Le piccole cittadine altoatesine sono veri e propri scrigni capaci di custodire importanti pagine di storia e di tesori artistici e architettonici. Chiusa è particolarmente ricca e preziosa e, fra le tante storie che può raccontare, riesce a trasportarci alla reggia di Madrid tra fine Seicento e inizio Settecento, al cospetto della regina Maria Anna di Spagna.
Maria Anna era figlia del principe elettore Filippo Guglielmo di Baviera-Neuburg ed era nata nel 1667.
Nel 1685, Gabriel Pontifeser (1653-1706), Padre Cappuccino nato a Chiusa, era stato invitato alla corte di Heidelberg e qui designato padre confessore della giovane Maria Anna.
Nel 1690 la giovane era andata in sposa a Carlo II di Spagna, rimasto vedovo. Divenuta regina di Spagna, fin da subito Maria Anna installò nella corte di Madrid il proprio entourage, primo fra tutti il suo padre confessore. Padre Gabriel a Madrid seppe guadagnarsi la fiducia, la devozione e la stima della corte.
Conoscendo il grande desiderio di Padre Gabriel, la regina, a lui sempre grata, volle esaudire questa sua aspirazione di fondare un convento dei cappuccini e una chiesa annessa, nella sua lontana Chiusa. In aggiunta a ciò, con altri dignitari di corte, gli fecero il dono di una collezione di oggetti d’arte sacra di inestimabile valore.
La fondazione del monastero dei Cappuccini e della chiesa a Chiusa avvenne in pochissimo tempo, fra il 1699 al 1701 e l’edificio fu subito occupato dall’ordine. Fra il 1702 e l’anno successivo fu costruita la vicina Cappella Loreto. Il monastero e la chiesa formavano un complesso compatto alla periferia sud-occidentale di Chiusa a tutt’oggi visibile e visitabile. Sulla facciata spicca lo stemma della fondatrice, la regina Maria Anna di Spagna, e la statua del santo patrono della chiesa, San Felice. Di lato all’ingresso si trova una grotta di Loreto con una Madonna con Pietro e Maria Maddalena. La chiesa è molto semplice, a navata unica con volta a botte. L’altare maggiore reca un dipinto di San Felice mentre l’altare nella cappella laterale raffigura i Santi Francesco e Antonio di Padova con il Bambino Gesù. Gli altari furono realizzati da Paolo Pagini e da Stefano Maria Legnani e non mancano le somiglianze con gli altari di chiese milanesi come quella di San Celso realizzato dallo stesso artista. Nell’edificio del convento oggi è ubicato il Museo civico di Chiusa e qui è racchiusa quella collezione giunta da Madrid. Dalla corte spagnola era stato mandato un prezioso tesoro che in seguito venne denominato “Tesoro di Loreto” in quanto prese il nome della cappella in cui fu custodito. La ricca collezione è costituita da preziosissimi oggetti sacri, d’argento e d’argento dorato incastonati da coralli, pietre preziose ma ne fanno parte anche preziosi tessuti, porcellane orientali, quadri di notevole qualità e altre opere d´arte, tra le quali anche l’altare da campo di re Carlo II di Spagna. Sono per la maggior parte lavori di noti artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, realizzati nel XVI e XVII secolo. La donazione, il cosiddetto “Tesoro di Loreto” è a tutt’oggi visibile nel Museo civico di Chiusa.
Quando Carlo II re di Spagna morì, fu Filippo V a succedergli sul trono, così la regina Maria Anna si ritirò a Toledo e Padre Gabriel lasciò la Spagna per Roma. Maria Anna morì il 16 luglio 1740 a Baiona.
Autrice: Rosanna Pruccoli