Mai come in questi giorni, a casa in attesa di capire come evolverà la situazione, si sta parlando di “digitalizzazione”. Organizzazioni, imprese, lavoratori, cittadini, studenti… tutti noi ci stiamo trovando, più o meno forzatamente, a confrontarci quotidianamente con le tecnologie digitali, per le attività più disparate: lavorare, studiare, ma anche semplicemente informarci, chiacchierare con amici e parenti, ordinare la spesa a domicilio, e un’infinità di altre cose.
Con un’ironia un po’ amara, in molti hanno sottolineato che il coronavirus sta assumendo il ruolo di “volano” nella trasformazione digitale delle imprese, fino a poco fa talvolta restie ad abbandonare le pratiche di lavoro consolidate negli anni, talvolta indecise su quali tecnologie e metodologie adottare per digitalizzarsi nel miglior modo possibile.
Il risultato attuale è un processo di digitalizzazione massiccio nato in un contesto di emergenza, e quindi certamente non ben pianificato, soprattutto per quanto riguarda i singoli cittadini, le piccole medie imprese, e gli ambiti formativi. Ci troviamo quindi a leggere una notizia sul web per poi ordinare la spesa su whatsapp oppure mandando una e-mail, mentre qualcuno ci contatta in videoconferenza su Zoom o Skype condividendo documenti di lavoro via Dropbox o Google Drive. Un frullato di tecnologie certamente non ben organizzato, ma che dimostra la nostra tenacia e resilienza, e da cui potranno nascere opportunità inaspettate e meravigliose per la città digitale.
Navigando un po’ in rete, si può davvero notare che tutte le aree dell’attività umana stanno cercando di manifestare la loro presenza e continuità anche in questa fase di lontananza fisica. Questo può significare semplicemente scoprire servizi online che già esistono da tempo, come è il caso ad esempio delle biblioteche; su biblioweb.medialibrary.it potete ad esempio vedere come funziona il servizio di prestito online di libri, quotidiani e riviste nella nostra Provincia.
Ma può anche voler dire inventare e creare nuovi modi di erogare i propri servizi, come nella sfera della maternità e del supporto a mamme e famiglie in gravidanza e nel puerperio. Mai come in questo caso la nascita di una famiglia corrisponde a un rinnovamento dei canali di supporto alla famiglia stessa. Canali che non possono essere ovviamente sostituiti in forma digitale, ma che danno l’opportunità di affiancare il digitale al reale creando una sinergia finora davvero poco esplorata… per chi è interessato, non resta che andare su internet e cercare la tantissime proposte online da parte di ostetriche, centri maternità, e anche figure non sanitarie ma centrate sul benessere della mamma, come quella della doula.
Autore: Marco Montali