Sono in molti, bolzanini e non, a sentirsi un po’ orfani, non vedendo in via Alto Adige 30 la storica insegna “Paoline LIBRERIA” (libreria chiusa con il 31 dicembre 2019), ma ancor più per l’assenza delle Figlie di San Paolo, suor Agnese e suor Vittoria, passate alla Comunità di Verona.
La libreria sin dal 1947 fu un apprezzato punto di riferimento e di incontro per molti, laici, sacerdoti e religiosi. Le prime suore erano giunte a Bolzano il 6 aprile 1947, provenienti dalla Comunità di Trento delle Figlie di San Paolo, fondata il 12 dicembre 1942. Erano in sette, le prime suore, a fare un lavoro pioneristico: percorrevano l’Alto Adige portando il loro materiale non solo nei centri principali (con le trasferte anche di giorni a Merano, a Bressanone…), ma anche nelle valli, Aurina, Pusteria ecc. Merito dell’attività promozionale nei luoghi turistici va anche a Suor Mariuccia, ancora nel cuore di molti. Mentre si avvicendavano le suore, si stabilivano buoni rapporti tra la piccola comunità, i sacerdoti della diocesi e i responsabili degli uffici diocesani. Pur alle prese con problemi logistici e organizzativi le suore non trascuravano i loro doveri di religiose. Dalla prima libreria in via San Quirino passarono in via Alto Adige, dove ebbero (dopo Corso Libertà e via Macina) anche l’abitazione, con annessa cappella, sorgente spirituale dell’impegno apostolico. Tale impegno aveva come riferimento – oltre all’Apostolo Paolo, il quale ebbe a dire “Guai a me se non annunciassi il Vangelo” – il loro Fondatore, don Giacomo Alberione (1884-1971), il quale raccomandava “Fate a tutti la carità della verità”. è una sorta di “ansia spirituale”, che muoveva le Suore Paoline ad annunciare il Vangelo attraverso i moderni mezzi di comunicazione sociale (stampa, cinema, musica, Internet, Social Network ecc.). La libreria era luogo di vendita, ma anche di incontro, di ascolto, di pace; è anche per questo che la popolazione ne sente molto la mancanza.
Autore: Leone Sticcotti