Dieci annidi Seltsamen Senfsamen

Gli insoliti semi di senape: in italiano può sembrare puro nonsense, in realtà in lingua tedesca suona come un divertente scioglilingua, un gioco di parole che cinque giovani musicisti che hanno fatto la gavetta nella Banda Cittadina di Gries portano orgogliosamente avanti da ben dieci anni. Un decennio che hanno voluto festeggiare sontuosamente con un LP (ma ci sono anche CD e formato liquido), rigorosamente stampato su vinile color senape, che è una goduria da ascoltare dalla prima all’ultima nota. I loro nomi sono Mattias Targa, Valentin Gasser, Gabriel Höller, Michael Marth e Lorenz Delle Donne, e proprio con quest’ultimo abbiamo avuto occasione di fare il punto della situazione sul quintetto e sul disco.

“Tutto è cominciato dieci anni fa – ci racconta Lorenz – e da allora siamo rimasti sempre noi cinque, senza alcun cambiamento in formazione. Il titolo del disco è 10, scritto in cifre e non in lettere, perché vivendo in una regione plurilingue, ciascuno può decidere come dirlo. 10, in cifre, è diretto, semplice, e siccome già il nome della band non è dei più semplici abbiamo voluto contrapporlo ad un titolo immediato. 10 si compone di dieci brani, sei composte da Valentin Gasser, il nostro sassofonista, e quattro cover che però mettono in risalto il nostro modo di accostarci ai brani altrui, rivestendoli delle nostre sonorità, che sono molto particolari considerando le molte influenze che mescoliamo a seconda della bisogna, visto che suoniamo nelle situazioni più disparate, dai matrimoni agli aperitivi, alle feste”. Con una strumentazione basata su batteria (suonata da Alex Marth), sax e ottoni (tromba, trombone e basso tuba), i Seltsamen Senfsamen, hanno raccolto in parte l’eredità dei Pamstiddn Kings, formazione simile con però evidenti derive punk, in voga una ventina d’anni fa, aggiungendo però al mélange un tocco di raffinatezza. “Per registrare il disco – prosegue il trombettista – abbiamo utilizzato la sala prove/studio dei Mad Puppet, che si trova nella vecchia scuola di San Giorgio, a mezzavia tra Bolzano e San Genesio. Con i Mad Puppet abbiamo un’amicizia di lungo corso, abbiamo tutti suonato, in quanto membri della Banda di Gries, nel loro live dedicato al ciclo mitologico di Re Laurino. Alle composizioni strumentali abbiamo aggiunto un brano cantato in cui è ospite il rapper brissinese Alex The Judge, col cui gruppo, i Forbidden Fruits, collabora Valentin. Non avevamo mai lavorato con un cantante in precedenza e la cosa ci è piaciuta. Però la nostra natura è quella strumentale, basata sulla possibilità d’improvvisare. Nel disco e nei concerti non c’è niente di scritto, è tutto basato sul pathos del momento e siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti”. Risultati è davvero eccellenti: il disco è molto immediato, come ci si deve aspettare da un disco registrato in quattro giorni, sfruttando ogni minuto. A giganteggiare sono indubbiamente le composizioni originali di Gasser, su cui gli ottoni (l’ottima tuba di Targa che funge da basso di precisione, la tromba di Delle Donne e il trombone di Göller) cavalcano sapientemente a briglia sciolta come se fosse la cosa più naturale del mondo. Dall’iniziale Dankeschön a Ciaui Papaui, a L’estate non finisce mai, senza dimenticare Cheese Tax, il brano col cantante, in cui fanno capolino genio e sregolatezza di sapore zappiano, tutto fila molto bene. Che dire poi del medley Gigi basato su alcuni brani di successo del DJ Gigi D’Agostino filtrati attraverso i suoni della band? “Per farci registrare e mixare il disco – conclude Delle Donne – ci siamo rivolti al venostano Simon Öggl: lui è conosciuto per i suoi lavori di musica elettronica. Lavorare con lui è stato bello e rilassante, è una persona pacata, sa fare bene il suo lavoro e noi ci siamo trovati a nostro agio. Registrare 10, è stato sicuramente più stimolante rispetto al nostro primo disco, Black & Yellow. Quello risaliva a sei anni fa, eravamo inesperti e probabilmente non avevamo ancora raggiunto la maturità necessaria. È stato un esperimento, un esperimento che non abbiamo problemi a definire fallito. Non lo rinnego, è stato un momento del nostro percorso e ci ha aiutati a crescere, però non posso non sentire la differenza tra i due lavori, siamo cresciuti, siamo cambiati. 10 è più ricco, indubbiamente suonato meglio.”

Autore: Paolo Crazy Carnevale