Il rapporto costruttivo tra medico e paziente

La serata era prevista per il 7 aprile, tanto che per le strade della città si possono scorgere gli inviti con questa data; ma in realtà la conferenza organizzata dal Centro di Tutela dei Diritti del Malato Alto Adige Odv insieme a Maria Luisa Bucella e “Sipario Amico” è stata spostata al 27 aprile con inizio alle ore 17.30 presso la Sala Civica di Merano in Via Otto Huber 8.

Il tema della serata è decisamente d’attualità ed è rivolto ad un pubblico ampio: si parlerà infatti dell’importanza che il medico ed il cittadino – paziente costruiscano un rapporto costruttivo, elemento questo che permette una migliore aderenza alle terapie. “La comunicazione nel rapporto medico-paziente è fondamentale per creare una relazione interpersonale sana e per la buona riuscita del processo di guarigione; occorre quindi curarne la forma e i contenuti – afferma Maria Luisa Bucella – Avremo la fortuna di avere relatori di grande qualità ed esperienza: ci sarà Franco Perino, già vice primario di dermatologia dell’ospedale di Bolzano, Christian Wenter, primario della geriatria di Merano e Ernst Oberschartner, medico di base di Merano”.

A moderare la serata ci sarà Stefano Mascheroni, Coordinatore generale del Centro di Tutela dei Diritti del Malato. 

Stefano Mascheroni, Cosa significa “rapporto medico-paziente”?

Il rapporto medico – paziente è quella particolare relazione che si instaura tra un medico (o, usando una espressione di più ampio respiro, un professionista sanitario) ed un paziente a partire da uno stato di malattia di quest’ultimo e che è caratterizzata da specifici doveri e diritti morali e giuridici. È un rapporto asimmetrico in cui la parte più vulnerabile è il paziente, il quale è dipendente dalla competenza e dal potere del medico. 

Perché è importante che tale rapporto sia “buono”?

Si tratta di una responsabilità che sta in entrambe le parti: da una parte il cittadino – paziente che vive certamente una situazione di difficoltà e disagio che cerca nel professionista una sponda forte per superare il momento deve dare fiducia al professionista e con lui confrontarsi serenamente; dall’altra il professionista che deve avere la capacità di interpretare la persona che ha di fronte e deve avere la capacità di “curare la persona” e non soffermarsi alla patologia ed alle problematiche che questa genera, e deve gestire con intelligenza la comunicazione tra le parti. Per il medico non è certo semplice perché è necessario che quest’ultimo si confronti con le differenti fenomenologie dei pazienti tra cui il paziente oppositivo, il paziente manipolativo, il paziente richiedente, il paziente irascibile, il paziente piacevole, il paziente che “sa tutto”.

Ci sono studi che hanno affrontato questo tema?

Migliorare l’aderenza terapeutica attraverso la relazione medico paziente può veramente aiutare: la mancata aderenza alla terapia è una vera e propria emergenza che vede in prima linea i medici di medicina generale. Su 1.500 pazienti seguiti da ciascun medico di famiglia, infatti, 600 in media sono affetti da patologie croniche, secondo le stime diffuse dalla Simg (Società Italiana Medicina Generale). Di questi, 1 su 2 non segue la terapia in modo adeguato. Questi sono dati riferiti al 2020 e al periodo pre – pandemia ed è ipotizzabile pensare che a causa delle difficoltà relazioni causate dalle restrizioni siano poi peggiorati.

Di che cosa si parlerà nel corso della serata? 

Franco Perino è un grande esperto di comunicazione e da tanti anni si occupa di formazione rivolta ai professionisti, proprio per dare loro elementi e strategie per rendere ottimale la relazione medico-paziente. Christian Wenter come primario di un importante reparto affronterà certamente il tema della relazione con gli anziani e di quanto sia e importante relazionarsi con semplicità e con particolare empatia. Ernst Oberschartner ci porterà la visione del territorio e della medicina di base che è un tassello strategico fondamentale del nostro sistema sanitario.

Autore: Luca Masiello