Droni #3

Il riferimento principale è la Direttiva 128/2009/CE, che definisce il quadro per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: riduzione dei rischi, limitazione della deriva, tecniche più efficienti, formazione degli operatori. Ogni trattamento deve essere giustificato, mirato e compatibile con la protezione delle risorse naturali. In questo contesto i droni possono essere strumenti virtuosi, ma richiedono criteri operativi più severi rispetto alle attrezzature tradizionali.

A livello nazionale la direttiva è stata recepita con il D.Lgs. 150/2012, che disciplina formazione obbligatoria, patentini, registrazioni e distanze di sicurezza. Per chi opera con UAS (Sistemi di Aeromobili a Pilotaggio Remoto) significa integrare competenze aeronautiche e agronomiche: non basta saper pilotare, occorre saper trattare. Ogni intervento deve essere tracciabile, motivato e conforme ai protocolli tecnici.

Il “decreto MIPAAF del 2014” è un insieme di provvedimenti, tra cui il PAN, per l’uso sostenibile dei fitosanitari (22 gennaio 2014), le norme sulle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e olivicoli e il decreto che istituisce il marchio di qualità SQNPI. Sono strumenti che contribuiscono a uniformare criteri, controlli e buone pratiche agroalimentari. Il quadro però è già cambiato con l’introduzione della Legge 2 dicembre 2025, n. 182, che sostiene la digitalizzazione delle attività agricole, incluse le applicazioni con droni. L’articolo 6 di questa norma introduce una novità attesa: una fase di sperimentazione regolamentata dell’irrorazione aerea tramite UAS, finora soggetta a divieti o forti limitazioni.

Tra metodi tradizionali e sorvoli più o meno ravvicinati, e dopo svariati test a base di coloranti alimentari e cartine idro-sensibili, cade pertanto – anche in agricoltura – l’ultimo velo nell’impiego di fitofarmaci tramite UAS.

La legge inserisce un nuovo articolo nel D.Lgs. 150/2012 e consente l’irrorazione con droni in via sperimentale per tre anni su terreni agricoli, derogando temporaneamente alle norme vigenti. Inoltre, esso delega alle Province Autonome di Trento e Bolzano poteri amministrativi e normativi significativi per l’attuazione del Piano d’Azione Nazionale (PAN), gestendo le abilitazioni professionali (consulenti, applicatori) e definendo misure specifiche (es. divieto irrorazione aerea, aree sensibili), pur nel quadro delle direttive nazionali e comunitarie. 

Per tutte quelle che saranno le sfide, le problematiche, i retaggi e le papabili soluzioni che verranno, l’Italia resta una paziente in cura e perennemente sotto osservazione. Mentre il riscaldamento globale tira dritto e se ne frega delle nostre liti da cortile noi cerchiamo di ricordarci sempre da dove veniamo e dove stiamo andando: implementare una serie di riflessioni e adottare misure concrete rivolte all’ecologia, alla salute e al rispetto della Natura.

Autore: Donatello Vallotta