Di fondamentale importanza, al decesso di una persona, è la ricostruzione dell’asse ereditario, ovvero la determinazione del complesso dei beni appartenenti alla persona defunta, che si trasferiscono agli eredi. Possono fare parte di esso beni immobili come fabbricati e terreni, e anche aziende e quote societarie, beni mobili, quadri, titoli, valori mobiliari e denaro. Il valore dell’asse ereditario non deve essere necessariamente positivo, trattandosi di un insieme di attività e passività. L’ammontare dello stesso viene definito all’apertura della successione. Stabilire il valore dell’asse ereditario è fondamentale per la divisione dello stesso e per stabilire le quote di legittimità (ossia, le quote che per legge spettano ad alcuni soggetti, ascendenti, coniuge e figli, a prescindere da eventuali contrarie disposizioni contenute nel testamento). Nel definire la composizione dei beni facenti parte dell’asse ereditario bisogna considerare anche i beni che il defunto ha in vita donato in via diretta e/o indiretta. Tra le donazioni da considerare vi sono anche quelle di somme di denaro (purché tracciabili), versate dal defunto a favore, ad esempio, di un figlio, rispetto a un altro. Campanello d’allarme è l’eventuale presenza di donazioni a persone terze, ossia non chiamate all’eredità. Anche tali donazioni devono essere considerate per la ricostruzione dell’asse ereditario, ma l’erede la cui quota di legittima sia violata (ossia che riceve meno di quanto dalla legge previsto) potrà agire per il recupero del bene contro i beneficiari di tali donazioni solo nel caso in cui egli abbia accettato l’eredità con il cosiddetto “beneficio di inventario”, una procedura che prevede la redazione di un inventario. Considerando che ogni azione di disposizione del patrimonio del defunto (ad esempio, pagare le spese funerarie dal suo conto) costituisce accettazione pura e semplice dell’eredità e comporta l’impossibilità di accettare con beneficio di inventario, si comprende come si debba prestare massima attenzione. Per tale ragione, anche se nei giorni successivi alla morte spesso si ha comprensibilmente altro cui pensare, è fondamentale rivolgersi sempre a un avvocato, per essere tutelati al meglio.
Autore: Avv.to Dott. Massimo Mira