Un artista meranese in Sudamerica: Leo Putz

Fra i numerosi meranesi che meritano di essere ricordati c’è sicuramente il grande artista Leo Putz. Nato a Merano nel 1869, Leo Putz si trasferì a Monaco di Baviera all’età di 16 anni contro la volontà del padre per seguire le sue prime lezioni di disegno sotto la guida del fratellastro, il Professor Robert Poetzelberger. Frequentò l’Accademia di Monaco per poi trasferirsi all’Académie Julian di Parigi.

La Secessione di Monaco, fondata nel 1892, influenzò notevolmente Leo Putz, che ogni anno partecipava alle loro mostre. Nel 1899 entrò a far parte del gruppo di artisti chiamati “Scholle”. Essi cercavano un nuovo metodo pittorico che si opponeva allo stile accademico predominante ed allo storicismo dell’epoca. 

Il tema principale delle opere artistiche era l’essere umano, soprattutto la figura femminile. Un esempio significativo al riguardo è dato dai cosiddetti “dipinti di Hartmannsberg”, che negli studi di nudo di ragazze al bagno catturano la magia e la luce della pittura en plein-air. 

Fra le opere godibili in città ricordiamo il grande dipinto inserito nel circuito permanente a Palais Mamming intitolato Puppen, sono in possesso di Palais Mamming anche Ritratto di signora, e Ritratto di Frieda Putz. Nel Ritratto di signora la protagonista è comodamente seduta in poltrona ma l’ambiente è appena accennato ma il volto e le mani catturano la nostra attenzione. Il Ritratto di Frieda racconta invece una storia d’amicizia e di amore.  Nel 1901, ad un ballo in maschera, Putz conobbe Frieda Blell, una giovane artista delle arti applicate. La branca dell’arte consentita alle donne che desideravano affacciarsi all’arte. Ne nacque una amicizia sincera, cameratesca e una fruttuosa collaborazione artistica. Dodici anni dopo, nel 1913 si sposarono a da questa unione nacque il figlio Helmut. Nel ritratto del 1923, Frieda indossa un abitino corto e leggero con un cappello a grande tesa. Completamente immersa in una natura lussureggiante.   

Nel 1923 Putz si trasferì con la famiglia a Gauting in Baviera e due anni dopo diventò membro onorario dell’Accademia bavarese di Belle Arti. Alla ricerca di nuova ispirazione, nel 1929 Putz abbandonò la Baviera per un lungo periodo da trascorrere in Sudamerica.  Fu a San Paolo del Brasile a Buenos Aires ed a Bahia nella foresta vergine. Fu quindi nominato Professore all’Escola Nacionala de Bellas Artes di Rio. 

Gli anni trascorsi in Sudamerica gli diedero i nuovi impulsi sperati e la sua pittura si trasformò nei temi e nella forma espressiva.  La sua gamma di colori si arricchì di tonalità forti e di colori vivaci. Il pittore ritornò a Gauting con la sua famiglia nel 1933.

Le sue opere furono esposte in una grande mostra organizzata dall’Associazione degli artisti di Monaco. Tuttavia, nel 1937 gli fu proibito di lavorare e nel 1938 il Partito Nazionalsocialista Tedesco (NSDAP) sciolse la “Secessione” e tutti i gruppi di artisti di Monaco. Così per sfuggire ai nazisti, nel 1936 Leo Putz si vide costretto a rientrare a Merano, la sua città natale. Morì il 21 luglio 1940 a Merano ma venne sepolto nel cimitero di Gauting. 

Autrice: Rosanna Pruccoli