La strada in Zona dedicata a Giotto

Una delle due vie colleganti via Buozzi a via Keplero è via Giotto. Giotto da Bondone, così è noto, era nato nel 1267 a Colle di Vespignano (Firenze). Quando i Bondone, piccoli possidenti terrieri, si trasferirono a Firenze, Giotto fu affidato alla bottega del pittore Giovanni Cimabue, il quale ebbe modo di scoprire la bravura di Giotto. La formazione di Giotto si compì tra Firenze, Assisi e Roma. Per la formazione fu importante il viaggio a Roma, dove si stava sviluppando un’importante scuola pittorica. Dopo l’esperienza romana Giotto lavorò al cantiere di Assisi; tra il 1277 e il 1280 Cimabue iniziò la decorazione del transetto sinistro della chiesa superiore, successivamente l’esecuzione degli affreschi passò a suoi collaboratori; Giotto fu protagonista assoluto delle decorazioni del registro inferiore, al di sotto delle finestre, lungo le pareti della navata. Il ciclo decorativo ai compone di 28 affreschi e rappresenta scene della vita di San Francesco. Giotto ritornò al cantiere di Assisi durante la decorazione della volta della basilica inferiore con Allegorie francescane, nonché la decorazione della cappella della Maddalena. Dopo un soggiorno a Roma, tra il 1303 e il 1305 realizzò a Padova la cappella privata di Enrico degli Scrovegni, con affreschi su Storie della Vergine, Storie di Cristo, figurazione dei Vizi e Virtù e un grandioso Giudizio universale. Giotto lavorò per le più importanti città italiane; oltre ad Assisi, Roma, Padova e Firenze, fu attivo a Rimini. Giotto lavorò sopratutto a Firenze, nella chiesa di Santa Croce. Giotto fu conteso dai grandi committenti del suo tempo; tra il 1330 e il 1333 fu a Napoli, chiamato da Roberto d’Angiò, e tra il 1335 e il 1336 a Milano presso Azzone Visconti. Giotto operò a Firenze anche come architetto. Morto a Firenze l’8 gennaio 1337, fu sepolto in Santa Reparata con solenne cerimonia a spese del Comune.

Autore: Leone Sticcotti