L’irresistibile immaginario pop dei Morisco

L’attesa per il disco di debutto dei Morisco era notevole. Era da più d’un paio d’anni che tra gli addetti ai lavori se ne parlava, e viste le caratteristiche del duo/gruppo formato dal chitarrista Piergiorgio Veralli e dalla cantante Francesca Russo, era più che giustificata. L’ultimo colpo, in circolazione da qualche settimana, è un gran bel CD che mantiene totalmente le aspettative: si tratta di una delle più belle produzioni discografiche della scena regionale degli ultimi anni, ragionata, equilibrata, dal suono accuratissimo e volutamente studiato a tavolino. Canzoni non scontate, certosini suoni di chitarra e una voce indiscutibilmente notevole.

“Volevamo che ne venisse fuori una cosa molto… bella – ci racconta con orgoglio Veralli –, che potesse anche sorprendere, perché dalle nostre parti, dischi fatti di canzoni pop di questo tipo non è che se ne ascoltano molti. Una cosa che riassumesse tutto il nostro cammino e il nostro amore per la musica. E poi, in un’epoca in cui l’ascolto, la fruizione della musica è così cambiata, ci tenevamo a fare qualcosa che restituisse il rito di poter mettere su un disco ed ascoltarlo dall’inizio alla fine”.
La storia dei Morisco è di lungo corso, il gruppo era già in circolazione a metà anni novanta come quintetto facente capo a Francesca e Piergiorgio, e alcuni dei brani inclusi nel disco risalgono addirittura a quei tempi. L’ultimo colpo è anche disponibile in streaming e download, cose lontane dall’ottica di Veralli, di differente avviso Francesca Russo: “In verità devo dire che trovo affasciante questo mondo in cui mi sono buttata a pesce, occupandomi personalmente della promozione, un mondo che mi permette di fingere di avere un’età diversa da quella che ho, di essere uomo anziché donna. Quando tu ti interfacci col nome Morisco non sai chi c’è dietro e questo mi consente di assumere varie identità e di capire chi è interessato alla musica”.
Il titolo del disco, che deriva da una delle canzoni intitolata Eva canta, viene inteso dai Morisco in vari modi: può trattarsi dell’ultimo colpo in canna, o dell’ultimo colpo in banca, ma anche l’ultima possibilità di dire qualcosa, e quindi di selezionare la quindicina di brani inclusi con accuratezza, per potervi dare il massimo: “Abbiamo messo la summa summarum delle canzoni dei Morisco – prosegue Francesca – canzoni che hanno spiriti diversi, intenzioni differenti, alcune sono introspettive, alcune raccontano microstorie di tre minuti, che è poi la durata tipica delle canzoni pop”.
Il CD è stato registrato un po’ nella cucina di casa Morisco, un po’ presso gli studi Sonorus di Gregor Marini e un po’ nel loft di Benno Simma, alla periferia settentrionale del capoluogo: oltre ai due titolari vi hanno preso parte il batterista Alex Refatti e il producer Gregor Marini che ha suonato un po’ di tutto e contribuito agli arrangiamenti. In tre brani c’è anche Stefano Zulian ed in uno Luca Sticcotti. “Quello che ho raccomandato a Gregor una volta avuto tutto il materiale – racconta Piergiorgio – è che il prodotto finale non doveva suonare come un disco contemporaneo di moda, tantomeno come un disco vecchio. Volevo un disco che suscitasse nell’ascoltatore il quesito: ma questo disco quando è stato registrato? Un disco non databile, insomma”.
“Lavorando sulla promozione in maniera virtuale – prosegue Francesca – abbiamo fatto un gioco basato sull’ascolto con gente di età differente ne sono uscite le risposte più diverse. Nessuno è riuscito a collocarlo perché è un disco appunto non collocabile”.
In realtà parte del merito va anche alla chiarezza di idee che i Morisco avevano già prima di registrare, idee sui suoni, sull’uso degli strumenti: “Nei demo casalinghi c’era già quasi tutto– è sempre Veralli a parlare –, il grande merito di Gregor è stato quello di rispettare l’idea di base dando alle canzoni una veste professionale ed un suono che spacca. Perché lui ha, tra l’altro, la cultura musicale necessaria per portarci al risultato che volevamo raggiungere”.
I brani sono composti prevalentemente dal chitarrista, ma in certi casi a livello di testi ha collaborato anche Francesca, in altri si è limitata a dare indicazioni precise riguardo a quello che avrebbe voluto cantare, Il risultato è una serie di gioiellini autografi, con l’eccezione di tre cover firmate da Edda, frontman dei Ritmo Tribale, dai bresciani Intercity e dall’amico e concittadino Bobby Gualtirolo: ma tutte trattate secondo la cura Morisco.
“Noi siamo degli appassionati di cultura pop che va oltre la musica – conclude Francesca – e raggiunge il mondo del cinema, dei telefilm, delle copertine dei vecchi gialli Mondadori, dei fumetti. Non è un caso che ci siano canzoni dedicate a Marlon Brando, a Diabolik e Eva Kant, a Marlon Brando, a Mefisto (il cattivo delle storie di Tex Willer)… la stessa copertina del disco è opera di uno dei disegnatori di Tex, Stefano Biglia. E proprio questo nostro mondo pop è il fil rouge del disco”.

In foto principale: Francesca Russo, la cantante dei Morisco
Copyright: Edoardo Tomasi

Autore: Paolo Crazy Carnevale – musicofilo