Nel cuore di Bressanone: Seminario Maggiore, chiesa e biblioteca barocca 

Il nostro percorso alla scoperta dei tesori storici ed artistici ci porta questa volta nella città vescovile, per incontrare uno dei luoghi più suggestivi e interessanti della città.

La formazione del futuro clero divenne regola a partire dagli esiti del Concilio di Trento conclusosi nel 1563. Da allora in ogni diocesi furono organizzati i seminari. Quello di Bressanone fu fondato nel 1607 dal principe vescovo Christoph von Spaur. Nel 1721 il principe vescovo Caspar Ignaz von Künigl ottenne dal capitolo del duomo l’ex ospizio per i pellegrini, fondato nel 1157 sull’Isola di Santa Croce. Fra il 1764 e il 1771 il Künigl fece ristrutturare l’edificio che, con chiesa e biblioteca, divenne il centro della formazione sacerdotale. L’esecuzione del progetto fu affidata al capomastro Franz Singer. Il nuovo Seminario si trova dunque sulla cosiddetta Isola di Santa Croce, così i giovani che decidevano di prendere i voti attraversavano sia realmente che metaforicamente il ponticello che vi dava accesso. Il progetto realizzato dagli architetti Tangl e Penz fu ricercato e imponente, avendo come modello ideale addirittura l’Escorial di Madrid. 

La chiesa del Seminario è una delle più belle chiese barocche della regione. La possente facciata della chiesa si erge nel cortile interno. Una nicchia a tutto sesto fiancheggiata da pilastri con le statue dei patroni della città di Bressanone, Ingenuino e Albuino, in altrettante nicchie minori e sovrastate da un timpano triangolare con la Croce dipinta in una conchiglia a rocaille, funge da basamento della movimentata torretta sovrastante. 

Fu consacrata il 28 giugno 1767 dal principe vescovo Leopold von Spaur. L’altare maggiore è dedicato alla Santa Croce, gli altari laterali vennero consacrati il 18 maggio 1788 dal principe vescovo Joseph von Spaur in onore del beato Hartmann e di San Giovanni Canzio. Gli affreschi e le immagini della chiesa del Seminario raccontano la storia della Croce di Cristo.

Per le dipinture di chiesa e biblioteca fu chiamato Franz Anton Zeiller (Reutte 1716 – Reutte 1794) la cui formazione lo aveva condotto a Venezia e a Roma da dove aveva portato con sé una tavolozza chiara e luminosa e la capacità di far sognare con scorci arditi e realizzazioni a trompe-l’œil. Attivo all’Abbazia di San Magno a Füssen e alla Basilica di Ottobeuren e dal 1755 visse e lavorò in Tirolo, eseguendo soprattutto affreschi, come nelle chiese parrocchiali di Dobbiaco e di Cortina d’Ampezzo e, a partire dal 1768 divenne pittore di corte del Principe-Vescovo di Bressanone.  

La biblioteca si trova sopra l’ingresso principale a nord-ovest e la chiesa nell’asse opposto, che – adatto per un centro di formazione – vuole esprimere che si arriva a Cristo studiando teologia. La biblioteca, costruita nel 1772, era una tipica stanza rococò e si estende su due piani. I sei affreschi del soffitto simboleggiano importanti discipline teologiche con le loro figure di riferimento: la Retorica con Ambrogio da Milano, la Scienza Biblica con Girolamo, la Giurisprudenza con Raimondo de Penaforte, l’Apologetica con Agostino, la Dogmatica con Giovanni Canzio e Tommaso d’Aquino, l’Ascetica con Ignazio di Loyola e una serie di altri santi.

I libri dei rispettivi settori si trovavano sugli scaffali sotto le immagini corrispondenti. Nei cartocci rococò che incorniciano le sei cupole sono presenti anche altri rappresentanti delle sacre discipline. Il soffitto è sostenuto da due colonne che simboleggiano la Scrittura e la Tradizione. In questa stanza sono conservati più di 20.000 volumi. 

Autrice: Rosanna Pruccoli