Tra le uscite discografiche di fine anno, la scena regionale ci ha regalato il piacevolissimo EP di Tea Ducato, un bell’esordio per una novella cantautrice che va a ritagliarsi un suo spazio nella nutrita schiera di ragazze più o meno giovani che negli ultimi anni hanno contribuito a creare un vero e proprio fenomeno musicale al femminile nell’ambito della canzone d’autore.
Violinista mancata, come lei stessa ci racconta, Tea Ducato è cresciuta a suon di musica, le canzoni dei cantautori italiani più classici, e quindi temporalmente distanti dalla sua generazione e la musica jazz: “Mio papà suona il sax e la chitarra, la musica in casa c’è sempre stata. Quando si andava in giro prima o poi la chitarra saltava fuori e partiva la musica. Sono venuta su a suon di Battisti, De Gregori, Lucio Dalla e il resto del cantautorato italiano. Questo è ancora il genere che prediligo e che mi piace ascoltare. E poi nei viaggi in macchina non mancava la musica jazz, che a noi figli risultava un po’ pesante ma che evidentemente da qualche parte si è intrufolata anche dentro di me visto che in alcune delle mie canzoni spunta fuori lo swing, un genere che mi piace molto”.
Lasciato il violino quasi da subito, per Tea è arrivata la passione per il canto, continuando a cantare dapprima nel coro della scuola elementare: alle superiori poi la passione si è irrobustita spingendo la giovane artista a seguire dei corsi specialistici che l’hanno portata a inserirsi professionalmente nel campo dell’animazione musicale per l’infanzia.
“Lavorare con i bambini mi è sempre piaciuto – prosegue Tea – e poterlo fare abbinandolo alla mia passione per il canto è stato fantastico. Ora frequento il corso di didattica musicale al conservatorio con indirizzo specializzato in canto moderno. Ma non mi era mai passato per la testa di provare a scrivere una canzone. È stato un amico a suggerirmi di farlo per reagire ad una situazione particolare della mia vita: così, un po’ per gioco e un po’ per sfida, è venuta fuori “I tuoi perché” la canzone, scritta in cinque minuti, che ho pubblicato come primo singolo online e che intitola il mio EP”.
Per realizzare il suo debutto, Tea si è affidata alle cure del produttore Lorenzo Scrinzi, recentemente trasferitosi dagli studi in cui lavorava a Laives in quel di Monaco di Baviera: Scrinzi, che ha messo la sua zampata anche nelle produzioni di altri artisti, non solo della regione, ha aiutato Tea negli arrangiamenti ed ha suonato praticamente ogni strumento, con l’eccezione del contrabbasso nel brano eponimo dell’EP affidato a Patrick Barba.
Non è che dallo scrivere la prima canzone al fare il disco il passo sia stato breve, come Tea stessa ci dice: “Ci sono state alcune persone che mi hanno incoraggiata, ma ci ho messo un po’ a convincermi. Il brano era molto introspettivo, un viaggio interiore per esorcizzare un’esperienza da superare, quindi ero un po’ protettiva verso questa mia canzone. Poi mi sono decisa a lasciar andare le briglie e in realtà ora sono felice di come la cosa si è evoluta. Ho conosciuto Lorenzo in quanto frequentavo il centro giovanile No Logo, a Laives, dove lui aveva lo studio e mi sono fidata dei suoi consigli, anzi è stata un po’ una crescita in comune, per lui nel campo della produzione per me in quello musicale, e mi sono divertita davvero tanto a lavorare con lui anche se è stata una cosa lunga”.
Il risultato è un disco composto di sei brani, per ora disponibili attraverso le classiche piattaforme musicali, ma in attesa di essere edito anche in versione per così dire solida. All’ascolto balza subito all’orecchio la voce bella e particolare di Tea Ducato, colpiscono i suoi testi molto diretti e se da un lato si apprezzano le canzoni composte in forma più tipicamente cantautorale, dall’altro non possono passare inosservati gli arrangiamenti misurati e i magnifici cori in stile Trio Lescano, tutti ad opera della stessa Tea, che fanno capolino nella composizione swingata da cui il disco prende il titolo.
La presentazione del disco si terrà venerdì 17 gennaio alle 21 al PippoStage.
Autore: Paolo Crazy Carnevale – musicofilo