Che ci piaccia o no, i rifiuti fanno parte della nostra quotidianità: ognuno di noi ne produce, in media, oltre un chilogrammo al giorno. Cosa, come e quanto gettiamo via racconta molto di noi. Anche nella nostra bella Provincia, c’è ancora chi abbandona rifiuti in maniera indiscriminata. La Bassa atesina non fa eccezione; a inizio anno, il Comune di Laives ha deciso di installare delle nuove telecamere sulle isole ecologiche per contrastare il fenomeno. Si tratta solo di comportamenti incivili?
Cominciamo dal punto dolente: le risultano molti casi di abbandono di rifiuti fuori dalle campane? Se si, come mai?
Gli abbandoni anomali a Laives sono, in proporzione, inferiori rispetto a città come Bolzano o Merano, ma pur sempre troppi. Anche se la stragrande maggioranza dei cittadini conferisce diligentemente i rifiuti, c’è una minoranza che non rispetta le regole – gli abbandoni più frequenti sono quelli dei cartoni. A ciò si aggiunge il fenomeno del pendolarismo da altri comuni; ad esempio abbiamo persone che lasciano cartone e indifferenziata da Appiano o Bronzolo, è inaccettabile.
A inizio anno l’amministrazione ha posto delle nuove telecamere di sorveglianza presso le isole ecologiche…
Si, per contrastare questi comportamenti abbiamo deciso di rendere più efficace il monitoraggio con telecamere ad alta definizione, che permettano di identificare i numeri di targa.
Secondo lei a cosa è dovuto l’abbandono dei rifiuti sulla strada o vicino alla campane?
Come detto, in alcuni casi c’è la mancanza di informazione, in altri la malafede; molti pensano magari di risparmiare abbandonando i sacchi in strada, ma in realtà il residuo incide solo al 30% sulla tariffa, ci sono voci ben più pesanti!
Per quanto risulta dal sito della Seab, Laives dispone di 100 isole ecologiche per circa 18.000 abitanti, in perfetta proporzione con Bolzano (400 isole per 106 mila abitanti). Secondo lei sono sufficienti?
In realtà ne abbiamo 60, lo stesso numero di Bressanone, che ha circa 4000 abitanti in più di noi. La copertura è capillare, e le riteniamo sufficienti.
Con che frequenza avvengono gli svuotamenti delle campane?
Lunedì, mercoledì, venerdì e sabato vengono svuotati carta e cartone, lunedì, mercoledì e venerdì la plastica, mentre martedì e giovedì il vetro.
Secondo lei gli svuotamenti sono sufficienti?
Stiamo procedendo un questi giorni ad un monitoraggio più approfondito per valutare se modificare qualcosa; la realtà non è ingessata, ed il contratto con Seab ci lascia ampio margine di flessibilità.
Possiamo aumentare gli svuotamenti, ma ricordo che poi i costi vanno a pesare sulla tariffa.
E’ anche un problema di informazione: le campane del cartone si riempiono presto se le scatole vengono gettate in malo modo, senza essere piegate, come previsto, per occupare il minor volume possibile.
Cosa si deve fare se si trova la campana piena?
Il regolamento comunale prevede che occorre recarsi all’isola più vicina; se anche quella è piena si può sempre portare al riciclaggio – in ogni caso i rifiuti non vanno abbandonati a terra. E’ importante che ci sia questa consapevolezza, perché il 20% della tariffa che tutti pagano è costituita dagli oneri derivati dalla raccolta dei rifiuti abbandonati a terra. Insomma, il comportamento di pochi incide sulle spese di tutti.
Capitolo multe: cosa rischia chi abbandona i rifiuti?
La sanzione ammonta a 400 euro; l’importo è stato deciso dalla precedente amministrazione. Sono multe “salate”, ne sono consapevole, ma ritengo che al momento non vadano corrette. Nel 2021, grazie anche all’impegno della polizia municipale, le sanzioni sono più che triplicate: siamo arrivati a 87, rispetto alla 26 dell’anno precedente.
Se lascio il cartone fuori dalla campana perché è piena prendo la stessa multa che se abbandono il sacchetto del residuo?
Si, l’abbandono dei rifiuti fuori dalla campane e dai cassonetti previsti, non fa distinzione.
Secondo lei gli orari del centro riciclaggio sono consoni alle richieste della cittadinanza?
Il centro di riciclaggio funziona benissimo, il feedback dei cittadini è buono. Inoltre, le dico che siamo uno dei pochi comuni, se non l’unico, che a richiesta viene a ritirare gli ingombranti a domicilio gratuitamente; e invece troviamo televisori e frigoriferi abbandonati accanto alla campane…
Cosa si può fare per contrastare questo fenomeno?
Oltre ad aumentare i controlli, cerchiamo e cercheremo ancora di sensibilizzare attraverso la formazione e l’informazione; la pandemia ci ha impedito di fare assemblee pubbliche, ma abbiamo percorso altre vie, ad esempio con un numero del notiziario comunale sullo smaltimento dei rifiuti. Puntiamo molto anche sulle scuole, perché i piccoli sono i migliori educatori dei genitori. Cerchiamo poi contatti diretti con tutte le fasce della popolazione, anche con i nuovi cittadini (provenienza straniera), attraverso i mediatori culturali.
Ne avete molti?
A Laives abbiamo un ca 10% di cittadini di provenienza straniera, una parte può dirsi ben integrata e ha comportamenti disciplinati, e poi anche tra questi c’è qualche “sacca” che vuoi per mancata informazione o altro, ha più difficoltà; ma attenzione, non ne farei una questione di provenienza perché sono molti i locali che “pizzichiamo” con comportamenti illegittimi.
Progetti futuri?
Oltre ad arrivare alla copertura totale del monitoraggio con le telecamere ad alta definizione, vorrei istituire un corpo ausiliario per l’effettuazione di controlli ambientali, in base al modello di Bressanone, che funziona molto bene, anche rispetto a molti altri comuni altoatesini che ho preso in esame. E poi naturalmente guardiamo a nuovi obiettivi: numeri alla mano, Laives ha raggiunto il 61.5 % della raccolta nel 2020 e i primi dati del 2021 ci proiettano verso il 70% che è il nostro obiettivo.
Autrice: Caterina Longo