Nel quartiere Oltrisarco, da via Roma si raggiunge, a sinistra della ferrovia, una via minore, dedicata alla memoria di Francesco Rismondo.
Nato il 15 aprile 1885 a Spalato (Dalmazia), fece gli studi commerciali all’Università di Graz. Fin da giovane si dedicò all’attività sportiva; fu presidente del “Veloce Club”, di ciclisti, e dei “Canottieri” di Spalato. Scoppiata la prima guerra mondiale, con la moglie Lidia Bugliovazzi, sposata nel 1914, entrò sotto falso nome nel Regno d’Italia. Il 16 giugno 1915 si arruolò volontario nel Regio esercito; all’inizio per le sue conoscenze linguistiche fu impiegato come interprete, poi, per le sue insistenze, fu assegnato al fronte; Incorporato nell’ 8° Battaglione ciclisti dell’ 8° Reggimento bersaglieri, inviato al fronte del Carso, si distinse, il 21 luglio, sul Monte San Michele, meritandosi la Medaglia d’oro. Ferito a Opacchiasella (Opatje Selo), cadde prigioniero. Portato in un ospedale di Gorizia, fu identificato e, processato per diserzione e alto tradimento, condannato al capestro; la sentenza fu eseguita il 10 agosto 1915, secondo quanto riportato da un notiziario di Innsbruck; la notizia fu confermata da amici irredentisti ai giornali italiani. Alla sua memoria il 18 giugno 1952 venne conferita la Medaglia d’oro al valor militare, con la motivazione: “Volontario di guerra, irredento, animato dal più alto patriottismo, nelle prime aspre lotte, sul Monte San Michele, combatteva accanitamente dando prova di mirabile slancio e di indomito ardimento, finché cadeva gravemente ferito. Catturato, riconosciuto dal nemico, affrontava serenamente il patibolo, confermando col martirio il suo sublime amor di patria”.
Oltre a Bolzano, anche altre città italiane hanno dedicato una via a Francesco Rismondo, come Ancona, Bergamo, Bologna, Brescia, Catania, Firenze, La Spezia, Milano, Padova, Pisa, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona. A commemorarlo, inoltre, vi sono cippi e monumenti in diverse città.
Autore: Leone Sticcotti