Chi nega – per convenienza e interesse privato – i cambiamenti climatici e chi non si stanca di dire ciò che c’è da dire. I primi governano il mondo, i secondi studiano, parlano, fanno. Come, ad esempio, la pattinatrice trentina Lara Naki Gutmann, medaglia di bronzo nel singolo femminile al Grand Prix de France, sabato scorso.
La sua esibizione nel programma libero si è svolta sulle note della composizione The Arctic Suite, che affronta il tema della fragilità dei ghiacci e dello scioglimento dei ghiacciai. Attraverso la musica, la coreografia e i costumi, Lara, con la sua squadra, trasforma la performance in un appello alla responsabilità ambientale. Un invito a riflettere sull’impatto delle scelte umane sulla natura e sulla necessità di proteggerla.
Come nell’Artico e in altre zone del pianeta, anche in Alto Adige l’aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici accelera la riduzione dei ghiacciai. Il fenomeno si manifesta nella perdita di massa, dovuta alla fusione del ghiaccio e alla minore tenuta della neve ed è particolarmente evidente nell’arretramento delle lingue glaciali. Il fenomeno, come sa chi va in montagna, si vede a occhio nudo. Da decenni.
Secondo i dati dell’Ufficio Idrologia e dighe della Provincia autonoma di Bolzano, elaborati da Eurac Research, i ghiacciai hanno perso mediamente circa 1.044 metri di lunghezza dal 1990. In alcuni casi, le variazioni sono state improvvise. La Vedretta di Vallelunga, per esempio, ha registrato ritiri di 220 metri tra il 1956 e il 1957 e di 725 metri tra il 1962 e il 1963, in seguito al distacco di porzioni di ghiaccio.
La regressione riguarda anche la superficie complessiva. Tra il 1997 e il 2005, l’estensione dei ghiacciai altoatesini è diminuita di quasi il 15 per cento. Tra il 2005 e il 2017, si è ridotta di un ulteriore 19 per cento. Nel 2023, i ghiacciai coprivano complessivamente 72,2 chilometri quadrati di territorio montano. Nel 1997 erano ancora 122,2 chilometri quadrati.
Il ghiacciaio più esteso è quello di Malavalle, nelle Alpi dello Stubai, con circa sette chilometri quadrati di superficie. Altre realtà significative apparati si trovano nei gruppi dell’Ortles-Cevedale e delle Alpi Venoste. L’86 per cento dei ghiacciai altoatesini misura meno di un chilometro quadrato, caratteristica che li rende particolarmente vulnerabili al riscaldamento.
Lo scioglimento dei ghiacci è una pessima notizia, ma è solo il sintomo di una situazione globale. Molti se ne stanno occupando. Forse grazie a tante persone “senza potere” come Lara Naki Gutmann la consapevolezza dei cittadini elettori potrà portare a premiare quegli statisti che hanno davvero a cuore il bene comune (ovvero il bene di tutti e di ciascuno, comprese le future generazioni).
Autore: Paolo Bill Valente