A_phan & FRNRKE: sette anni in un vinile

È uscito, a cavallo tra primavera ed estate il primo disco del duo A_phan & FRNRKE, formatosi sette anni fa a Vienna (dove tutt’ora si svolge la sua storia) dall’incontro della bolzanina Erika Farina con Manuel Cyrill (in arte A-phan), compositore e performer di musica elettronica viennese. Il disco, significativamente intitolato 7Y, ovvero sette anni da quando hanno cominciato a lavorare insieme è stato preceduto nel corso degli ultimi due anni da diversi singoli, frutto di un lavoro che ha richiesto tempo per essere sviluppato e assemblato, anche perché entrambi gli artisti portano avanti progetti personali diversificati e non solo musicali.

Abbiamo contattato Erika nella sua magione viennese e ci siamo fatti raccontare genesi e sviluppo del progetto A_phan & FRNRKE: “La mia occupazione principale – ci racconta – è nel campo dell’arte tessile, ma è anche vero che provengo da una famiglia musicale di Bolzano, fin da piccola nella musica ci ho navigato frequentando corsi di canto, suonando il piano, il violoncello, soprattutto ascoltandone tantissima, tra quella che girava per casa e non. Poi il mio percorso mi ha portata ad occuparmi d’altro, ma la musica rimane una componente fondamentale, soprattutto il cantare, che è una presenza costante. La storia del duo con Manuel comincia quando, una volta terminata la mia formazione da modellista, nel 2018, ho organizzato una sfilata in cui presentavo dei costumi ispirati a uno stato d’animo. Mi è stato chiaro fin da subito che avrei voluto abbinare ad ogni modello una colonna sonora. E da lì è partito tutto: il primo brano è stato Ansia, che è anche quello con cui abbiamo voluto aprire il disco”.

Ansia è una composizione coraggiosa con cui aprire un disco: non si tratta certo di una composizione facile, strumentale, che nel tempo si è evoluta, dilatata, modificata: il duo è arrivato a farne persino una take di quasi mezz’ora abbinandola nelle performance ad una ballerina. Non solo, si tratta della composizione che apre tutte le loro esibizioni dal vivo. La versione del vinile è – per ora – quella definitiva, ma considerato il modo di lavorare dei due artisti non si esclude che altre ne possano venire. Rimane anche un po’ un pezzo unico nel disco, visto che gli altri sono cantati e ci fanno apprezzare il notevole lavoro vocale di Erika (detto tout court, una voce che non emula e brilla di luce propria) abbinato alla grande perizia con cui Manuel distilla i suoni, li elabora, li assembla. Questo però non sottintende che sia lui ad occuparsi esclusivamente dei suoni e lei dei testi.

“Dipende dai brani – specifica Erika –, certe volte arrivo io con qualcosa che ho scritto al piano, altre volte è Manuel che porta un’idea che gli frulla in testa, o porta un brano strumentale già preesistente a cui io aggiungo le voci. Ci sono pezzi miei e ce ne sono altri che nascono direttamente dal metterci lì insieme a lavorarci. Diciamo che non c’è una regola: i miei testi li scrivo dapprima in italiano e poi li traduco, ma a volte è Manuel ad arrivare con l’idea per un testo. Abbiamo un modo complementare di produrre, però Manuel è quello che fa i suoni, che crea la magia. In sintesi, trasferendo la cosa come se fosse un’immagine, è come se io portassi un pattern che ho creato e lui lo colorasse dandogli profondità”.

Il disco è stato tutto registrato nello studio casalingo del duo, Manuel si è occupato quasi di tutti i missaggi, salvo in tre occasioni in cui è intervenuto Wolfgang Schoegl. Alcuni brani prima di finire sul disco solido hanno debuttato in versione liquida sulle piattaforme musicali (l’album è disponibile integralmente in questo formato su tutte le più importanti). L’attività del duo, al di là di ciò che si ascolta nel disco, include naturalmente anche delle esibizioni in pubblico.

“L’assetto con cui saliamo sui palchi – ci spiega – cambia a seconda delle necessità. A volte ci sono tutti gli effetti e le basi costruite da Manuel con la sua dotazione tecnologica: lui ci tiene che nelle presentazioni io specifichi che lui si occupa degli strumenti elettronici, Ci sono occasioni in cui si occupa anche dalla chitarra, con un grande dispiego di delay, ma stiamo lavorando anche ad un set molto ridotto come impatto sonoro, con i pezzi arrangiati alla bisogna, con lui che usa di più la chitarra ed entrambi impegnati con dei sintetizzatori più piccoli. Naturalmente ci piacerebbe venire a suonare pure a Bolzano. Verso fine anno abbiamo in programma qualcosa dalle parti di Innsbruck e potrebbe essere l’occasione buona…”

Autore: Paolo Crazy Carnevale