Esther Flensberg Rubinstein.Donne ebree a Merano – seconda parte

Come detto nella prima parte di questo articolo intitolato “Nahida Ruth Lazarus e le altre. Ritratti di donne ebree a Merano”, l’universo ebraico altoatesino è costellato di personaggi interessanti e importanti ma – forse inaspettatamente per i più – è il numero assai elevato di donne interessanti, intraprendenti, forti e libere di esprimersi a livello intellettuale, religioso e soprattutto imprenditoriale che colpisce. Un altro personaggio femminile del panorama ebraico meranese di grandissimo interesse è Esther Rubinstein.

Esther Rubinstein era nata in Lituania nel 1881, figlia del Gaon Hayyim Flensberg. Gaon era un titolo onorifico che indicava il ruolo di capo spirituale della comunità ma anche l’importante compito di trasmettere la conoscenza esegetica e l’insegnamento della Torah e della Halakha, ossia la Legge ebraica. Il padre di Esther era molto conosciuto e molto amato in tutta la Lituania e ben oltre. Aveva scritto numerosi libri sull’Hallakka, sulla filosofia ebraica e sull’Aggadah.
Figlia unica, Ester era vissuta con lui fino al giorno del suo matrimonio e fu per il padre fonte di gioia e di soddisfazione. Egli la educò nello studio della Torah, del Talmud, della letteratura rabbinica e della filosofia ebraica. Gli anni in cui Ester cresceva e si faceva adolescente e donna, erano quelli dell’Haskalà, ossia dell’emancipazione ebraica, così -visto che la giovane era molto intelligente e apprendeva assai velocemente- si decise di insegnarle anche le lingue e la letteratura europea. Nel 1905, a 24 anni, Ester sposò il rabbino Isaak Rubinstein che divenne presto il rabbino capo di Vilna, dove la coppia si stabilì nel 1910 e insieme guidarono la locale comunità. Esther era infatti talmente preparata sul piano religioso e talmente attiva sul piano comunitario che si guadagnò il titolo di “Rebetzin”.
Ester era impegnata nell’educazione, nei lavori sociali ed era una attivista femminista.
Certa che l’istruzione fosse necessaria per ogni ragazza fondò numerose scuole femminili sparse sul territorio in modo che tutte potessero accedervi con facilità. Sionista convinta scrisse articoli, saggi e tenne conferenze sul ruolo fondamentale delle donne nel reclamare la terra di Israele. Convinta dell’importanza del voto alle donne pubblicò numerosi articoli e saggi su questo argomento.
Durante la prima guerra mondiale lavorò nelle mense e in altre agenzie caritatevoli per aiutare i bisognosi.
Pochi anni dopo la prima guerra mondiale, Esther contrasse una rara malattia del sangue e per lei si cercò il luogo più adatto e i medici migliori. La scelta cadde sull’equipe di medici meranese del Sanatorio ebraico.
Ester affrontò quindi il viaggio da Vilna a Merano e si sottopose alle cure. Purtroppo ogni tentativo intrapreso non diede gli esiti sperati e Esther mori nella città del Passirio e a 43 anni nel 1924 lasciando un marito e un figlio. Fu sepolta nel cimitero ebraico di Merano dove a tutt’oggi riposa. L’intera comunità ebraica di Vilna pianse la sua morte e migliaia di persone parteciparono a una cerimonia commemorativa nella Grande Sinagoga di Vilna. Esther è stata l’unica donna a cui sia mai stato conferito questo onore. Molti eminenti rabbini e leader sionisti religiosi le fecero l’elogio funebre.

Rosanna Pruccoli