Nel cimitero il monumento a Theodor Christomannos 

Theodor Christomannos è una di quelle figure che hanno caratterizzato la storia di Merano, dello sviluppo turistico in città e nel territorio. Un personaggio che va conosciuto e ricordato e non solo per ciò che di lui scrisse Arthur Schnitzer: “in ogni paese del Tirolo ha lasciato almeno un figlio”.


La vita di Christomannos e le avventure che di lui si narravano furono infatti rielaborate dallo scrittore viennese che ne trasse ispirazione per il personaggio del signor Aigner nella sua opera teatrale Terra Sconosciuta (Das weite Land). La fama di sciupafemmine se l’era guadagnata già a vent’anni quando ebbe un breve relazione con l’ereditiera Vincentia de Mérode, da cui ebbe anche una figlia, che diventerà la famosa ballerina Cleo de Merode. Quando poi, nel 1909 decise di sposarsi con la nobildonna Franziska Lutz, egli aveva già avuto già avuto cinque figli da cinque donne diverse. Greco di origine era nato a Vienna nel 1854 da una ricca famiglia greco-macedone di religione greco-ortodossa. A diciotto anni aveva accompagnato la madre alle cure a Gries ma decise di fermarsi a Bolzano e frequentare il ginnasio dei Francescani. Finiti gli studi iniziò la facoltà di Medicina ma ferito gravemente alla mano destra durante un duello, dovette cambiare il suo orientamento universitario ed iscriversi a giurisprudenza. Una volta laureato di trasferì a Merano e iniziò a lavorare come giudice e avvocato. Ereditato l’ingente patrimonio familiare Theodor decise di abbandonare l’avvocatura per dedicarsi completamente alla sua grande passione: sviluppare il turismo d’alta quota. Alpinista appassionato fu anche presidente dell’Alpenverein meranese e insieme all’architetto viennese Otto Schmid progettò il primo albergo di montagna a Solda che fu inaugurato nel 1893. I suoi progetti non sempre trovarono il favore dei cittadini anche a causa del suo credo religioso poiché di certo il suo impegno avrebbe fatto giungere in regione schiere di turisti assai ricchi e di altri usi e costumi. Nonostante le polemiche egli riuscì a fondare il “Verein für Alpenhotels in Tirol” l’Associazione per gli alberghi alpini nel Tirolo che si sarebbe occupata sia della costruzione che della manutenzione delle starde di montagne e della costruzione di alberghi in quota. Fu Christomannos a costruire l’albergo di Trafoi e quello del lago di Carezza. E al passo del Falzarego. Oltre agli alberghi, fece aprire anche il rifugio “Cima Fiammante” sulla Giogaia del Tessa e il rifugio Coronelle. Morì il 30 gennaio 1911, a soli 56 anni di età, per le conseguenze di un’influenza aggravata da una pleurite. Grande fu il cordoglio e solenni furono i funerali. È sepolto nel cimitero di Merano. Christomannos è inoltre onorato da un monumento in bronzo raffigurante un’aquila alta 2,50 metri, situato vicino al rifugio Roda di Vaèl, sul Catinaccio; eretto nel 1912, l’anno dopo la sua morte, venne ricostruito nel 1959 dopo la parziale distruzione. Porta il suo nome anche la Torre Christomannos, una vetta di 2800 metri nel gruppo del Latemar.

Autrice: Rosanna Pruccoli