Ci sono artisti che raccontano il mondo attraverso grandi paesaggi e altri che scelgono di fermare lo sguardo sui luoghi che tutti attraversano, ma che pochi osservano davvero. Giovanni Bucci appartiene a questa seconda categoria. Pittore toscano d’origine e meranese d’adozione, classe 1943, ha dedicato gran parte della propria ricerca artistica alla città del Passirio, trasformandone facciate, cortili, ville e giardini in un racconto per immagini.
La sue ultime mostre si sono inserite in un percorso che intreccia arte e vita quotidiana, portando la pittura in uno spazio frequentato da pazienti, familiari e personale sanitario. Un contesto particolare, nel quale le opere possono offrire una pausa di bellezza e uno sguardo diverso sulla realtà.
Formatosi al liceo artistico dell’Accademia di Brera, Bucci ha coltivato la passione per la pittura parallelamente alla professione di odontotecnico. Nel corso degli anni ha lavorato con olio e acquerello, sviluppando uno stile attento ai dettagli architettonici e alle atmosfere. Il suo soggetto prediletto è Merano, osservata senza enfasi celebrative, attraverso angoli familiari e scorci meno conosciuti.
Tra i luoghi più amati figura il Kurhaus, edificio simbolo della città, ripreso in numerose vedute che ne indagano prospettive e particolari. Ma la sua attenzione si estende anche ai masi disseminati sulle montagne della conca del Passirio, alle ville storiche e ai cortili nascosti dietro le facciate. Sono immagini che restituiscono una città fatta non soltanto di monumenti, ma anche di storie quotidiane.
Nelle sue opere, l’architettura diventa infatti una porta d’accesso alla vita delle persone. Come ha spiegato lo stesso artista, una facciata, un ingresso o un cortile possono raccontare ciò che si muove dietro le siepi e dentro le mura. La pittura si trasforma così in uno strumento di memoria, capace di conservare dettagli che il tempo e i cambiamenti urbani rischiano di cancellare.
La mostra ospitata in precedenza al Centro per la Cultura, nel febbraio 2025, aveva già messo in evidenza questa particolare capacità narrativa, affiancando i dipinti di Giovanni ai ricordi e agli scritti del fratello gemello Riccardo, giornalista e cronista della città. Un dialogo tra immagini e parole che ha restituito al pubblico una Merano vista da due prospettive complementari.
Il lavoro artistico di Giovanni Bucci non si limita a rappresentare Merano: ne custodisce l’identità. E ogni quadro diventa una piccola testimonianza del legame tra un artista e la città che ha scelto come propria.
Autrice: Rosanna Pruccoli