Tra le vie della circoscrizione Gries San Quirino dedicate a pittori, come Michael Pacher e Martin Knoller, vi è via Giovanni Segantini, sul quale diamo qualche notizia. Nato ad Arco (TN) il 15 gennaio 1858, trovò lavoro a Milano presso la bottega dell’artigiano decoratore Luigi Tettamanzi; dal 1873 lavorò come garzone in quella del fratellastro Napoleone; frequentò poi a Milano circa tre anni i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Iniziò a dipingere e già nel 1879, durante l’esposizione di Brera, ottenne i primi riconoscimenti. Con Luigia Bigatti, detta Bice, conosciuta nel 1880, si trasferì a Pusiano, in Brianza. Poté dedicarsi a soggetti riguardanti la vita agreste, il lavoro nei campi, il pascolo, la tosatura e la filatura. Pittore delle montagne, nei suoi quadri i soggetti protagonisti sono i paesaggi, i villaggi, le malghe, il bestiame ed i riti quotidiani delle genti di montagna. Non mancarono i riconoscimenti, come la medaglia d’oro per il dipinto “Ave Maria a trasbordo”, durante l’Esposizione Internazionale di Amsterdam. Nel 1886 con Bice e i quattro figli si trasferì a Savognino, nel Canton Ticino. Nel 1894 passò a Maloja, in Engadina, piccolo villaggio in cui visse sino alla morte, avvenuta il 28 settembre 1899. Fu intenso l’itinerario artistico di Segantini, nelle numerose opere, tra i 132 dipinti ad olio delle tappe di vita, Milano (1878-1881), Brianza (1881-1886), Savognino (1886-1894), Maloja (1894-1899), ma anche dei 110 disegni e pastelli, il tutto sapendo coniugare verismo, simbolismo e divisionismo. Convertito alla teoria scientifica della scomposizione dei colori, così Segantini definiva e giustificava la sua famosa “maniera”: “Più puri saranno i colori sulla tela, meglio condurremo il nostro dipinto verso la luce, l’aria e la verità”. Su vita e opere di Segantini è stato prodotto un film-documentario “Segantini-Ritorno alla Natura” di Francesco Fei (2016).
Autore: Leone Sticcotti