Nata a San Candido, Margit Klammer da anni vive e lavora a Merano. Formatasi all’Università di Arti Applicate di Vienna Margit Margit Klammer è una artista poliedrica assai nota e affermata. Le sue opere e i suoi progetti spaziano dalla scultura alla pittura alle installazioni. Il suo interesse però si è ampliato all’architettura studiando con importanti maestri come Matteo Tun e Wilhelm Holzbauer, così sono diventati assai numerosi i progetti eseguiti al fianco di architetti. Molteplici e fra loro assai diversi sono i luoghi in cui è possibile godere delle sue opere. Numerosissime le mostre personali e collettive a cui ha preso parte nel corso degli anni. Le sue opere sono caratterizzate dall’interazione tra arte e natura. Tra le sue opere più note sono da ricordare i cinque padiglioni e la voliera nei giardini di Castel Trauttmansdorff, il progetto di un livello del parcheggio Art Drive-in delle Terme di Merano, il progetto artistico “Terra Acqua Luce” presso la scuola secondaria di primo grado per l’agricoltura, Castel Baumgarten a Ora, il progetto della piazza davanti alla sede della Salewa a Bolzano, per il quale ha ricevuto anche un premio internazionale a New York, e il grande cubo sulla rotatoria all’ingresso nord-ovest della MeBo di Merano. Visto il suo forte legame con la natura si è dedicata anche alla progettazione di parchi gioco e giardini sia pubblici che privati. Sona davvero numerosi i concorsi pubblici in regione e all’estero cui Margit Klammer ha partecipato ed è molto affascinante leggere le relazioni accompagnatorie alle sue diverse proposte artistiche. È il caso dell’opera proposta al concorso della Clinica femminile e dermatologica di Heidelberg: “Le cellule si dividono, si fondono in formazioni più grandi e si mantengono separate l’una dall’altra da membrane. Riunirsi e dividersi… Il processo biologico di divisione cellulare per consentire la crescita è un prerequisito fondamentale per ogni vita. Per la Clinica di Heidelberg questo fatto diventa l’oggetto della progettazione artistica. Riguarda quindi non solo la clinica dermatologica o femminile, ma l’intero complesso e cresce al di là di esso. È un collegamento con la vita in generale”.
Autrice: Rosanna Pruccoli