Ernesto fa la nanna

Nel 1983 nasce a Napoli, poi cresce a Bolzano e fuoriesce a Vienna. Studia e si cimenta con arte e grafica. Scrive di tutto, scrive sempre. Trova nella musica il primo mezzo d’espressione, poi toglie la musica e si concentra solo sulle parole. Pubblica il suo primo romanzo Nel gnome del padre nel 2023, poi la raccolta di storie brevi Mi annoiavo molto nel 2024 e nel 2025 esce la sua prima graphic novel Rats everywhere.

La cosa di me che mi piace di più.

Come sto invecchiando irrimediabilmente.

Il mio momento più felice.

Qualche settimana fa, per la prima volta in quattro anni, Ernesto (il mio gatto) si è addormentato tra le mie braccia. Ho annullato tutti gli impegni previsti per la giornata e onorato il momento.

La mia occupazione preferita.

Camminare per strade che non conosco.

Il luogo dove vorrei vivere.

In una canzone di Paolo Conte.

Per un giorno vorrei essere…

Prababilmente un piccione. Uno di quelli belli, altolocati.

Nel mio frigorifero non manca mai…

L’elettricità, altrimenti non funziona.

Se fossi un animale sarei…

… quasi sicuramente mangiato dal mio gatto.

Dove mi vedo tra dieci anni.

In una qualche sala di attesa, ancora ad aspettare il mio turno.

Il mio sogno ricorrente.

Non avere male alla schiena.

La mia occupazione preferita.

Sono contro le occupazioni specialmente quelle illegali dei territori.

La persona che ammiro di più.

Ma figurati se glielo dico poi sai come si monta la testa.

L’oggetto a cui sono più legato.

Un anello che ho ereditato di recente da mio nonno.

La mia maggiore paura.

Che non si capisca quando sto scherzando.

Il mio primo ricordo.

Con mia madre, ponte Talvera, passeggiavo e giocavo con un mini brontosauro giallo che avevo trovato nelle sorprese Kinder, mentre lo facevo saltellare sul corrimano perdo la presa e cade in acqua, mi metto a piangere, mia madre mi abbraccia e mi dice “Non preoccuparti, il fiume è collegato con il mare, ora il tuo dinosauro sta nuotando verso la spiaggia, quando torneremo a Napoli quest’estate vedrai che lo ritroviamo.” E ogni anno torno al mare alla sua ricerca.

Una rondine che… legge

Qui Intervista ad Alice Tomada, una violinista di Bolzano attiva come concertista in Italia e all’estero. Di recente ha conseguito un Master Solistico presso la Zürcher Hochschule der Künste. Tra i suoi impegni di questo mese figurano una tournée in Sud America con l’Orchestre des Champs-Elysées e un Recital solistico in Svizzera.

La cosa di me che mi piace di più.

Sono un’inguaribile ottimista.

Il mio principale difetto.

Il disordine.

Il mio momento più felice.

Il mio debutto come solista in Repubblica Ceca, in un concerto che per me significava molto, con mamma e papà tra il pubblico.

Da bambina sognavo di diventare…

Una scrittrice.

Il mio piatto preferito.

La pizza.

La mia occupazione preferita.

Leggere, sia musica che libri.

Un libro da portare sull’isola deserta.

Oceano, mare, di Baricco.

Nel mio frigorifero non manca mai…

è già tanto che ci sia qualcosa!

Se fossi un animale sarei…

Una rondine.

Tre aggetivi per definirmi.

Determinata, curiosa, creativa.

La prima cosa che faccio al mattino…

Capire dove mi trovo.

Il mio film preferito.

Il Signore degli Anelli.

Il mio attore preferito. 

Cillian Murphy.

Il superpotere che vorrei avere.

Il teletrasporto.

Il mio sogno ricorrente.

Arrivare alla prima prova e scoprire di aver studiato il concerto sbagliato.

Il mio ultimo acquisto.

Delle corde di budello per il mio prossimo progetto barocco.

Amo il mio lavoro perché…

Non mi annoia mai, c’è sempre una nuova destinazione da scoprire.

Il mio motto.

La fortuna aiuta gli audaci!

L’oggetto a cui sono più legata.

Ovviamente il mio violino.

Il mio colore preferito.

Tutte le sfumature del blu!

Autrice: Anna Michelazzi

I rapanelli nell’orticello

Ama la natura (mare, monti, laghi, colline) e le lunghe passeggiate nei boschi. Le piacciono molti i noir degli scrittori scandinavi ed islandesi. Anni fa si è cimentata – per la prima volta – nei panni di comparsa/figurante in una delle numerose produzioni che giravano in Alto Adige. In seguito, con passione e curiosità, ha frequentato vari laboratori di recitazione, che le hanno permesso di interpretare svariati ruoli e piccoli ruoli dinnanzi alla macchina da presa (in regione, ma anche in Basilicata, in Friuli, in Ciociaria, in Veneto, a Praga). 

La cosa di me che mi piace di più. 

L’empatia verso gli altri.

Il mio principale difetto.

La testardaggine.

Il mio momento più felice.

Le nascite dei miei due figli e del mio nipotino Leonardo.

Da bambina sognavo di diventare… 

Una scrittrice.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Più crociere nei mari tropicali.

Il luogo dove vorrei vivere.

Al mare in zone calde.

I miei piatti preferiti.

Pizza e lasagne.

Non sopporto… 

La disonestà e la falsità.

Nel mio frigorifero non mancano…

Joghurt e gelati.

Se fossi un animale sarei…

Una leonessa.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che… 

Gliene ho cantate quattro a brutte persone.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Spero di essere in salute.

L’ultima volta che ho perso la calma.

In qualche litigio, dove sentivo di avere ragione assoluta.

Tre aggettivi per definirmi.

Sensibile, onesta, amante degli animali.

Il mio film preferito.

Non ne ho uno, ma preferisco thriller e suspense.

Il mio attore preferito.

Alessio Boni.

Il superpotere che vorrei avere. 

Ridurre ingiustizie e corruzione e far smettere le guerre ovunque.

Il mio primo ricordo.  

I rapanelli nell’orticello della mia scuola materna a Salorno.

Il mio motto.

Non rimandare a domani quello che posso fare oggi.

L’errore che non rifarei.

Essermi fidata di professionisti disonesti e impreparati o di qualche amico/conoscente.

Del mio aspetto non mi piace… 

I capelli quando sono in disordine!

La mia maggiore paura. 

Invecchiare con sofferenze.

Il mio colore preferito. 

Turchese/acquamarina.

Guidare una Porsche

E’ nato nel 1954 ed è arrivato a Bolzano nel 1959. è sposato civilmente con Uliana dal 23.4.1974 e ha due figli, Igor e Claudia, e tre nipoti,  Pietro di 14 anni, Emilia di 8  anni e Sveva di 5 anni e mezzo. è da poco iscritto al Pd e da 3 anni svolge attività politica in quartiere. è stato per oltre 50 anni delegato sindacale.

La cosa di me che mi piace di più.

Non sono invidioso.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei figli.

Da bambino sognavo di diventare…

Un calciatore del Milan.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Guidare una Porsche.

Il luogo dove verrei vivere.

Il mio paese di nascita, ovvero Melito Porto Salvo.

Il mio piatto preferito.

Tagliatelle con i porcini.

Non sopporto…

Le ingiustizie e l’arroganza dei più forti.

Per un giorno vorrei essere.

Il presidente della Provincia.

Nel mio frigorifero non manca mai…

L’acqua fredda.

Se fossi un animale sarei…

Un falco.

Sono stato orgoglioso di me stesso…

Quando ho contribuito a costituire l’associazione Nelson Mandela.

La prima  cosa che faccio al mattino.

Sono contento di alzarmi!

Il mio film preferito.

Berlinguer – La grande ambizione.

Il mio attore preferito.

Elio Germano.

Il mio sogno ricorrente.

Poter andare a Gaza a risolvere i problemi  dei palestinesi cogli israeliani.

Il mio ultimo acquisto.

Una maglia a maniche corte rossa.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

La gentilezza delle persone, specialmente quelle anziane.

L’errore che non rifarei.

Isolarmi e combattere da solo contro tutti.

La persona che ammiro di più.

Elly Schlein.

L’ultima volta che ho pianto.

Lo faccio tutti i giorni quando leggo della guerra o meglio delle guerre.

L’oggetto a cui sono più legato.

La mia bici.

Del mio aspetto non mi piace…

Essere stato basso quando giocavo a basket.

Fidati del processo

Qui Intervista a Marco Picone che è musicoterapeuta, musicista e rapper. In particolare integra la musicoterapia con il rap e le nuove tecnologie musicali per creare percorsi espressivi innovativi, accessibili e coinvolgenti. Attraverso la scrittura, il ritmo e strumenti interattivi, aiuta bambini, adolescenti e adulti a sviluppare consapevolezza emotiva, comunicazione e benessere. Il suo approccio unisce esperienza clinica e creatività, trasformando la musica in uno strumento concreto di crescita personale.

La cosa di me che mi piace di più.

La creatività.

Il mio principale difetto.

La balbuzia, ma ormai non la vedo neanche più come difetto. 

Il mio momento più felice. 

Quello più recente ed è stato portare il mio lavoro a Firenze a Didacta, la più importante fiera del mondo scuola e educazione.

La mia occupazione preferita.

Suonare.

Il luogo dove vorrei vivere.

Ci vivo!

Il mio piatto preferito.

La pizza.

I miei film preferiti.

La La Land, Freedom Writers, Cadillac Records.

Il mio attore preferito.

Vinicio Marchioni.

Il mio sogno ricorrente.

Viaggiare nel tempo.

Il mio ultimo acquisto.

Un paio di cuffie.

La cosa che più apprezzo del luogo in cui vivo.

Le opportunità che mi ha dato.

Amo il mio lavoro perché…

Non mi annoia mai.

Le persone che ammiro di più

I miei genitori.

Il mio motto.

Trust the process (fidati del processo).

L’oggetto a cui sono più legato.

Il pianoforte regalatomi da tutti e 4 i miei nonni.

Il mio colore preferito.

L’arancione!

Il mio primo ricordo.

Il mio primo saggio di pianoforte.

L’arte e l’architettura

Qui Intervista a Aaron Ceolan. Originario di Salorno, vive a Bolzano da circa dieci anni. Dal 2019 lavora come archivista presso l’Archivio storico del Comune di Bolzano; in precedenza ha lavorato per cinque anni al Museion. Di formazione è storico dell’arte e ha frequentato la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bolzano. I suoi ambiti di ricerca riguardano soprattutto il Novecento. Di recente ha pubblicato un libro dedicato all’architettura degli anni Trenta a Bolzano. Da due anni è anche padre di Martino Elliott.

Il mio principale difetto.Parecchi, il principale non saprei…

Il mio momento più felice.

La nascita di mio figlio.

Da bambino sognavo di diventare…

Un giornalista che racconta il mondo.

La mia occupazione preferita.

Leggere… qualsiasi cosa.

Il luogo dove vorrei vivere.

In una casa Mid-century progettata da Richard Neutra.

Il mio piatto preferito.

Le patate al forno con…

Non sopporto…

Il fanatismo.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Una birretta per i momenti felici.

Se fossi un animale sarei…

Un pesce d’acqua dolce.

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…

Ho pubblicato il mio primo libro.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Difficilmente perdo la calma, per fortuna.

La prima cosa che faccio al mattino.

Spengo la sveglia e la maledico.

Il mio film preferito.

“Fino all’ultimo respiro” di Godard.

Il mio ultimo acquisto.

Un libro di cui avrei potuto fare a meno.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

La presunta multiculturalità. 

Amo il mio lavoro perché…

Mi consente di indagare nella storia.

L’ultima volta che ho pianto.

Poco tempo fa, è stato liberatorio.

Il mio motto.

Niente motti.

L’oggetto a cui sono più legato.

Non mi lego facilmente agli oggetti.

La mia maggiore paura.

Di perdere la memoria.

Il mio primo ricordo.

A Venezia con i miei genitori.

Autore: Marco Valente

Disegnare per vivere

Qui Intervista a Christian Luccarini, in arte OAK, muralista e illustratore. Nel suo lavoro mette al centro ciò che lo fa stare bene, ovvero: disegnare, stare con le persone a cui tiene, la musica. Quando riesce a unire tutto questo, trova il suo equilibrio. I suoi lavori sono visibili su Instagram: @oakmood

La prima cosa che faccio al mattino.

Cerco di capire quanto carico posso fare il caffè in base al mio stato d’animo.

La mia occupazione preferita.

Essere gentile con gli altri perché poi la gentilezza ti ritorna sempre sotto altre forme.

La cosa di me che mi piace di più.

Cerco sempre di ascoltarmi per capire cosa mi fa stare bene.

Da bambino sognavo di diventare…

Dipende dal periodo, a 6/7 anni probabilmente Buzz Lightyear.

Il luogo dove vorrei vivere.

Avrei sempre voluto vivere su una casa sull’albero.

Il mio piatto preferito.

Senza girarci troppo intorno: la pizza.

Non sopporto…

Le persone frustrate.

Per un giorno vorresti essere…

Un allevatore che vive con i suoi animali e se ne prende cura.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Il formaggio grana.

Se fossi un animale sarei…

Molto probabilmente un orso.

Dove mi vedo fra dieci anni.

A vivere su una casa sull’albero.

Tre aggettivi per definirmi.

Affettuoso, riflessivo, gentile.

Il mio film preferito.

“Il mio vicino Totoro” di Miyazaki.

Il superpotere che vorrei avere.

Il teletrasporto.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

L’infinità di panifici per comprare la colazione e la merenda.

Amo il mio lavoro perché…

Non è performativo e il ritmo e il processo li posso decidere io.

La persona che ammiro di più.

Se parliamo di personaggi conosciuti: Zerocalcare.

Il mio motto.

Meglio troppo che troppo poco.

Il mio colore preferito.

Quello che sta bene nel contesto.

Il mio primo ricordo.

Io che scrivo il mio nome sul cassetto dell’asilo.

Autore: Marco Valente

Più tempo per il prossimo

Sara Schena insegna in una scuola in lingua tedesca, un ruolo che ha sempre sognato di ricoprire e che vive con entusiasmo e dedizione. Accanto all’attività professionale, si impegna come educatrice scout e come volontaria in un emporio solidale e in parrocchia. 

La cosa di me che mi piace di più.

La mia energia e il desiderio di rendermi utile.

Il mio momento più felice.

Quando riesco a rendere felice qualcuno.

Da bambina sognavo di diventare…

Ho deciso a quattro anni che sarei diventata una maestra.

La mia occupazione preferita.

Preparare dolci per le persone a cuivoglio bene.

Il luogo dove vorrei vivere.

Amo vivere qui a Merano. 

Il mio piatto preferito. 

Le lasagne e i dolci con la panna.

Non sopporto…

L’arroganza.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Della birra e un dolce da offrire a chi passa a trovarmi.

Se fossi un animale sarei…

Un suricato: è piccolo di statura e si attiva per prendersi cura della sua comunità.

Sono stato orgogliosa di me stessa quella volta che…

Mi hanno chiamata dal Comune per comunicarmi la vincita di un premio .

Tre aggettivi per definirmi.

Sorridente, attiva e disponibile. 

Il superpotere che vorrei avere.

Fermare il tempo quando sono dicorsa e ho ancora tante cose da fare.

La disgrazia più grande.

Perdere la speranza.

Il mio ultimo acquisto.

Un libro da leggere ai miei alunni.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

La pluralità di lingue e culture.

Amo il mio lavoro perché…

Mi rende felice, mi mette alla prova e mi permette di imparare sempre qualcosa di nuovo.

L’errore che non rifarei.

Non chiedere aiuto quando ne ho bisogno.

La persona che ammiro di più.

Chiunque dedichi con generosità il proprio tempo per il bene degli altri.

Il mio motto.

“Cercate di lasciare il mondo un po’migliore di come l’avete trovato”.

La massima stravaganza della mia vita.

Ripetere mentalmente i compleanni delle persone che conosco. Ne ricordo circa 150.

L’oggetto a cui sono più legata.

Il fazzolettone scout e un sassolino che tengo sempre in tasca.

Autore: Marco Valente

“Ringrazia sempre!”

Nato a Bolzano nel 1965, Corrado Dj cresce con la passione per la musica e diventa dj negli anni ’80. Resident al ST.Louis di Mezzolombardo e poi allo Spleen sul Lago di Garda per 14 anni, si afferma quindi nella scena afro e funky/house tra Italia, Austria e Germania. Negli anni ’90 anima il Phoenix/Mirò e l’Amnesia di Ibiza. Nel 2002 fonda lo Zanzibar a Sirmione.  

Il mio principale difetto.

L’incoerenza.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei due figli.

Da bambino sognavo di diventare…

Tarzan.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Diventare donna!

La mia occupazione preferita.

Acquariofilia.

Il luogo dove vorrei vivere.

Ibiza nei primi anni 2000. 

Il mio piatto preferito.

Il seitan.

Non sopporto…

La piega che sta prendendo il mondo.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Lo yogurt greco.

Se fossi un animale sarei…

Un leone.

Sono orgoglioso di me stesso…

Ogni mattina quando mi alzo.

Tre aggettivi per definirmi.

Vero, passionale, rimpiscatole.

Il mio film preferito.

I soliti sospetti.

Il mio attore preferito.

Tim Roth.

Il superpotere che vorrei avere.

L’invisibilità.

Il mio sogno ricorrente.

Corro e rimango sempre nello stesso posto.

La persona che ammiro di più.

Stanley Kubrik.

Il mio motto.

Ringrazia sempre.

La massima stravanza della mia vita.

Dovresti vedere come sono vestito adesso!

Del mio aspetto non mi piace…

Penso che sia solo un problema di riflesso dello specchio.

Storia, danza, educazione

Qui Intervista a Julia Kristina Lunger, arrivata a Merano da Vienna all’età di tre anni. Dopo le superiori è tornata nella sua città natale per studiare storia, educazione civica e formazione politica, scienze motorie e sportive. Conclusa l’università è rientrata a Merano, dedicandosi alla danza contemporanea, al teatro e alla musica. Parallelamente lavora con bambini e adolescenti, sostenendoli nel loro percorso scolastico, mettendo al centro l’ascolto, la relazione e la crescita personale.

Il mio principale difetto.

L’autocritica a volte mi impedisce di credere in me stessa e nelle mie capacità.

La mia occupazione preferita.

Entrare in uno spazio creativo insieme a persone che hanno voglia di condividere questa esperienzacon me.

Non sopporto…

Di essere “sovrastimolata”.

Per un giorno vorrei essere…

La mia coscienza, capace di osservarmi dall’esterno.

Se fossi un animale sarei…

Hmm… forse un cervo… non ancora adulto.

Il mio film preferito.

Non ho un film preferito, ma l’ultimo che mi è piaciuto molto è stato “Les 15 lettres”.

La prima cosa che faccio al mattino.

Guardo fuori dalla finestra.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

Il fatto che mi dia la sensazione di far parte di una piccola comunità, dove posso dare il mio contributo.

Del mio aspetto non mi piace…

Potrei ben trovare qualcosa che non mi piace, ma non voglio darglitroppa importanza.

Il mio piatto preferito.

Pasta aglio e olio preparata con lapersona che amo.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Il latte per fare il caffè al mattino.

Tre aggettivi per definirmi.

Spiritosa, sensibile, modesta.

Il mio sogno ricorrente.

Impegnarmi in un cortometraggio per condividere le mie idee, pensierievisioni attraverso questo formato.

La cosa di me che mi piace.

Credo di avere un buon intuito per le persone, che mi permette di adattarmi rapidamente a diverse conversazioni o stati d’animo.

Il mio ultimo acquisto

Una perforatrice.

Il mio colore preferito.

Il rosso.

Il mio primo ricordo.

Ah… non me lo ricordo più.

Autore: Marco Valente