l toponimo Cortina/Kurtinig contiene con ogni probabilità il termine latino curtis, parola che nel Medioevo indicava una corte rurale, un complesso signorile o un centro amministrativo dotato di particolari funzioni economiche e giuridiche.
l toponimo Cortina/Kurtinig contiene con ogni probabilità il termine latino curtis, parola che nel Medioevo indicava una corte rurale, un complesso signorile o un centro amministrativo dotato di particolari funzioni economiche e giuridiche.
Nella memoria degli abitanti dovette quindi conservarsi a lungo il ricordo di un edificio importante o di un nucleo abitato capace di richiamare l’idea stessa di una “corte”, punto di riferimento per il territorio circostante.
Non va tuttavia esclusa un’origine ancora più antica del nome, collegata alle curtes longobarde, i distretti amministrativi e fondiari sviluppatisi dopo la conquista dell’Italia da parte dei Longobardi nel VI secolo. In Bassa Atesina tali strutture sopravvissero ben oltre la fine del loro dominio politico. Basti pensare che a Termeno, secondo la tradizione giuridica locale, si continuò a vivere “secondo la legge longobarda” ancora molto tempo dopo la scomparsa del regno dei “barbari dalle lunghe barbe”.
Ma, al di là del nome, la domanda più interessante è un’altra: cosa spinse delle persone a stabilirsi proprio in quel luogo apparentemente inospitale, nel mezzo di un fiume mutevole come l’Adige?
Da Salorno a Bolzano nessun centro abitato storico sorse casualmente nel cuore della valle. Per millenni, e fino alle grandi bonifiche ottocentesche, l’Adige dominò incontrastato il fondovalle.
Dopo il ritiro del ghiacciaio, alto oltre duemila metri, circa diecimila anni fa, la valle venne progressivamente colmata dai detriti trasportati dai torrenti laterali, formando una pianura alluvionale spessa anche duecento metri. In questo spazio il fiume poteva espandersi liberamente, mutare corso e creare paludi, acquitrini e boschi golenali.
Per questo motivo i paesi sorsero quasi sempre ai margini della valle, sui conoidi o ai piedi dei versanti.
A un certo punto, però, quasi per un capriccio della natura, l’Adige, probabilmente in collaborazione con il Noce, formò nella zona di Cortina un vasto banco sabbioso circondato da acque stagnanti. Questo dosso, consolidato lentamente dalla vegetazione e dai sedimenti, resistette all’erosione e si trasformò in uno spazio relativamente stabile e abitabile.
Fu probabilmente questa fragile isola fluviale a consentire la nascita del primo nucleo di Cortina/Kurtinig: un insediamento sorto non contro il fiume, ma adattandosi ai suoi ritmi e alle sue trasformazioni secolari.
Del resto, va anche sottolineato che il fiume Adige non rappresentava soltanto una minaccia. Le sue acque rendevano fertili i terreni e favorivano attività economiche che, almeno in origine, sembrano essere state legate più all’allevamento che alla viticoltura. Lo testimoniano le antiche Swaigen, aziende pastorali specializzate nell’allevamento e nella produzione casearia.
Non è quindi da escludere che i primi frequentatori di questa insula in flumine nata fossero pastori dediti alla transumanza stagionale. Il problema principale per gli “isolani” riguardava i collegamenti con i paesi vicini: le variazioni del corso dell’Adige e le piene stagionali interrompevano spesso passaggi e comunicazioni, costringendo talvolta gli abitanti a spostarsi “per via d’acqua”.
Un’altra questione annosa era quella dell’approvvigionamento idrico. Paradossalmente, pur trovandosi nel mezzo del grande fiume, Cortina non disponeva di sorgenti o ruscelli provenienti dalla montagna. Fu quindi necessario scavare un pozzo artesiano per garantire acqua potabile agli abitanti, analogamente a quanto avvenne nella vicina Laghetti.
Kurtini, come il paese viene ancora chiamato nel dialetto locale, è dunque una comunità che vive sul filo dell’acqua e, nello stesso tempo, sul filo del confine linguistico. Un confine che qui non divide, ma unisce due tradizioni profondamente radicate, quella latina e quella germanica. Proprio come l’isola su cui è sorta, Cortina continua ancora oggi a rappresentare un punto d’incontro tra mondi diversi, modellati nei secoli dalla forza del fiume e dalla storia degli uomini.
Autore: Reinhard Christanell