In un celebre libro dall’omonimo titolo, Nassim Nicholas Taleb ha definito il concetto di “antifragilità” come la capacità di un sistema di reagire a fattori di stress e interferenza migliorandosi. Un esempio per tutti è quello del “mitridatismo”, ovvero la capacità del corpo umano di diventare immune a certi veleni mediante somministrazione di dosi crescenti non letali degli stessi. Il termine deriva da “Mitridate il Grande”, uno dei sovrani del Ponto, che iniziò questa pratica.
Mi piace cercare, in questi tempi difficili, segnali che mostrino l’antrifragilità della nostra società in un periodo così difficile di isolamento e lotta contro questo invisibile quanto pericoloso nemico chiamato SARS-CoV-2. E mai come ora la nostra antifragilità passa attraverso i canali digitali.
La prima e più urgente area di applicazione delle tecnologie digitali è ovviamente quella dell’aiuto a personale medico e governativo nella diagnosi e cura del virus, nonché nel contenimento della sua diffusione. Alibaba, leader del commercio economico in Cina, ha messo a disposizione la propria infrastruttura di calcolo per far imparare ad algoritmi di visione artificiale come analizzare le tomografie effettuate su potenziali malati di Covid-19 per verificare l’effettiva presenza della malattia. Questi algoritmi sono ora in grado di determinarne la presenza o l’assenza con una precisione superiore al 95%. Allo stesso tempo, tecnologie simili a quelle utilizzate per aggiornare in tempo reale i dati sul traffico utilizzando la geolocalizzazione dei telefoni cellulari possono essere impiegate per contrastare la diffusione del virus.
è il caso della Lombardia, che in accordo con le compagnie telefoniche è stata in grado di analizzare (in forma anonima e aggregata) gli spostamenti dei cittadini, verificando che ancora pochi giorni fa in troppi si spostavano lontano dalla propria abitazione.
La Corea del Sud è andata molto più in profondità, arrivando a tracciare gli spostamenti dei singoli per calcolare, a ritroso, i contatti e il potenziale rischio di trasmissione del virus osservando gli spostamenti effettuati nei giorni precedenti da persone risultate positive al test. Si sta vagliando se impiegare questa tecnologia di precisione anche in Italia, ponendoci di fronte a questioni non solo tecnologiche mediche, ma anche etiche.

Le tecnologie digitali si stanno rivelando allo stesso tempo la chiave per mantenerci connessi in questo momento di isolamento fisico. Si pensi alle tantissime scuole e università che hanno velocemente riconvertito la propria offerta formativa su internet. In questo oceano digitale in continua trasformazione, voglio citare due esempi.
Il primo è quello dell’UNESCO, che ha messo a disposizione online il patrimonio custodito nella sua Biblioteca Mondiale, con centinaia di volumi, mappe, fotografie e filmati liberamente accessibili su internet su www.wdl.org.
Un sito davvero pieno di chicche, come ad esempio la possibilità di leggere quotidiani di tutto il mondo andando indietro fino al 1800. Oltre all’UNESCO, tantissimi musei di tutto il mondo stanno rendendo disponibili le proprie collezioni online: dal MET di New York fino al Museo Egizio di Torino, dal Louvre di Parigi fino alla Pinacoteca di Brera.
Il secondo esempio è l’iniziativa di “solidarietà digitale” lanciata dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, con il supporto dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Si tratta di un catalogo in continuo aggiornamento di servizi gratuiti digitali messi a disposizione da imprese e associazioni per tutti i cittadini italiani. Si va da abbonamenti gratuiti a quotidiani e servizi di streaming musicale fino a piattaforme di formazione online e e-learning e servizi per portare avanti la propria attività lavorativa sfruttando internet al meglio.
Con un’ultima raccomandazione per tutti: in momenti difficili cresce anche, purtroppo, la criminalità, e mai come ora su internet girano e-mail e siti contenenti fake news, truffe o tentativi di rubare dati sensibili delle persone (come i dati delle carte di credito). Bisogna quindi fare molta attenzione anche su questo fronte.
Autore: Marco Montali