Il ricordo del primo “Stadtheater”

Sono in molti a transitare, più o meno frettolosi, per viale Stazione, ma non molti notano la targa bilingue che, accanto a un reperto architettonico, dal 10 maggio 2010 ricorda un importante pezzo di storia bolzanina: “In questo luogo sorgeva lo “Stadttheater” inaugurato il 14 aprile 1918 dal Borgomastro Julius Perathoner. Progettato dall’architetto Max Littmann (1862-1931) di Monaco di Baviera, disponeva di 750 posti. Nel corso del quarto di secolo assunse la denominazione di “Teatro Civico” e successivamente di “Teatro Giuseppe Verdi”.

Palco e platea

Venne gravemente danneggiato dai bombardamenti aerei nel dicembre 1943 e in seguito demolito. Fu un quarto di secolo che incise molto sulla vita culturale di Bolzano, se si pensa che dall’inaugurazione del 14 aprile 1918, con musiche di Beethoven, Mozart, Brahms, Wagner, all’ultimo evento, la proiezione (15 agosto-2 settembre 1943) del film “Il sogno di Butterfly” (1939) diretto da Carmine Gallone, furono più di 1800 gli eventi, alcuni con repliche, tra spettacoli, mostre d’arte, proiezioni di film, manifestazioni civili. Costruito a partire dal 16 luglio 1913 nel Parco di viale Stazione, il teatro ospitò compagnie tedesche e italiane e attori di fama che proposero commedie, operette, opere liriche; furono centinaia i protagonisti, tra attori, cantanti, musicisti, a calcare la scena del teatro per meritarsi calorosi applausi. Del lungo elenco che si dovrebbe fare ne menzioniamo alcuni, tra donne e uomini, specie per quanto concerne il pubblico italiano, che man mano prevalse per le imposizioni del regime di quel tempo: Laura Adani, Paola Borbone, Emma Gramatica, Toti Dal Monte, Evi Maltagliati, Elsa Merlini; Cesco Baseggio, Memo Benassi, Mario Mascagni, Salvo Randone, Renzo Ricci, Ruggero Ruggeri.
Stadttheater (1918), Teatro Civico (1923), Teatro Verdi (1937): ora il testimone è passato (6.9.1999) al nuovo Teatro Comunale di Bolzano. Sta correndo bene. Auguri!

In foto principale: Il teatro che sorgeva nei pressi della stazione

Autore: Leone Sticcotti