Ci sono luoghi che raccontano la storia di una città senza bisogno di parole. A Bolzano, tra i viali alberati di Oltrisarco, i monumenti funerari e le lapidi antiche, i cimiteri cattolico, evangelico ed ebraico custodiscono le tracce di comunità diverse, delle loro tradizioni e delle trasformazioni che hanno segnato il territorio. Tre luoghi distinti, accomunati dalla funzione della memoria, ma caratterizzati da storie, simboli e riti differenti.
IL CIMITERO CATTOLICO
Il cimitero comunale cattolico, principale camposanto cittadino, nacque da un’esigenza concreta: trovare uno spazio più ampio per le sepolture. Nel 1923 il Comune decise di realizzare un nuovo complesso a Oltrisarco, accanto ai cimiteri ebraico ed evangelico già esistenti. I lavori si svolsero tra il 1928 e il 1930, sulla base del progetto elaborato dall’Ufficio edile civico sotto la direzione dell’architetto Gustav Nolte.
L’impianto architettonico, organizzato tra porticati, campi di inumazione e aree monumentali, è dominato dalla cappella delle benedizioni. Il patrimonio artistico comprende sculture, tombe di famiglia e opere di importanti artisti, testimonianze del gusto e della sensibilità di epoche diverse. Nel tempo il cimitero è stato ampliato e adattato alle nuove esigenze, mantenendo il carattere di giardino della memoria. Oggi il complesso si estende su circa 16 ettari e rappresenta uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico e artistico cittadino.
IL CIMITERO EVANGELICO
La storia della comunità protestante a Bolzano è più antica dell’attuale cimitero. Un primo spazio funerario evangelico è documentato già nel 1705, a sud della chiesa dei Domenicani. Era destinato soprattutto ai mercanti di fede riformata che morivano in città durante le fiere, quando Bolzano rappresentava un importante centro di scambi commerciali.
Nel corso dei secoli le esigenze della comunità cambiarono. Dopo una fase legata al cimitero di Gries, nel 1915 la comunità evangelica luterana acquistò un terreno a Oltrisarco per realizzare un nuovo camposanto. Le prime sepolture risalgono allo stesso anno, mentre tra il 1916 e il 1918 venne costruita una cappella, restaurata nel 1988.
Il cimitero evangelico testimonia così la presenza protestante in una città storicamente segnata dalla tradizione cattolica, ma da sempre attraversata da relazioni commerciali e culturali che ne hanno arricchito l’identità. Le tombe ricordano persone e famiglie che hanno contribuito alla vita economica e sociale del territorio, offrendo uno sguardo su una componente importante della storia bolzanina.
IL CIMITERO EBRAICO
Ancora più lontano nel tempo affonda le proprie radici il cimitero ebraico. La presenza di un luogo di sepoltura ebraico a Bolzano è documentata dal 1431. Dopo diversi trasferimenti, nel 1614 il mercante Gerson acquistò alcuni terreni sotto Castel Flavon, dando origine al nucleo dell’attuale area cimiteriale di Oltrisarco.
Nel corso dei secoli il camposanto è stato ampliato e arricchito di testimonianze preziose. Le lapidi, alcune delle quali risalgono al Seicento e al Settecento, documentano la continuità della presenza ebraica nella regione. Tra le iscrizioni conservate, quella sulla tomba di Mordechài ben Gerson, risalente al 1804, è interamente in lingua ebraica.
Il luogo assume anche un significato particolare nella memoria delle persecuzioni naziste. In occasione del Giorno della Memoria, le istituzioni cittadine si raccolgono presso il monumento dedicato agli ebrei della regione per ricordare le vittime della Shoah e rinnovare l’impegno contro ogni forma di discriminazione e odio.
Autrice: Rosanna Pruccoli