Bianco e oro: Le sculture di Irma Hölzl   

Bronzo e bianco, lucido e opaco, liscio e scabro, linee pure e pur sinuose, forme eleganti, altere, preziose. Queste potrebbero essere alcune delle parole chiave di una possibile lettura delle opere di Irma Hölzl. Ma le sue sculture sono molto di più, raccontano e rappresentano molto altro. Scaturite da un intenso lavoro creativo, intellettuale prima e fisico poi, esse racchiudono la passione del creare, la necessità irrinunciabile di dar vita ad una determinata entità, raffigurazione, allusione, sia essa naturalistica o solo antropomorfa, zoomorfa o completamente astratta. L’intuizione sopraggiunge insistente, fa breccia nei pensieri e va studiata, approfondita, modificata. È poi il tempo della messa in opera con i “partner” – più o meno duttili – di sempre: ferro, rete, corde, gesso, cera. E qui, come in una fucina affollata, affiorano nuove idee e si escogitano nuove soluzioni. Ed è ancora ricerca. Infine la scultura assume la sua fisionomia definitiva e come tale viene affidata al fonditore e alla sua maestria. L’attesa, coi suoi timori e la sua carica di suspense per il risultato finale, è l’ultimo atto della lunga vicenda creativa.
Le variegate sculture di Irma Hölzl rappresentano un cammino di crescita artistica e di trasformazione, sottolineano lo sviluppo di un linguaggio capace di rinnovarsi in termini di freschezza e di adattabilità al nuovo, all’oggi.

Autrice: Rosanna Pruccoli