Il Castel Naturno – Burg Hochnaturns

La val Venosta, si sa, è uno scrigno di tesori d’arte e di storia e fra i numerosi siti raggiungibili e visitabili in ogni stagione c’è il Castello Naturno, che diede il nome al paese che si estende all’inizio della valle.

La prima menzione del Castello risale al 1237, come facente parte dei possedimenti dei signori di Naturno, vassalli dei Conti di Tirolo. In origine consisteva in una sola torre residenziale romanica. Nel corso del tempo la torre venne ristrutturata e ampliata dando vita ad un intero complesso castellano. La torre fu intitolata ad Osvaldo di Naturno, cavaliere dell’Ordine Teutonico. Dopo l’estinzione dei primi proprietari, il castello passò agli Starkenburg, agli Maretsch e ai Völs. I numerosi lavori di ricostruzione hanno totalmente nascosto la struttura originale. La parte più antica del complesso è il mastio quadrato, chiamato anche Torre di Oswald, in riferimento al cavaliere Oswald von Naturns. La torre, alta 26 metri, aveva al suo interno cinque piani. Il piccolo castello era stato ricavato dalla torre residenziale romanica e fungeva da residenza della famiglia nobile dei ministeriali di Naturno. Il castello nella sua forma attuale è costituito dalla ristrutturazione di almeno due, forse tre torri residenziali, di cui la più alta è la più antica. L’accesso sul lato nord-ovest conduce a un piccolo cortile. A sud si trova una torre semicircolare. Il castello di Hochnaturns si trova all’estremità settentrionale del paese di Naturno, su un pendio non troppo ripido.

Dopo un grosso incendio propagatosi nel 1538, fu Abundus von Tschötsch a farlo completamente ristrutturare creando una interessante sala – galleria dei ritratti che prese il nome di “Sala dei Riformatori”, dei più famosi protestanti dell’epoca fra cui Lutero, Calvino e Zwingli. Nel XVI secolo il castello raggiunse il suo massimo splendore: fu aumentato il numero delle stanze, furono costruiti soffitti a cassettoni e aggiunti stipiti di portali marmorei e stufe di maiolica.

Sulla morte di Abundus nacque una leggenda, secondo la quale rimase vittima di un  incidente di caccia e venne trasformato in un cane nero condannato a errare in eterno su questa terra come pena per aver abbandonato la fede cattolica.

Dopo pochi decenni iniziò il declino. Il Castello fu quindi ceduto a Franz von Goldegg che nel 1895 lo ristrutturò. 

Acquistato nel 1952 dalla signora Mastropaolo-Schguanin che lo ristrutturò trasformandolo in un hotel. Purtroppo, nel XIX e XX secolo sono state apportate modifiche considerate oggi inappropriate alla struttura dell’edificio.

Autrice: Rosanna Pruccoli