Da via Galileo Galilei ad un certo punto inizia via Antonio Pacinotti; si tratta di un altro fisico italiano, forse meno noto di Galilei. Nato a Pisa il 17 giugno 1841, a quindici anni iniziò gli studi di fisica-matematica all’Università di Pisa. Fin da studente si era interessato alle ricerche sull’elettromagnetismo; già nel 1858 aveva costruito il primo modello di una macchina elettromagnetica, nota come “anello di Pacinotti”. Nel 1860, dopo la parentesi di sergente volontario nella Seconda Guerra d’Indipendenza (Solferino e San Martino – 24 giugno 1859), realizzò un modello perfezionato della sua macchina, la “macchinetta elettromagnetica reversibile”; illustrò tale macchina a Parigi nel 1865. Circa il curriculum professionale, Pacinotti, dopo un anno di assistentato con il padre, nel 1862 fu aiutante a Firenze dell’astronomo Giovanni Battista Donati (1826-1873); dal 1864 fu docente all’Istituto Tecnico di Bologna, passando nel 1873 ad insegnare fisica nell’Università di Cagliari. Mentre era docente a Cagliari, conobbe la diciannovenne Maria Grazia Sequi Salazar; si sposarono il 29 aprile 1882, ma la moglie morì a Pisa il 25 febbraio 1883. A Pisa infatti Pacinotti era ritornato nel 1881 per succedere al padre nella cattedra di fisica tecnologica all’Università di Pisa. Dal 1883 fu socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei e dal 1898 socio nazionale della stessa. Nel 1906 fu nominato senatore del Regno d’Italia. Pacinotti fece anche ricerche di fotoelettricità, su ebollizione, vaporizzazione e calefazione. Si occupò anche dello sfruttamento dell’energia solare e di problemi di agricoltura, avendo sempre presente nei suoi studi il compito della scienza di giovare, attraverso le sue applicazioni pratiche, al progresso della società. Tutti gli apparecchi costruiti da Pacinotti per le sue esperienze sono conservati a Pisa nel museo ed archivio pacinottiano. Antonio Pacinotti morì a Pisa il 25 marzo 1912.
Autore: Leone Sticcotti