adige si è fatta urgente.

UN PROTOCOLLO D’INTESA CHE DURA TRE ANNI

Nasce da questi presupposti il protocollo d’intesa tra Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali Santa Chiara e Coordinamento Teatrale Trentino che è stato siglato dai presidenti dei tre enti, Giovanni Salghetti Drioli, Sergio Divina e Loreta Failoni.
Un accordo istituzionale volto a sviluppare e favorire la produzione dello spettacolo dal vivo, razionalizzare le risorse attraverso forme innovative di programmazione, favorire l’allargamento di pubblici con un particolare riguardo alle nuove generazioni, avviare percorsi di avvicinamento e scambio culturale con i sistemi scolastici e il mondo universitario e promuovere la crescita delle potenzialità artistiche grazie alla pubblicazione di bandi e progetti di formazione mirati.
La creazione di programmazioni innovative per favorire l’osmosi tra i pubblici, la razionalizzazione delle risorse e un’offerta culturale ampia, diffusa e congiunta, trova immediata concretezza nella Stagione Regionale Contemporanea, che si svolgerà a Bolzano e Trento già partire dall’anno teatrale 2022/2023. Un’unica rassegna, un unico abbonamento per un cartellone che presenterà molteplici prospettive del teatro di ricerca tra cui spiccano i nomi di Emma Dante, Duncan Macmillan, Antonio Rezza e Romeo Castellucci.
Su questa linea inoltre, si colloca la piattaforma per la circuitazione dello spettacolo professionale regionale, promossa dai tre enti e sostenuta dalla Regione Trentino-Alto Adige che si occuperà della pianificazione, promozione e del sostentamento dello spettacolo professionale locale sul territorio regionale, ai fini di costruire una stagione di compagnie professionali locali. Gli spettacoli selezionati – a seguito della pubblicazione di un Bando – prenderanno parte a una tournée sul territorio regionale entro il 2022, con particolare riferimento alle stagioni organizzate dal Teatro Stabile di Bolzano a Merano, Brunico, Bressanone e Vipiteno, e dal Coordinamento Teatrale Trentino nella provincia di Trento e parteciperanno a un focus dedicato alle compagnie regionali nelle città capoluogo, negli spazi del Centro Servizi Culturali Santa Chiara a Trento e del Teatro Comunale a Bolzano.

LA PRIMA PRODUZIONE CONGIUNTA TRA STABILE E FONDAZIONE HAYDN

In quest’ottica sinergica si colloca un vero e proprio evento speciale: una forma di concertazione tra attori e orchestra che omaggerà Pier Paolo Pasolini, in occasione del centenario dalla nascita del grande intellettuale e poeta.
Un progetto che rappresenta la prima ideazione e coproduzione tra Teatro Stabile di Bolzano e Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, ente culturale regionale per eccellenza.
Scritti Corsari e Lettere Luterane, ma anche la poesia del grande intellettuale, vengono riproposti in una nuova lettura con la drammaturgia di Leo Muscato e Laura Perini per attrici e attori e l’Orchestra Haydn diretta dal Maestro Marco Angius con musiche di Bach, Haydn, Ives e Barber.
Lo spettacolo inaugurerà le stagioni 2022/2023 dello Stabile di Bolzano al Teatro Comunale e al Puccini di Merano e quella del Centro Servizi Culturali Santa Chiara al Teatro Sociale di Trento e farà inoltre parte della programmazione della Fondazione Haydn.
Con questo ambizioso progetto, le principali istituzioni regionali dedicate allo spettacolo dal vivo sanciscono la loro ferma volontà di sviluppare e concretizzare produzioni teatrali e musicali congiunte di respiro nazionale.

LA SODDISFAZIONE DEI DIRETTORI ARTISTICI

Non nasconde al sua soddisfazione Walter Zambaldi, responsabile artistico del Teatro Stabile di Bolzano.
“Non si tratta solo buoni propositi ma di una concretezza già nata, cresciuta e attuata. Abbiamo attuato firme di protocolli e messo in campo attività. Con l’Orchestra Haydn in scena, la consulenza musicale del Maestro Giorgio Battistelli e con la regia di Leo Muscato, proponiamo un’importante apertura di stagione sia a Bolzano che a Trento.”
Anche il direttore del Centro Santa Chiara Massimo Ongaro sceglie di evidenziare le ricadute economiche sul territorio.
“Credo che il nostro progetto potrà dare sviluppi interessanti, soprattutto in termini di proposta culturale ma anche di occupazione. La cultura rappresenta un fenomeno economico molto importante nella nostra Regione.”
Dal canto suo il Maestro Giorgio Battistelli, direttore artistico dell’Orchestra regionale Haydn incentra invece la sua attenzione sulla personalità alla quale è dedicato il progetto “Profeta, Corsaro”.
“Non è un coordinamento di date ma la creazione di un’unica importante iniziativa che rappresenta un omaggio a un grande poeta italiano e un grande intellettuale, Pier Paolo Pasolini.”