La città viaggia su due ruote

Ai meranesi la bici piace, non è certo un segreto; tanto che anche quest’anno la città è stata insignita di un’altra onorificenza: nell’ambito della quarta Edizione di ComuniCiclabili – il concorso di Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) riconosciuto in Italia dai Ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e da quello dell’Ambiente e in Europa dal Ecf (European Cyclist’s Federation), la città in riva al Passirio si conferma in pole position fra le città italiane a misura di ciclisti.

Certo, c’è ancora da lavorare, altre soluzioni da studiare, ma questo progetto (che valuta il grado di ciclabilità e sostenibilità dei territori abitati e guida le amministrazioni locali che si impegnano a promuovere il cambiamento della viabilità attraverso la promozione dell’uso della bicicletta), ha visto nuovamente Merano riaffermarsi dunque come città “bike friendly”. 

Grazie all’impegno e alla realizzazione dei programmi portati avanti negli anni 2019 e 2020, il risultato è di grande prestigio poiché gli è stata assegnata nuovamente la bandiera con 4 smile su un totale di 5 possibili. Un traguardo tutt’altro che scontato, considerando gli obiettivi di crescita richiesti in un clima di Covid e di Dpcm. Ma addirittura si è andati oltre: sono state migliorate alcune sottocategorie all’interno delle varie aree di valutazione.  Un balzo eloquente dunque come si legge nel giudizio tecnico della Commissione giudicatrice: manca davvero poco per il raggiungimento della quinta “smile” che è l’apice della valutazione. Questo traguardo è molto ambìto in Italia e al momento è stato assegnato solo a 5 Comuni su 141. Fra questi anche Bolzano. Questa qualifica deve essere ritenuta di grande soddisfazione per i cittadini meranesi. L’impegno e il rispetto dell’ambiente sono stati, infatti, ampiamente riconosciuti nelle categorie più complesse. Bisognerà insistere ancora un poco su questa strada per ottenere il massimo riconoscimento, che poi è la stessa che verrà perseguita dallo stesso Governo Draghi con il suo nuovo Ministero della transizione ecologica affidato al neo ministro Roberto Cingolani.

La “Pagella” 
Entrata lo scorso anno, Merano si conferma ComuneCiclabile con punteggio 4 “bike smile” alto. Continua lentamente l’espansione della rete ciclabile, necessaria per la promozione a 5 “bike smile”. Bene la Governance con l’istituzione del Mobility Manager e con l’aumento del numero di linee pedibus (8 totali, +3 rispetto lo scorso anno). Un grande plauso va al lavoro svolto per la Comunicazione e Promozione, con l’ampliamento dei servizi, i 15 “mobility points” e il progetto “bike to work” con e-bike.

Più spazio per le bici

La promozione della mobilità ciclabile come alternativa all’auto comprende una rete di piste ciclabili e parcheggi sicuri per le bici, che devono soddisfare numerosi criteri e sono purtroppo spesso trascurati nella pianificazione della mobilità ciclabile. Appena le temperature permetteranno di eseguire i necessari scavi e di predisporre i basamenti in cemento, verranno installate in città 366 nuove rastrelliere. L’unità speciale Mobilità ha scelto le cosiddette “rastrelliere da appoggio”, che si integrano bene nel contesto urbano e svolgono tutte le funzioni necessarie. Con una distanza di un metro e 20 tra una e l’altra, si possono parcheggiare due biciclette per ogni rastrelliera. Porta-biciclette simili sono già stati installati presso la stazione di Maia Bassa, Piazza Fontana e Piazza Parrocchia a Maia Bassa. In una prima fase i parcheggi saranno allestiti in centro: nel cortile interno del municipio, in via Galilei (davanti all’anagrafe), in piazza della Rena, presso il Ponte della Posta, alle Terme, in piazza Duomo, in via Carducci e in corso Libertà (nei pressi dello Stadt Centrum). Questi siti sono stati scelti perché vicini alle zone pedonali, in modo che l’utente possa poi proseguire a piedi.

Le forbici, la bici e molto altro

Patrick Pellegrin è nato a Bolzano nel 1976 e ha incominciato a imparare il suo mestiere a 14 anni. Provenendo da una famiglia di parrucchieri questa arte lo ha sempre affascinato. Si ritiene un ragazzo fortunato. Vive in mezzo alla natura e ha una figlia meravigliosa. Il suo grande hobby è la bicicletta.

Quello che mi piace di me.
La generosità.


Il mio principale difetto.
La generosità.


La volta in cui sono stato più felice.
Quando è nata mia figlia. Tanto attesa. Splendida creatura.


La volta in cui sono stato più infelice.
Quando è morto mio padre. Durante il primo lockdown. Non poterlo salutare è stato terribile, un dolore indescrivibile.


La persona che ammiro di più
La mia compagna.


Un libro da portare sull’isola deserta.
“The Expanse”, best seller di fantascienza.


Il capriccio che non mi sono mai tolto.
Prendermi un anno sabbatico.


L’ultima volta che ho perso la calma.
Al secondo lockdown quando hanno chiuso noi parrucchieri, solo in Alto Adige. Senza giustificarne il motivo. Visto che a livello nazionale erano aperti anche nelle zone rosse.


Il fiore che amo.
La rosa. Bellissima e con le spine.


Il mio piatto preferito.
Una buona polenta di Storo cotta per più ore. E un rombo con carciofi al forno.


Il mio musicista preferito.
Sting, un genio indiscusso.


La mia paura maggiore.
Ammalarmi.


L’oggetto a cui sono più legato.
Le mie forbici, fatte a mano in Giappone.


Mi sono sentito orgoglioso di me stesso quando…
Quando ho rilevato il mio negozio. Ero giovanissimo e mi sono buttato nel mondo dell’imprenditoria.


Il mio primo ricordo.
In negozio da mio padre guardandolo lavorare. Le sue mani sembravano muoversi da sole, in autonomia. Una manualità straordinaria.


Dove mi vedo tra dieci anni.
In salone, a creare pettinature stupende.


Per un giorno vorrei essere…
Invisibile.


Nel mio frigorifero non manca mai…
Un’ottima bottiglia di spumante.


Se fossi un animale sarei…
Una fenice.

Autore: Eleonora Gelmo