Fare le cose giuste e… non perdere la calma

Dal 1984 è titolare di uno studio legale, operante sul territorio locale e nazionale, specializzato in diritto matrimoniale. È amante dell’arte, della letteratura e della musica, e scrive componimenti poetici degni di attenzione. È sposato con Michela Trevi, figlia del noto scultore bolzanino, e con lei ne cura l’eredità artistica e culturale.

La cosa che mi piace di me.

Sono abbastanza orgoglioso della mia coerenza. Aggiungo la determinazione.

Il mio principale difetto.

Devo dirli tutti? (ride). La coerenza se diventa testardaggine. E a volte lo diventa.

Un libro da portare sull’isola deserta.

Tutta la produzione di Bertrand Russel. Pescando nel passato senz’altro l’Odissea. Una enciclopedia sulla satira politica francese e italiana. Immancabile la collezione di Tex e Diabolik. 

Il paese dove vorrei vivere.

La California per il territorio, l’ottimismo e la felicità degli abitanti. Londra per l’offerta culturale e musicale. In Italia Bologna, terra di mezzo tra il meglio del nord e il meglio del sud.

Per un giorno vorrei essere…

Chi mette piede per primo su Marte, ma senza avere perso la vita per raggiungerlo.

La mia paura maggiore.

Quella di non poter più essere me stesso, o di dipendere da terzi.

Se fossi un animale sarei …

Mi piace l’eleganza e la felinità della pantera nera. Ma mi fa tenerezza il pulcino, non vorrei che mai che si trasformasse in pollastro.

Mi sento orgoglioso quando…

Quando faccio le cose giuste. Non è sempre facile, ma il lavoro, in mezzo a grane e difficoltà, da soddisfazioni.

I miei poeti preferiti.

Gli italiani del rinascimento. Tra i moderni mi inquieta e mi attira la lettura della realtà di De Chirico, e la pazzia pilotata di Dalì.

Il dono di natura che vorrei avere. 

Due gambe per affrontare il K2 con gli sci. A volte vorrei avere una minore sensibilità davanti alle brutture, che nel mio lavoro non sono poche.

L’ultima volta che ho perso la calma. 

Stendo un pietoso velo (ride). Possiamo però discutere sul concetto di perdere la calma.

Da bambino sognavo… 

Di essere 007 (ride).  A volte di essere il capostazione (ride). Ma non mancavano alcuni incubi mi rincorrevano.

Autrice: Rosanna Pruccoli

Suonare su… un’isola tropicale

Davide Mariz è presente da oltre 20 anni nella scena musicale locale. Bassista e contrabbassista, ha collaborato con molti musicisti e si esibisce regolarmente in Italia e all’estero. Oltre ai concerti è insegnante presso il Cesfor di Bolzano ed è molto attivo sui social network come creatore di contenuti legati al mondo della musica e del basso elettrico.

La cosa di me che mi piace di più.

La determinazione.

Il mio principale difetto.

A volte sono troppo diretto con le persone.

Il mio momento più felice.

La nascita di mia figlia.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Cerco di togliermi tutti i capricci…finché si può.

La mia occupazione preferita.

Suonare.

Il luogo dove vorrei vivere.

Un’isola tropicale.

Non sopporto…

La falsità e i ritardatari.

Se fossi un animale sarei…

Un orso.

Sono orgoglioso di me stesso ogni volta che…

Aiuto qualcuno.

Tre aggettivi per definirmi.

Ambizioso, determinato, spiritoso.

Il superpotere che vorrei avere.

L’invisibilità.

Il mio sogno ricorrente.

Un tour con un grande artista.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

L’aria pulita e il verde.

Amo il mio lavoro perché…

è sempre stimolante.

La persona che ammiro di più.

Ammiro tutti quelli che possono insegnarmi qualcosa.

La massima stravaganza della mia vita.

Meglio non dirla…

La mia maggiore paura.

Perdere le persone a me care.

Il mio primo ricordo.

Le giornate con mio nonno in campagna.

Sorridere per riflesso…

Qui Intervista a Alessandro Tacchetti, nato a Caserta ma Bolzanino d’adozione, lavora come social media e event manager in Provincia di Bolzano e in parallelo svolge varie attività, tra cui podcasting con il gruppo Collettivo Mood e volontariato con l’associazione BeYoung, di cui è membro del direttivo. Ama sperimentare ed evolversi sempre, ma grazie alla recente nascita di sua figlia Margot ha imparato anche a saper rallentare.

La cosa di me che mi piace di più.

Mi spendo tanto per gli altri senza guardare ad un ritorno.

Il mio principale difetto.

Quando litigo straparlo e tiro fuori ragionamenti sconclusionati.

Il mio momento più felice.

Vedere negli occhi della mia compagna Lisa la gioia per la nascita di nostra figlia.

Il mio piatto preferito.

I cannelloni che preparava Nonna Rita.

La mia occupazione preferita.

Scrivere pensieri da chiudere nel cassetto.

Il luogo dove vorrei vivere.

A Bolzano ma con qualche stabilimento balneare.

Non sopporto…

Chi è troppo diplomatico.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Un pezzo di formaggio.

Se fossi un animale sarei…

Un quokka: sorride per riflesso e non sa bene il perché.

Tre aggettivi per definirmi.

Proattivo, empatico, buffo.

La prima cosa che faccio al mattino.

Osservo le mie pupe mentre dormono.

Il mio film preferito.

Jack con Robin Williams. Uscì nelle sale 3 mesi dopo la mia nascita.

Il superpotere che vorrei avere.

Poter rivivere nitidamente i miei ricordi.

Il mio sogno ricorrente.

Avere falsificato l’esame di maturità e doverlo rifare in concomitanza con la sessione estiva universitaria. Un vero incubo.

Il mio ultimo acquisto

Probabilmente l’ennesimo Lego.

L’errore che non rifarei.

Smettere di studiare subito dopo la triennale.

L’oggetto a cui sono più legato.

La mia collezione di DVD della serie Smallville.

La mia maggiore paura.

La solitudine.

Il mio colore preferito.

Il rosso.

Autrice: Anna Michelazzi

Fare le cose difficili

Qui Intervista a Giulia Torresani, laureata in Economia e oggi impegnata nell’amministrazione e negli acquisti, racconta il suo percorso nello sport: dal basket e dalla pallavolo al triathlon, scoperto quasi per caso. Una passione nata sui social, tra bici, nuove sfide, fatica e immancabili soste per cappuccino e brioche.

La cosa  di me che mi piace di più.

La disciplina che metto nel portare a termine quello che devo fare.

Il mio principale difetto.

Sono sempre in ritardo. Sono persino nata con due giorni di ritardo!

Il mio momento più felice.

La colazione (meglio se fatta in hotel).

Da bambina sognavo di diventare…

Un vigile del fuoco.

La mia occupazione preferita.

Parlare. Parlo sempre con tutti: a scuola temevano che avrei fatto parlare anche i muri. 

Il luogo dove vorrei vivere.

New York.

Il mio piatto preferito. 

Il toast, perché è una sicurezza: semplice ma sempre molto efficace. 

Non sopporto…

Non essere brava in qualcosa che ho iniziato da cinque minuti.

Nel mio frigorifero non mancano mai…

I pomodorini e lo yogurt kefir. 

Se fossi un animale sarei…

Una tartaruga.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Ho tagliato il traguardo del mio primissimo triathlon a Caorle. È proprio vero che, in quel momento, ti tornano in mente tutti gli allenamenti fatti per arrivare lì.

Dove mi vedo fra 10 anni.

Sulla linea di partenza di una gara  con distanze più lunghe. 

Il mio film preferito.

Ricatto d’amore. Mi piacciono molto le commedie romantiche. 

Il mio attore preferito.

Zac Efron. La trilogia di High School Musical ha lasciato il segno nella nostra generazione.

Il mio motto.

“Posso fare le cose difficili”.

L’oggetto a cui sono più legata.

La collanina di mia nonna.

La mia maggiore paura.

Il formaggio. Non posso averlo vicino e non so spiegarmi il motivo.

Il mio primo ricordo. 

All’asilo, mentre preparavamo i lavoretti per Natale, seduti ai tavolini disposti a ferro di cavallo.

Autrice: Anna Michelazzi

Dormo ancora?

Qui Intervista a Rosario Multari, calabrese di nascita, ma altoatesino d’adozione. Sette anni come fotoreporter per il gruppo editoriale Athesia, poi la scelta del freelance. Oggi collabora con realtà locali e nazionali, dalla cultura all’editoria. Nell’ultimo anno si è avvicinato alla moda, documentando il lavoro e le influenze di designer emergenti alle fashion week di Seoul e Milano.

La cosa che mi piace di più.

La curiosità.

Il mio principale difetto.

Il costante rimuginare sulle cose, che mi porta ad essere introverso il più delle volte.

Il mio momento più felice.

Una notte di San Lorenzo di qualche anno fa, passata a guardare le stelle in Calabria.

Da bambino sognavo di diventare…

In ordine: un Super Sayan, un camionista, uno scienziato, uno scrittore, un giornalista, uno psicologo. 

La mia occupazione preferita.

Fare ricerca visiva su progetti creativi stimolanti.

Il mio piatto preferito.

La carbonara.

Non sopporto…

Chi ha bisogno di convincerti che la propria idea di “successo” o felicità sia universale.

Nel mio frigorifero non manca mai…

La soppressata calabrese.

Dove mi vedo tra dieci anni.

In una casa più grande, con la persona che amo.

Tre aggettivi per definirmi.

Curioso, procrastinatore, cinico.

La prima cosa che faccio al mattino.

Valutare se posso dormire ancora.

Il mio film preferito.

City of God.

Il mio attore preferito.

Edward Norton.

Il superpotere che vorrei avere. 

Leggere il pensiero.

Il mio ultimo acquisto.

La settimana enigmistica.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

L’apertura mentale e il prezzo delle case.

Amo il mio lavoro perché.

Mantiene in vita il me bambino.

L’errore che non rifarei.

Sottovalutare i benefici della terapia, imparare prima a conoscermi meglio.

L’ultima volta che ho pianto.

Qualche settimana fa, ascoltando una canzone di mio fratello.

La mia maggiore paura.

Non avere più strumenti per essere felice.

Autrice: Anna Michelazzi

Ma sì, poi sistemo!

Anita Danese, nata a Bolzano nel 2000, sta concludendo il corso di laurea magistrale in Cultura visiva a Klagenfurt, Austria. Dopo essersi diplomata al liceo linguistico bolzanino si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Verona per frequentare Nuove Tecnologie dell’Arte. Durante questo percorso scopre una passione per le arti digitali, la cultura pop e i media di comunicazione. Dopo il conseguimento della laurea triennale, frequenta Art&Job Academy, un corso per formare giovani artisti ed educatori per lavorare con l’arte in contesti di disagio, come strumento di coinvolgimento e divulgazione per portare alla luce e condividere temi sociali importanti.

La cosa di me che mi piace di più.

La creatività.

Il mio principale difetto.

Mi distraggo molto rapidamente.

Da bambina sognavo di diventare…

Un’astronoma.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

La Nintendo DS.

La mia occupazione preferita.

Girare film mentali da premio Oscar.

Il luogo dove vorrei vivere.

Una casetta tra gli alberi.

Il mio piatto preferito.

Le melanzane alla parmigiana.

Non sopporto.

Le zanzare.

Per un giorno vorrei essere…

Una nuvola.

Nel mio frigorifero non mancano mai…

Le zucchine.

Se fossi un animale sarei…

Una giraffa.

Dove mi vedo tra 10 anni.

Su un divano di ultima generazione che prepara anche da mangiare.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Ieri quando ho chiuso tutto senza salvare.

Tre aggettivi per definirmi. 

Curiosa, creativa, assorta.

La prima cosa che faccio al mattino.

La colazione.

Il mio film preferito.

Mary Poppins.

Il mio ultimo acquisto.

Il catalogo di una mostra del Victoria & Albert Museum

La cosa che apprezzo di più del luogo in cui vivo.

La multiculturalità.

Amo il mio lavoro perché…

Ci sono sempre cose nuove da sperimentare.

Il mio motto.

Ma sì, poi sistemo.

Il mio colore preferito.

L’arcobaleno vale?

Autrice: Anna Michelazzi

Le volte in cui non piango

Qui Intervista a Luca Passera, nato a Bolzano. L’anno scorso si è diplomato come attore all’accademia teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto e ora vive e lavora principalmente a Padova. Ha appena recitato nello spettacolo “Comeradovera” alla Biennale di Venezia, il prossimo anno sarà nello spettacolo “Le smanie per la villeggiatura” che arriverà anche nella stagione del nostro Teatro Stabile di Bolzano. 

La cosa di me che mi piace di più…

La sincerità.

Il mio principale difetto

Gestisco malissimo il tempo…

Da bambino sognavo di diventare…

Non so bene come spiegarlo, ma immaginavo di essere dentro ad una sorta di caveau che aveva l’accesso da una botola sulla cima di una collina, e da questa botola distribuivo soldi a chi passava…tipo ladro benefattore.

La mia occupazione preferita.

Immaginare situazioni e discorsi e perdermici dentro.

Il luogo dove vorrei vivere.

In un luogo di mare.

Il mio piatto preferito.

I Kaiserschmarren.

Non sopporto…

Gli abusi di potere..

Per un giorno vorrei essere…

Un asteroide

Nel mio frigorifero non mancano mai…

I vasetti di marmellata vuoti.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Su una barca.

L’ultima volta che ho perso la calma.

L’altro giorno in scena.

La prima cosa che faccio al mattino.

Ritardo la sveglia.

Il superpotere che vorrei avere. 

Il controllo degli elementi.

Il mio ultimo acquisto

Un ventilatore.

Amo il mio lavoro perché…

Mi permette di fare e di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo.

L’ultima volta che ho pianto.

Ho iniziato a contare le volte in cui non piango.

Il mio motto.

Daje.

La mia maggiore paura.

Che le cose non abbiano un senso.

Il mio colore preferito.

Il verde.

Il mio primo ricordo.

Ho un ricordo sfocato delle mie mani da bambino appoggiate sullo stereo mentre ascolto la musica.

Autrice: Anna Michelazzi

Un cavallo bordeaux

Valentina Cibin è una programmista multimediale e conduttrice radiofonica per la sede Rai di Bolzano. Nata e cresciuta bolzanina e bilingue si sente orgogliosamente altoatesina. È laureata in Scienze della comunicazione e Comunicazione digitale e marketing. A quattro anni è salita per la prima volta su un palco e poi non è più voluta scendere; la passione per la musica e lo spettacolo è la sua immancabile compagna ti vita.

La cosa di me che mi piace di più.

Il mio non saper prendermi mai troppo sul serio.

Da bambina sognavo di diventare….

Una parrucchiera.

I miei piatti preferiti.

Pizza e gelato.

Non sopporto…

Le persone bugiarde.

Per un giorno vorrei essere…

Brava a cucinare.

Nel mio frigorifero non manca mai…

La maionese.

Se fossi un animale sarei…

Un cavallo.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Ho preso in mano la mia vita e ho affrontato le difficoltà.

Tre aggettivi per definirmi.

Empatica, solare e chiacchierona.

La prima cosa che faccio al mattino.

Accarezzo i miei gatti.

Il mio sogno ricorrente.

Diventare madre.

Le cose che apprezzo di più del luogo in cui vivo.

La cultura e la tradizione.

Amo il mio lavoro perché…

Faccio ciò che mi piace e mi fa sentire viva.

L’ultima volta che ho pianto.

Stamattina, sono una frignona. 

Il mio motto.

“Vivi e lascia vivere”.

Gli oggetti ai quali sono più legata.

Una collana e un anello regalatimi dalla mia famiglia.

La mia più grande paura.

Non essere più in grado di amare.

Il mio colore preferito.

Bordeaux.

Il mio primo ricordo.

Le vacanze con i miei genitori a Jesolo.

Autrice: Anna Michelazzi

Ernesto fa la nanna

Nel 1983 nasce a Napoli, poi cresce a Bolzano e fuoriesce a Vienna. Studia e si cimenta con arte e grafica. Scrive di tutto, scrive sempre. Trova nella musica il primo mezzo d’espressione, poi toglie la musica e si concentra solo sulle parole. Pubblica il suo primo romanzo Nel gnome del padre nel 2023, poi la raccolta di storie brevi Mi annoiavo molto nel 2024 e nel 2025 esce la sua prima graphic novel Rats everywhere.

La cosa di me che mi piace di più.

Come sto invecchiando irrimediabilmente.

Il mio momento più felice.

Qualche settimana fa, per la prima volta in quattro anni, Ernesto (il mio gatto) si è addormentato tra le mie braccia. Ho annullato tutti gli impegni previsti per la giornata e onorato il momento.

La mia occupazione preferita.

Camminare per strade che non conosco.

Il luogo dove vorrei vivere.

In una canzone di Paolo Conte.

Per un giorno vorrei essere…

Prababilmente un piccione. Uno di quelli belli, altolocati.

Nel mio frigorifero non manca mai…

L’elettricità, altrimenti non funziona.

Se fossi un animale sarei…

… quasi sicuramente mangiato dal mio gatto.

Dove mi vedo tra dieci anni.

In una qualche sala di attesa, ancora ad aspettare il mio turno.

Il mio sogno ricorrente.

Non avere male alla schiena.

La mia occupazione preferita.

Sono contro le occupazioni specialmente quelle illegali dei territori.

La persona che ammiro di più.

Ma figurati se glielo dico poi sai come si monta la testa.

L’oggetto a cui sono più legato.

Un anello che ho ereditato di recente da mio nonno.

La mia maggiore paura.

Che non si capisca quando sto scherzando.

Il mio primo ricordo.

Con mia madre, ponte Talvera, passeggiavo e giocavo con un mini brontosauro giallo che avevo trovato nelle sorprese Kinder, mentre lo facevo saltellare sul corrimano perdo la presa e cade in acqua, mi metto a piangere, mia madre mi abbraccia e mi dice “Non preoccuparti, il fiume è collegato con il mare, ora il tuo dinosauro sta nuotando verso la spiaggia, quando torneremo a Napoli quest’estate vedrai che lo ritroviamo.” E ogni anno torno al mare alla sua ricerca.

Una rondine che… legge

Qui Intervista ad Alice Tomada, una violinista di Bolzano attiva come concertista in Italia e all’estero. Di recente ha conseguito un Master Solistico presso la Zürcher Hochschule der Künste. Tra i suoi impegni di questo mese figurano una tournée in Sud America con l’Orchestre des Champs-Elysées e un Recital solistico in Svizzera.

La cosa di me che mi piace di più.

Sono un’inguaribile ottimista.

Il mio principale difetto.

Il disordine.

Il mio momento più felice.

Il mio debutto come solista in Repubblica Ceca, in un concerto che per me significava molto, con mamma e papà tra il pubblico.

Da bambina sognavo di diventare…

Una scrittrice.

Il mio piatto preferito.

La pizza.

La mia occupazione preferita.

Leggere, sia musica che libri.

Un libro da portare sull’isola deserta.

Oceano, mare, di Baricco.

Nel mio frigorifero non manca mai…

è già tanto che ci sia qualcosa!

Se fossi un animale sarei…

Una rondine.

Tre aggetivi per definirmi.

Determinata, curiosa, creativa.

La prima cosa che faccio al mattino…

Capire dove mi trovo.

Il mio film preferito.

Il Signore degli Anelli.

Il mio attore preferito. 

Cillian Murphy.

Il superpotere che vorrei avere.

Il teletrasporto.

Il mio sogno ricorrente.

Arrivare alla prima prova e scoprire di aver studiato il concerto sbagliato.

Il mio ultimo acquisto.

Delle corde di budello per il mio prossimo progetto barocco.

Amo il mio lavoro perché…

Non mi annoia mai, c’è sempre una nuova destinazione da scoprire.

Il mio motto.

La fortuna aiuta gli audaci!

L’oggetto a cui sono più legata.

Ovviamente il mio violino.

Il mio colore preferito.

Tutte le sfumature del blu!

Autrice: Anna Michelazzi