Lavoratori stagionali e guerra in Ucraina

Da diversi mesi i media riportano il grido di allarme degli imprenditori sulla mancanza di personale – specializzato e non- nel settore turismo e ristorazione (ma non solo), che si è aggiunto alle difficoltà post pandemia, ai rincari delle materie prime e alle incertezze della guerra in Ucraina. Abbiamo chiesto a Reinhard Dissertori, presidente del Bauernbund per la Bassa, se questa crisi si rifletterà anche sui lavoratori stagionali per la prossima raccolta mele.

Con la crisi, molti lavoratori e lavoratrici del settore turismo si sono infatti ricollocati, lasciando un “buco” nel settore che sembra non volersi ricolmare. Una situazione che per i consumatori si sta traducendo in prezzi di alberghi cresciuti (secondo l’Unione nazionale consumatori, del 9,7% rispetto all’anno passato e non solo: come noto gli aeroporti di Olanda e Germania nelle ultime settimane sono letteralmente collassati, con una cancellazione dei voli mai vista prima). Una crisi del turismo certo, che però tocca anche altri settori, come l’edilizia e l’agricoltura. Ci siamo chiesti quindi se questa situazione sta avendo o avrà delle ripercussioni anche a livello locale, proprio per quanto riguarda i lavoratori stagionali.
Un momento di crisi con gli stagionali c’era stato già nell’autunno scorso:durante la raccolta delle mele, per via del mancato riconoscimento della vaccinazione, molti lavoratori dai paesi dell’Est erano tornati a casa improvvisamente – ma la situazione era poi rientrata gradualmente.
Abbiamo chiesto a Reinhard Dissertori, presidente del Bauernbund della Bassa atesina, se la mancanza di personale stagionale si sta facendo sentire sui campi. “Al momento la situazione è tranquilla, in giugno non abbiamo bisogno di tanti lavoratori. Rimane invece incerta la situazione per la raccolta delle mele: dal 10 agosto si inizia con la raccolta delle gala e può essere che ci siano delle difficoltà e che dobbiamo contare di più sulle nostre forze.”

Come mai?
“Per un effetto domino: i lavoratori stagionali impiegati nella raccolta qui in Alto Adige provengono dalla Polonia. Vengono a lavorare qui perché hanno condizioni migliori rispetto che a casa, mentre in Polonia si utilizzano lavoratori ucraini.”

Quindi?
“Con la guerra in corso, è probabile che quest’anno non arriveranno i lavoratori dall’Ucraina e quindi i polacchi rimarranno a lavorare a casa”.

Per assurdo, noi ospitiamo però diversi rifugiati dall’Ucraina, anche se si tratta di persone diverse, ovviamente…
“Al di là di tutto, in ogni caso noi siamo felici di poter accogliere ogni proposta di lavoro. Le procedure per poter impiegare i lavoratori fuori dall’EU sono state semplificate per fortuna”.

Insomma, anche l’agricoltura dovrà in qualche modo fare i conti con la guerra. Sperando nel meglio, non mancheremo di aggiornare sulla situazione.

Autrice: Caterina Longo

I misteri di Kolosimo

Peter Kolosimo – all’anagrafe Pier Domenico Colosimo fantascienziato e sessuologo popolarissimo anche a livello internazionale negli anni sessanta, autore di una ventina di saggi e tre romanzi – ha vissuto per quindici anni a Bolzano, dove ha imparato il tedesco e completato gli studi liceali prima di iscriversi all’università di Lipsia. Lo ricordiamo a cent’anni dalla nascita.

// Di Massimiliano Boschi
Pier Domenico Colosimo, “fantascienziato”, giornalista, sessuologo e scrittore, ha ottenuto uno straordinario successo internazionale negli anni Sessanta e Settanta del Novecento con la versione tedesca del suo nome: Peter Kolosimo.
E’ probabile, ma non certo, che questa scelta abbia a che fare con gli anni di permanenza a Bolzano, che, però, restano avvolti in un piccolo mistero. A misteri grandi, invece, Kolosimo deve il suo fenomenale successo. Perché li indagò e raccontò con intelligenza e straordinario talento: da Atlantide a Stonehenge, passando per l’isola di Pasqua e le linee di Nazca.

Nato il 15 dicembre 1922 a Modena e morto a Milano il 23 marzo 1984, Kolosimo si occupò di questo e altro, sesso compreso, in una ventina di saggi e in numerose riviste e quotidiani.
Come si diceva, i misteri a cui dedicò le sue pubblicazioni finirono per avvolgere anche la sua biografia. Lo conferma la moglie Caterina, conosciuta a Bolzano agli inizi degli anni ‘60.
In un’intervista rilasciata a gennaio scorso alla rivista “Ufo” ha, infatti, ammesso che esistono segreti del marito che nemmeno lei è riuscita a svelare. Tra questi, il periodo da partigiano in Cecoslovacchia e, soprattutto, la sua perfetta conoscenza del tedesco: “Non so come lo sapesse. Io l’ho studiato essendo nata a Bolzano, lui invece era nato a Modena e si era spostato in diverse città italiane, ma il tedesco non rientrava tra le lingue dei luoghi in cui era cresciuto”.
A dire il vero, numerosi articoli sostengono che Peter Kolosimo avrebbe frequentato il liceo prima di laurearsi all’Università di Lipsia in filologia germanica moderna. Il condizionale è d’obbligo, perché i documenti degli uffici anagrafe di Torino e Bolzano sembrano smentire questa versione.
è vero invece che Pier Domenico Colosimo nacque a Modena per caso. La madre Josephine Mosca, nata a West Hoboken nel New Jersey nel 1902, era di passaggio dalla città emiliana quando le iniziarono le doglie mentre il padre fu praticamente inesistente: non sposò la madre e contribuì solo economicamente alla crescita del figlio. Nemmeno la biografia su Kolosimo scritta da Alberto Silvestri (edita da “Il Ponte vecchio”) ci aiuta a comprendere con precisione dove Peter frequentò le scuole elementari. I documenti ci dicono unicamente che nel dicembre 1931 madre e figlio si trasferirono a Torino, da Urbino, e che lì rimasero fino al 1939.
Successivamente Peter venne “adottato” da una famiglia romagnola di Savignano sul Rubicone che lo aiutò a ottenere il diploma all’Istituto Magistrale nel 1942. Solo nell’estate successiva, Kolosimo arrivò (o tornò) a Bolzano dove si arruolò nelle file della Wehrmacht. Una scelta resa possibile dalla sua ottima conoscenza del tedesco e dalle sue passate frequentazioni sudtirolesi di cui, però, non abbiamo trovato alcuna traccia.
Escluso che abbia frequentato il liceo a Bolzano, dovremmo provare a immaginare che tra il 1924 e il 1931 abbia frequentato l’Alto Adige e, soprattutto, che abbia potuto apprendere il tedesco proprio mentre il fascismo ne vietava l’insegnamento.
Comunque sia, nell’autunno del 1943 partì per il fronte, venne ferito a un occhio nei primi mesi del 1945, e come raccontato più volte da lui stesso, durante la convalescenza entrò in contatto con la Resistenza cecoslovacca e decise di disertare per entrare tra le loro fila. Resta da comprendere quando si sarebbe laureato a Lipsia. Anche questa volta, i documenti anagrafici, invece di aiutarci a far luce sulla vicenda, la complicano. Ci dicono, infatti, che Kolosimo arrivò a Torino nel luglio del 1945, proveniente da… Tripoli.
Successivamente, iniziò a collaborare con “Sempre Avanti”, quotidiano della federazione socialista piemontese, che venne pubblicato tra il 1945 e il 1948 e – secondo la moglie Caterina, ma non solo – Kolosimo fu l’unico giornalista italiano presente a Berlino alle cerimonie per la “nascita” della Repubblica Democratica Tedesca del 7 ottobre 1949.
Effettivamente, solo nella versione piemontese de “L’Avanti” e non in quella romana, si trova una cronaca da Berlino sulla nascita della Ddr. è scritta dell’inviato Evi Shoenheit (sic!) che, evocando la bellezza eterna di “Ewige Schönheit”, appare come un perfetto pseudonimo in “stile Kolosimo”.
Ovviamente, pure in questo caso mancano le prove documentarie, anche perché dal 23 settembre 1949, Kolosimo risulta residente nell’ex Jugoslavia, dove si trasferì per dirigere Radio Capodistria. Lì rimase fino a che non venne cacciato per motivi politici e fece ritorno a Bolzano ad agosto del 1953.
Questa volta i documenti dell’efficientissimo Archivio Comunale di Bolzano ci danno qualche certezza e testimoniano che Kolosimo trovò accoglienza nella casa dello zio Roberto, fratello della madre, in via Piacenza 28. Negli anni immediatamente successivi, collaborò con l’Unità e iniziò a pubblicare racconti di fantascienza con lo pseudonimo di Omega Jim.
La strada del successo era ormai avviata. Nel 1957 pubblicò il suo primo libro: “Il pianeta sconosciuto” e il 9 agosto 1958 sposò, a Gries, Elke Lamp da cui si separò poco tempo dopo. Nel 1960, conobbe Caterina, di vent’anni più giovane di lui con cui incominciò una lunga e intensa relazione affettiva e lavorativa.
Nel dicembre del 1968, la coppia lasciò definitivamente Bolzano per Torino e l’anno seguente, Kolosimo vinse il Premio Bancarella con “Non è terrestre”, un saggio sull’archeologia misteriosa e sulla teoria degli antichi astronauti che divenne un best seller mondiale. Peter Kolosimo divenne così una “star internazionale” e da quel che si sa, non fece più ritorno a Bolzano. Ma anche di questo, ovviamente, non v’è certezza.

L’EVENTO
In occasione del centenario della nascita di Peter Kolosimo, il Movimento Universitario Altoatesino gli dedicherà un convegno e una serie di iniziative per riscoprire non soltanto” l’alto valore della sua figura umana e narrativa, sviluppatasi anche grazie ad una biografia personale decisamente avventurosa e ancora in parte misteriosa, ma anche il ruolo del personaggio all’interno dell’ambiente accademico ed editoriale. L’intento è quello di esplorare il mondo letterario del creatore di un vero e proprio nuovo genere comunicativo e del nuovo filone editoriale della fantarcheologia o archeologia misteriosa”.
Il convegno si svolgerà giovedì 15 dicembre 2022 a Bolzano, in presenza, e a Milano e Torino, in videoconferenza.

Nonni vigili, ci si rivede a settembre

Sono i compagni attenti e simpatici di tanti giorni di scuola: parliamo dei nonni vigili, persone con anni d’esperienza sulle spalle, che svolgono il servizio sorveglianza alunni sulle strade. Tre di loro hanno ricevuto un diploma, mentre il servizio – molto amato dai laivesotti – dopo la meritata vacanza tornerà a settembre.

Con la fine dell’anno scolastico è infatti terminato anche il lavoro dei 22 nonni vigili attivi a Laives.

A tre di loro, Paolo Scolati, Giuseppe Pecoraro e Giacomo Manno, è stato conferito un diploma come riconoscimento e ringraziamento per il loro prezioso servizio, perché a settembre non ci saranno più, chi per raggiunti limiti di età, chi per scelta. A tutti è andato il caloroso ringraziamento da parte del sindaco Bianchi, del vicesindaco Giovanni Seppi e del comandante della Polizia locale, Roland Pichler.
Intanto è già pronta la lista dei nonni vigili che prenderà servizio da settembre prossimo.

Abbiamo chiesto a Christian Visocchi, sottotenente al Comune di Laives e coordinatore del servizio, se è stato difficile reperire aspiranti nonni vigili per l’anno prossimo.”Non abbiamo avuto problemi, anzi, sono in tanti a fare richiesta. Si può dire che “il nonno mercato” funziona molto bene! E anche lo spirito di gruppo, organizziamo incontri annuali per conoscerci meglio e quando qualcuno inizia, difficilmente lascia”.
E specifica, con una punta di orgoglio “Dotiamo i nonni vigili di un vestiario completo, con guanti, giacca interna ed esterna, per garantire la massima visibilità.” Certo oltre alla sicurezza, l’abbigliamento giusto può fare la differenza, soprattutto in inverno; il servizio dura infatti da un minimo di 45 ad un massimo di un’ora e 5 minuti.
Sono 15 le postazioni attive per la mattina e 9 nel pomeriggio, per 5 giorni alla settimana.
Tra i “punti caldi” di transito alunni Visocchi indica il civico 173 in corrispondenza del supermercato in via Kennedy e la zona di via Innerhofer. Una curiosità: anche se le donne “nonne vigili” sono in minoranza – quest’anno erano 3 – per l’anno prossimo saliranno a cinque.

Foto: Comune di Laives

CL

Grazie ai volontari per la “Gentilezza”

“Il Tempo della Gentilezza”: questo il titolo del progetto organizzato durante la pandemia dalla Croce Rossa Italiana su tutto il territorio nazionale. Prendere un medicinale in farmacia, portare la spesa, pagare una bolletta: tutte piccole grandi azioni che in questi anni difficili hanno fatto la differenza per tante persone in difficoltà.
Anche il comitato di Bolzano ha fatto la sua parte, grazie all’impegno di tanti volontari e volontarie. A cui, come segno di ringraziamento, è stata conferita, durante una cerimonia a Castel Mareccio lo scorso 17 giugno la benemerenza “Il Tempo della Gentilezza”. Tra i premiati, provenienti da tutto l’Alto Adige, c’è stata una bella componente di volontari di Laives. Ecco i nomi: Alessia Comunello, Bruno Comunello, Monica Paulati, Matteo Baratella, Diego Romanelli, Alessio Luison, Edwin Quinones, Sara Fiquera, Sara Tabarelli, Nicole Merante, Valerie Lombardo, Sara Lubian, Andrea Bontempelli e Sandra Clemente. Medaglia d’oro all’onorevole Giorgio Holzmann. Ringraziamenti anche da parte del presidente Arno Kompascher, del suo vice Giuliano Vettorato e del sindaco di Laives Christian Bianchi.
“Durante la pandemia è stato attivato un call center per gestire le richieste. In poco tempo, grazie ad un pool di volontari, è stata creata una struttura parallela alla nostra, con l’istituzione di un quartier generale nella sala di viale Trieste, da cui venivano smistate le domande di aiuto, anche quelle sul territorio, dalla Bassa alla Val Gardena” ci ha raccontato Monika Schivari, presidente del Comitato di Bolzano. Anche se l’emergenza pandemica è finita, le richieste di aiuto non sono, purtroppo, diminuite.
“Non siamo più tornati alla situazione pre pandemia, i numeri delle richieste non sono calati come speravamo; abbiamo dovuto ampliare il magazzino e riorganizzarci con le celle frigo perché al momento abbiamo forti richieste di viveri e vestiario per la popolazione Ucraina ospitata sul territorio”, ha concluso Schivari.

Foto: CRI Bolzano

CL

Piccoli grandi artisti al Don Bosco

Tenere in mano un pennello e dipingere davanti ad un cavalletto, come un vero artista. Grazie ai corsi d’arte del centro Don Bosco i più piccoli hanno potuto lasciare libera la propria creatività, sperimentando con i diversin materiali. Partiti a maggio come un esperimento, dall’autunno i corsi diventeranno parte dell’offerta del Don Bosco.

Si sono conclusi a metà giugno i corsi d’arte per i bambini al Centro Don Bosco di Laives: un esperimento, ma anche un bella prova per i più piccoli, che magari sono abilissimi col cellulare, ma fanno fatica a tenere una penna o un pennello in mano. L’esperimento è riuscito perfettamente, tanto che i corsi verranno riproposti in autunno. Ideatrice e coordinatrice di questa bella – e creativa – iniziativa è Elena Gugshvill, operatrice del Centro Don Bosco laureata in design. “Ho sentito l’esigenza di creare questa offerta. Lavorando con i piccoli del doposcuola ho osservato e capito che avevano bisogno di sperimentare, toccare con mano materiali diversi. Molti a casa non avevano mai colorato con gli acquerelli!” Suona incredibile, ma a quanto pare la questione non è economica, ma motivata dalla paura che i piccoli possano sporcare. Secondo quanto racconta Elena, per i bambini è stata una grande emozione trovarsi di fronte a tele e cavalletti, prendere in mano un pennello e sentirsi un po’ artisti. Nei pomeriggi di maggio e giugno, per una volta alla settimana sono stati presentate ai giovani corsisti diverse correnti artistiche del novecento – dal surrealismo di Salvator Dali alle celebri tele pop di Andy Warhol (chi non conosce la sua Marylin Monroe a colori o la Campbell Soup?), da cui il gruppo dei giovani aspiranti artiste e artisti ha preso ispirazione per le proprie creazioni personali. I partecipanti sono stati suddivisi per gruppi di età, che andava dai 6 agli 11 anni. Uno spazio di libertà e creatività “manuale”, che ha trovato anche momenti all’aperto e di interdisciplinarità, in cui è stata ascoltata la musica classica e i bambini hanno dipinto lasciandosi ispirare dal ritmo e dalle sensazioni sonore. E naturalmente non poteva mancare la mostra di fine corso, per la gioia di occhi grandi e piccini.

Foto: Centro Don Bosco

CL

Lasecondaluna si espande sul territorio

In attesa dei prossimi appuntamenti e del Festival “Identity in motion” di settembre, si chiude con tre mostre tutte al femminile la prima stagione espositiva dell’associazione “Lasecondaluna” di Laives, che in questa primavera ha ampliato il suo raggio d’azione presentando diverse mostre a Merano, Vadena, Bolzano e perfino a Trento.

Uno scatto di Anna Cerrato
foto: the artist

Qui al Cafè de la Paix sono in mostra i suggestivi ed enigmatici dipinti di Sara Lautizi, in arte Anam. La mostra “La Via delle Formiche” ha invece portato a Bolzano le opere dell’artista Sara Di Nasso in un luogo espositivo insolito, ovvero lo spazio Okgo Vision Optik di Bolzano, in via dei Vanga 12/B (fino al 2.07, ingresso libero). Le opere selezionate, a olio e ad acrilico, nascono da immagini e fotografie d’infanzia dell’artista. “Ciò che dipingo non serve a decorare interni. Non deve essere bello e gradevole. I miei lavori hanno l’obiettivo di suscitare emozioni, non importa quali. Devono portare l’osservatore all’interno del quadro” ha affermato l’artista sul suo lavoro.
“Escape. Fuga dall’ordinario attraverso un viaggio” è invece il titolo della personale della fotografa bolzanina Anna Cerrato presso la Mediateca Multilingue di Merano (fino al 01.07, ingresso libero). L’esposizione raccoglie le fotografie realizzate da Cerrato durante un viaggio a Vienna, scattate in analogico su pellicola 35mm con una piccola macchina fotografica rotta, che rende imprevedibili i risultati.

Nelle immagini compaiono così effetti di luce casuali che contribuiscono a creare una dimensione estraniante, quasi di sogno. “Ho trovato questa macchina perfetta per le fotografie di viaggio, non volevo un racconto di viaggio didascalico, ma interpretabile, a cui ognuno può ispirarsi per lasciar andare la propria fantasia.

Mi affascina la dimensione dell’imprevedibile” ci ha raccontato Cerrato. Un processo che porta a immagini capaci di dare stimoli a chi guarda, l’opposto di tante immagini digitale costruite e smaccatamente finte, quindi piatte.

foto principale: Lasecondaluna

CL

Gatti randagi, si cercano le soluzioni

Tanti teneri micetti inondano ogni giorno i social, suscitando reazioni di tenerezza. La questione però si fa diversa quando i felini non sono solo delle belle immagini da guardare sullo smartphone, ma diventano reali, tanti e magari malmessi. Parliamo dei gatti randagi e delle colonie feline, protette da un’apposita legge nazionale. Nel Comune di Appiano le colonie hanno dato qualche problema di convivenza, che si sta cercando di risolvere con l’Associazione Protezione Animali.

è difficile da credere per chi vive in una città o in un paese altotesino eppure il problema esiste: parliamo dei gatti randagi nella zona dell’Oltradige, in particolare a Piganò e Ganda. In una comunicazione, il comune di Appiano ha infatti segnalato diverse difficoltà di “convivenza” tra colonie di feline e la popolazione, problema che, grazie all’Associazione Protezione Animali Oltradige Bassa Atesina si sta cercando di risolvere.
“Cani e gatti sono gli animali domestici più amati. Molti dei nostri gatti vivono solamente in casa o nel nostro giardino, ma esistono anche molti gatti randagi, la cui vita è difficile, sono trascurati ed emaciati, talvolta sono anche feriti o malati. Essi si moltiplicano in modo incontrollato e si raccolgono nelle cosiddette colonie feline. Anche nel nostro Comune ne abbiamo alcune. L’Associazione Protezione Animali Oltradige Bassa Atesina si adopera per sfamare i gatti e cerca di impedirne la moltiplicazione. I volontari portano i gatti randagi dal veterinario per le visite, le cure e la castrazione, che è assolutamente innocua, e li proteggono così dal crudele destino sulla strada”, ha raccontato il Sindaco di Appiano, Wilfried Trettl.
Il sindaco non ha mancato di esprimere parole di ringranziamento per l’Associazione Protezione Animali, tracciando anche una possibile soluzione alla problematica delle colonie feline: “L’Associazione, una delle prime in Alto Adige, è stata fondata nel 1989 e si impegna affinché gli animali possano vivere in modo appropriato; l’ambito principale delle attività dei tanti volontari nel nostro territorio è l’assistenza ai gatti randagi. Da anni il Comune e l’Associazione per la protezione degli animali provano instancabilmente ad ottenere il permesso per recintare le colonie feline, cosa che porterebbe maggiore struttura nelle colonie e minore disturbo al vicinato. L’Associazione Protezione Animali Oltradige Bassa Atesina potrebbe così svolgere la propria attività in modo più semplice e mirato; colgo quindi l’occasione per ringraziarla per il suo lavoro ed il suo sostegno”, ha concluso Trettel.

CL

Laives si prepara per una “pazza estate”

Dopo due anni di restrizioni e limitazioni finalmente anche Laives è pronta a tornare in piazza per trascorrere in compagnia e divertimento i prossimi caldi mesi estivi. Il Comune ha ideato e preparato un programma di eventi facenti parte della rassegna denominata “Pazza Estate”. 

Ce n’é davvero per tutti i gusti e per tutte le età: dalla grande musica con i concerti in strada, agli spettacoli di danza e teatro, dal cabaret agli sketch comici e tanto altro. Un mix di dieci appuntamenti che da giugno a settembre è pronto ad animare Laives, San Giacomo e Pineta in maniera gratuita. Tanta la soddisfazione dell’assessora al sociale Claudia Furlani e del sindaco Christian Bianchi: “Queste serate e iniziative ci mancavano. Dopo due anni, vogliamo proprio che queste belle cose tornino a riempirci la vita”, spiegano.
La rassegna si aprirà sabato 18 giugno con lo spettacolo delle scuole di ballo locali in piazzetta Municipio che coinvolgerà adulti e bambini. Parallelamente, lungo la vicina via Kennedy, spazio alla musica dal vivo e a laboratori “di strada” condotti da artisti che disegnano sull’asfalto e che saranno a disposizione dei curiosi per spiegare e mostrare loro come realizzano le opere con questa tecnica particolare e molto scenografica.
A luglio le danze si apriranno venerdì 1 con uno degli appuntamenti più attesi e principali della rassegna: al Black Box in zona Galizia sarà ospite la famosa cantante Alexia, “regina” della musica dance internazionale anni 90 e vincitrice a Sanremo 2003 con il brano “Per dire no”, che farà cantare a squarciagola e ballare tutti i presenti.
Due settimane dopo, il 15 luglio sempre in piazzetta Municipio, le attenzioni saranno rivolte al duo comico Franz&Bepi. Per l’occasione verrà dato spazio anche alle associazioni sportive del territorio che avranno la possibilità di far conoscere le proprie attività alla cittadinanza. Anche in questo caso, non serve nemmeno dirlo, tanta musica da vivo e stand per bere e mangiare.
Il calendario di luglio si chiuderà sabato 23 luglio a Pineta con la sfilata dei carri del gruppo carnevalesco che presenterà il carnevale estivo, un remake del classico appuntamento di febbraio che è stato però cancellato causa Covid. Il corteo si sposterà lungo via Brennero e in piazzetta don Domenico Penner.
Il mese più caldo dell’anno, agosto, si aprirà con l’appuntamento di venerdì 5 dedicato soprattutto ai più piccoli. A Pineta verrà installata la cupola della scienza dove con oltre trenta postazioni si potranno toccare con mano i giochi di un tempo per mostrare alle nuovissime generazioni cosa si faceva quando non esisteva ancora il cellulare.
Il giorno dopo, sabato 6 agosto, si torna al Black Box con lo spettacolo di cabaret dell’artista Claudia Penoni, nota per la sua partecipazione sul palco di Zelig.
Sabato 13 agosto spazio alla musica dance con il tradizionale appuntamento al Lido di Laives, dove i ragazzi potranno cantare e ballare a bordo piscina tra un tuffo e l’altro.
Venerdì 19 serata dedicata al cabaret con la coppia “Prantl & Prantl”, mentre sabato 27, a San Giacomo, appuntamento con la magia della danza acrobatica, tessuti aerei e cerchi.
La rassegna si chiuderà venerdì 2 settembre con un super ospite: Paolo Hendel, attore, comico e campione della più pungente satira della realtà sociale e politica del nostro paese. Non possiamo quindi che augurare una buona estate e buon divertimento a tutti!

Autore: Alexander Ginestous

Al via la Stagione estiva del Teatro Sociale di Trento

Da luglio a settembre tornano gli appuntamenti con il TEATRO CAPOVOLTO. Tanta musica, stili di danza differenti, spettacoli di prosa, poetry slam, incontri letterari, cinema e appuntamenti all’insegna della comicità e del divertimento. Questo e molto altro ancora nel nuovo calendario proposto dal Teatro Capovolto – La città in scena, la nuova Stagione estiva del Teatro Sociale programmata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara.

Una ricca offerta che per il terzo anno consecutivo andrà in scena all’interno della splendida cornice offerta dal Teatro Sociale di Trento, con il palco rivolto verso Piazza Cesare Battisti. La Stagione estiva del Teatro Sociale si inserisce all’interno del contenitore “Trento aperta 2022 – Sogna, Pensa, Vive”, promosso dal Comune di Trento.

Il programma racchiude al suo interno un numero di proposte eterogenee e di grande qualità, che dal 1 luglio al 3 settembre animeranno l’estate trentina. 

Ci sarà spazio per alcuni grandi nomi del panorama musicale nazionale e internazionale (Suzanne Vega, Frida Bollani Margoni, Sons of Kemet), per importanti realtà teatrali (Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Metastasio di Prato), per la danza di Aterballetto e per gli spettacoli dedicati all’uomo e al pianeta in collaborazione con il MUSE-Museo delle Scienze. 

E non poteva mancare un’attenzione alle realtà artistiche territoriali, con volti amati dal pubblico trentino come Andrea Castelli, Mario Cagol, Lucio Gardin e Loredana Cont, oltre agli innovativi progetti proposti da OHT [Office for a Human Theatre], Miscele d’Aria Factory e Collettivo Palco Verticale, al concerto con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, fino agli appuntamenti cinematografici in collaborazione con Cineworld Trento.

Infine, grande spazio anche alla poesia con il poetry slam e il premio intitolato a David Wilkinson, e al mondo della letteratura con il piccolo festival letterario “Prometeo Capovolto”.

MUSICA

Si comincia l’1 luglio con un evento che vedrà protagonista il Corpo Musicale Città di Trento in un viaggio musicale sulle orme di Marco Polo (prima assoluta), per tuffarsi il giorno successivo negli anni ’80 con i Radiottanta (entrambi ad ingresso gratuito).

Successivamente, il 9 luglio il palco del Sociale ospiterà la giovanissima pianista Frida Bollani Magoni, mentre il 16 luglio sarà il turno di un grande nome come la statunitense Suzanne Vega. Si proseguirà il 20 luglio con il batterista americano Makaya McCraven ed il 23 luglio con la super band londinese dei Sons of Kemet.

Giovedì 28 luglio spazio all’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Beatrice Venezi, mentre il 29 e 30 luglio sono in calendario due serate dedicate ai giovani artisti in collaborazione con UploadSounds che faranno da ideale apertura ai concerti del Summer Festival 2022.

A completare la proposta musicale ci sarà il concerto con la compositrice pakistana Arooj Aftab (4 agosto), per proseguire poi il 5 con Trentin-Country Band, il nuovo progetto musicale di Miscele d’Aria Factory. A concludere, il 6 agosto il musicista sardo Paolo Angeli sarà a Trento per presentare il suo ultimo album: Rade.

PROSA

Mercoledì 6 luglio il Collettivo Palco Verticale (formato da professioniste e professionisti dello spettacolo trentino) proporrà Indagine Viva, un happening teatrale in cui il pubblico sarà grande protagonista. A seguire, il 7 luglio, l’attore comico Claudio Morici salirà sul palco con il divertente Alexo (prodotto dal Teatro Metastasio di Prato). A metà tra teatro e musica è invece Il Passo del respiro, progetto teatrale ispirato ai canti di montagna realizzato da OHT [Office for a Human Theatre], con il sound designer Davide Tomat e con il Coro Sass Maor diretto dal M° Luigi Azzolini. 

Giovedì 14 luglio toccherà all’amato attore trentino Andrea Castelli con Bocinbici, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano. Accompagnato alla chitarra da Emanuele Dell’Aquila, Castelli racconterà il mito della bicicletta per un ragazzino degli anni ’50. Il 21 luglio spazio a Trucioli (Compagnia Gli Omini), mentre il 3 agosto sarà il turno de La grande nevicata dell’85, testo di Pino Loperfido con Mario Cagol e Alessio Zeni (regia di Andrea Brunello). 

Ma ci saranno anche occasioni di sano umorismo con altri due artisti a cui il pubblico trentino è particolarmente affezionato: il 22 luglio Loredana Cont proporrà Dante me fradel, mentre il 31 agosto tocca a Lucio Gardin con Il sorriso è una curva che raddrizza tutto. 

All’interno della proposta di spettacolo del Teatro Capovolto ci sarà spazio anche per “Teatro Antropocene”, l’interessante rassegna proposta in collaborazione con il MUSE-Museo delle Scienze e con la direzione artistica di Andrea Brunello (Compagnia Arditodesìo). Si tratta di un ciclo di quattro spettacoli che cercano di indagare e riflettere sulle attuali condizioni dell’uomo e del pianeta. 

DANZA, CINEMA E LETTERATURA

Venerdì 15 luglio si inizia con La Danza Capovolta, una serata con i migliori talenti provenienti dalle scuole di danza della Provincia (direzione artistica di Donatella Zampiero e Paolo Golser). Ma la proposta di danza animerà anche il Centro Storico con la “Danza Urbana”, due appuntamenti (a ingresso libero) che vedranno protagonisti i vincitori del Bando Danza Urbana XL 2022: il 17 luglio con Room 22 (FUNA) e Manbuhsona-Site Specific (IVONA), mentre il 31 luglio con le performance The Halley Solo (Fabrizio Favale) e Walter (Laura Gazzani). 

Una proposta di danza multiforme che il 24 luglio arriverà fino alle sale del Castello del Buonconsiglio con un evento che vedrà coinvolta la prestigiosa compagnia Aterballetto, che nelle splendide sale del Castello metterà in scena Stanze \Rooms, performance site-specific itinerante.

E per gli appassionati della settima arte, il Sociale ospiterà anche il “Cinema Capovolto”, con otto interessanti titoli in calendario offerti in collaborazione con Cineworld Trento: Belfast, Mamma Roma, Il ritratto del duca, La figlia oscura, The Alpinist-Uno spirito libero, Mullholland Drive, Licorice Pizza, Ennio.

E all’interno del ricco cartellone estivo troveranno collocazione anche alcuni appuntamenti dedicati alla poesia e alla letteratura, come il David Wilkinson Poetry Slam per commemorare l’opera e la figura di David Wilkinson, poeta, letterato e docente scomparso prematuramente la scorsa estate. Ma non finisce qui perché da giovedì 1 a sabato 3 settembre sarà possibile ‘incontrare’ a teatro alcuni protagonisti della cultura italiana e internazionale con “Prometeo Capovolto”, piccolo festival letterario che indaga le relazioni profonde tra letteratura, attualità e teatro attraverso una serie di incontri con gli autori e le loro opere. 

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Eureka: il concorso per giovani inventori

Al via la seconda edizione del bando per promuovere le discipline scientifiche a tutti i livelli. Iscrizioni fino al 30 giugno 2022. Vettorato: “Promuovere una cultura scientifica tra i giovani”.

La prima edizione di “Eureka!” ha visto la partecipazione di oltre 50 ragazze e ragazzi. Un percorso rivolto a nuovi inventori, tra gli 8 e 18 anni, ideato per promuovere le discipline scientifiche tra i giovani. Il progetto si rinnova anche quest’anno, in concomitanza con l’avvio dell’edizione 2022 di “Le mille e una scienza” (milleeunascienza.com), il programma di attività di divulgazione scientifica rivolto a ragazzi, ragazze e a tutta la cittadinanza di Arciragazzi Bolzano – Teslab. “È grazie alla scienza e alla ricerca che la società progredisce” sottolinea l’assessore alla cultura italiana Giuliano Vettorato. “Pensiamo semplicemente al fondamentale ruolo svolto dagli scienziati durante la pandemia che stiamo attraversando. Ritengo fondamentale promuovere una cultura scientifica tra le giovani generazioni. Eureka, il concorso per giovani appassionati dell’ufficio politiche giovanili, è uno strumento azzeccato, che vuole valorizzare in maniera semplice, e non puramente scolastica, le passioni delle ragazze e dei ragazzi della nostra provincia”.

UN CONCORSO,  PIU’ COLLABORAZIONI

Eureka!” è organizzato dall’Ufficio politiche giovanili della Ripartizione cultura italiana della Provincia, con la collaborazione dell’Ufficio Ricerca scientifica della Provincia, dell’intendenza scolastica italiana e della Facoltà di scienze e tecnologie informatiche della Libera università di Bolzano. “Il premio nasce per “stanare” quei giovani che magari non vanno benissimo a scuola, ma in realtà stanno coltivando, nelle loro camerette, importanti passioni in ambito scientifico e tecnologico” sottolinea il direttore dell’Ufficio politiche giovanili Claudio Andolfo. “L’obiettivo è valorizzarli agli occhi dell’opinione pubblica e farli diventare testimonial di passioni che devono diventare “cool”, tanto quanto siamo riusciti a fare con la musica e il teatro” conclude Andolfo. Il bando “Eureka” scade il 30 giugno 2022: la premiazione avverrà durante il festival della scienza “Le mille e una scienza” che si terrà a Bolzano in autunno 2022. È possibile partecipare singolarmente o in gruppo. 

Per tutte le informazioni gli interessati possono visitare il sito dedicato al bando Eureka (bit.ly/3tt724N ) e per ricevere supporto nella partecipazione al concorso e nella realizzazione del proprio lavoro, scrivere all’indirizzo eureka.concorso@gmail.com