Finalmente piove… e il governo non c’entra! Le perturbazioni del 30 aprile e del 1 maggio non hanno apportato quantità rilevanti di precipitazioni, specie nelle zone nord-occidentali massacrate dalla siccità, ma per fortuna, dopo cento giorni, hanno ridato un po’ di respiro ad una situazione davvero grave. Meno male che le piogge non sono state violente, perché con i terreni gravati da tanto seccume ci sarebbe infatti stato il forte rischio di alluvioni, dissesti idrogeologici, colate detritiche ed esondazioni in un territorio, quello italiano, ancora deficitario sul fronte della cura e della prevenzione. Tutti questi fenomeni sono da imputare e sono riconducibili ai cambiamenti climatici, ma noi abbiamo l’obbligo morale di farci trovare pronti e preparati e di mettere in pratica, nel nostro incedere quotidiano, piccole strategie come, per esempio, il risparmio dell’acqua.
Per gli appassionati del BalconORTO e per chi coltiva in giardino, vuoi per necessità, vuoi per virtù è doveroso escogitare dei rimedi per sperperare meno acqua possibile. Io da anni ho intrapreso questa strada, ricorrendo ad alcuni stratagemmi e vi racconto la mia esperienza: per iniziare ho comprato quattro secchi (capienza da 11 litri) e poi un serbatoio della capacità di 120 litri – che non occupa più di mezzo metro quadrato – collocato nel punto più fresco del balcone di nord est, in modo tale da avere sempre una scorta sufficiente di acqua dolce con la quale innaffiare le piante. Sulla credenza della cucina tengo una brocca che riempio con l’acqua che avanza dal bollitore, quella che resta nei bicchieri, quella con la quale si cuociono le verdure al vapore (mi raccomando, l’importante che non sia salata) e quella con cui vengono lavate frutta e verdure; acqua che poi dalla brocca finisce nei secchi. NB L’acqua dei cavolfiori al vapore, tuttavia, una volta raffreddatasi, è meglio darla subito alla piante sul balcone – non da interno – per evitare sgradevoli odori negli ambienti domestici!
Ci sono poi i tantissimi litri di acqua della doccia, in attesa che diventi calda; anche loro vengono raccolti quotidianamente nei secchi posteggiati in bagno. Non sarei in grado di fare una media, perché dipende dalla stagione, dall’orario, dalla caldaia e dal piano in cui si trova l’appartamento, ma per una famiglia di due persone si va da un minimo di 8-10, se non addirittura ad un massimo di 15 litri di acqua al giorno, che se opportunamente raccolti può permetterci di innaffiare tutte le piante (da interno e da esterno) e per tutta la stagione. È bene rammentare che l’acqua del rubinetto è troppo dura e fredda se impiegata immediatamente e che almeno due giorni di riposo nei secchi consentono al cloro in parte di evaporare e alla sua temperatura di stemperarsi in modo da essere più gradita dalle piante.
Prima dell’arrivo della stagione invernale il serbatoio da 120 litri dovrà essere svuotato e quindi procedo al contrario riempiendo di nuovo i secchi; quell’acqua viene usata come sciacquone per bisogni veloci.
Autore: Donatello Vallotta