To mask or not to mask?

È un dilemma, in questo tempo di pandemia, che si pongono molti. Ma vi è chi non se lo pone, per il quale la maschera pare parte di sé. È il caso, per esempio, del duce. Come, il duce? Il duce con la maschera? Come è possibile? Come e dove? In piazza Tribunale, sul fronte del Palazzo degli Uffici Finanziari (ex Casa Littoria, costruita dal 1939 al 1942, Ventesimo dell’Era Fascista), progettato dagli architetti Guido Pellizzari, Luis Plattner e Francesco Rossi, si trova il monumentale bassorilievo (lungo 36 metri, alto 5,5 metri, costituito da 57 pannelli), opera dello scultore espressionista, originario di Chiusa, Hans Piffrader, (1888-1950). Intento del bassorilievo, con al centro il duce a cavallo che romanamente saluta, era celebrare la conquista dell’Impero. Nel 2017 vi è stata, nell’ambito dell’intervento di storicizzazione e depotenziamento, (su progetto artistico di Arnold Holzknecht e Michele Bernardi e con la supervisione di una commissione storica) l’apposizione di una scritta illuminata recante una citazione, in tre lingue (italiano, tedesco, ladino), della politologa, filosofa e storica tedesca, Hannah Arendt (1906-1975): “Nessuno ha il diritto di obbedire”. Nella stessa piazza si trovano anche delle tavole esplicative in quattro lingue, con testi che spiegano la storia dell’edificio, dell’opera di Piffrader, del contesto urbanistico più complessivo, nonché della citazione di Hannah Arendt. Il tutto è una riproduzione in piccolo dei pannelli costituenti l’opera di Piffrader.
Ma c’è un particolare. Mentre nel bassorilievo gigante si vede imponente il viso del duce a cavallo nel gesto del saluto romano, nella tavola esplicativa (n. 1) il viso è mascherato, con l’immagine di una sorta di artropodo. Che sia per il distanziamento da chi vuole informarsi sui vari aspetti dell’ex Casa del Fascio? Rimane il quesito se era doveroso o no apportare tale modifica.
To mask or not to mask?
Ai lettori l’ardua sentenza.

Autore: Leone Sticcotti