Nidi artificiali per uccelli e ‘pipistrelli’

Da oltre quindici anni, anche nello scorso autunno 2025, si è provveduto alla pulizia e al controllo annuali dei circa 1.350 nidi artificiali per uccelli e per chirotteri (‘pipistrelli’), installati nei parchi, nei giardini, lungo alcune passeggiate e nel cimitero di Oltrisarco.

In totale, sono trentatré le aree naturali pubbliche, interessate dalla presenza di dette strutture artificiali e fanno parte di tutte le circoscrizioni cittadine. L’ultima installazione di nidi per uccelli e ‘pipistrelli’, avvenuta nel mese di ottobre 2025, riguarda il rione di Oltrisarco, con il parco delle scuole Tambosi e il parco Mignone, oltre alla passeggiata, lungo la sponda destra del torrente Talvera. 

Nel parco Petrarca, con la sua ampia estensione, è avvenuta l’installazione del maggior numero di nidi artificiali per uccelli insettivori e di rifugi artificiali per ‘pipistrelli’. Qui, le occupazioni delle strutture da parte degli uccelli, hanno superato il 96%. In questo parco, la prima azione di simile protezione era stata avviata dallo storico direttore della giardineria comunale, Gildo Spagnolli, all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso. L’attuale dirigente, Ulli Buratti, ha voluto continuare l’iniziativa, coadiuvata dalla signora Katia Zanoner. Incaricato di tutte le installazioni e dei controlli annuali con la rilevazione dei relativi dati è sempre stato l’esperto naturalista Sergio Abram, da una quarantina d’anni anche consulente della ditta germanica Schwegler, che ha prodotto oltre venti milioni di dette strutture, esportandole in tutti i continenti. 

Le specie ornitiche occupanti i nidi artificiali per la nidificazione primaverile-estiva e per il pernottamento autunnale-invernale, sono tredici, tra cui cinciallegra, cinciarella, cincia mora, cincia bigia, codirosso, rampichino, torcicollo, pigliamosche, passera d’Italia, passera mattugia, picchio muratore, picchio rosso maggiore e picchio verde. Per i chirotteri, finora, è stata accertata la presenza di specie appartenenti al genere Pipistrellus, tra cui Pipistrellus kuhlii-pipistrello albolimbato, e al genere Nyctalus con Nyctalus leisleri-nottola di Leisler. Per quanto riguarda l’occupazione dei rifugi, da parte di chirotteri, il maggior numero visitato è stato rilevato nel cimitero di Oltrisarco con ventotto unità. Al momento del controllo, è stata rilevata la presenza di quaranta Pipistrellus kuhlii e di sette Nystalus leisleri, circa il triplo, rispetto allo scorso anno. La nottola di Leisler, in particolare, compie lunghe migrazioni, tra i siti riproduttivi, spesso locati nei Paesi baltici, in Polonia e in Russia, e i territori di svernamento, nelle regioni meridionali europee. Alcune specie di chirotteri utilizzano i rifugi artificiali, in tutte le stagioni dell’anno: in primavera-estate, per partorire e per allevare la prole; a fine estate-autunno, per accoppiarsi; in autunno-inverno, per svernare, in una sorta di letargia. Le strutture, occupate nelle diverse stagioni, non sempre sono le stesse; inoltre, femmine e maschi, soprattutto nel periodo in cui è allevata la prole, possono soggiornarvi in gruppi separati o, per i maschi, anche singolarmente. Nella parte media-alta della passeggiata del Guncina, tra i mammiferi, oltre ai chirotteri, i nidi artificiali per uccelli sono stati utilizzati anche dal ghiro-Myoxus glis, per il soggiorno e la riproduzione. Nei nostri territori, oltre la metà di ottobre, è difficile rilevare la presenza del ghiro, all’interno di dette strutture artificiali. Un’eccezione si è avuta nell’autunno del 2024, in cui i ghiri hanno occupato i nidi artificiali fino all’inizio del mese di novembre. Con l’aumentare del freddo, il ghiro si ritira a svernare, in profondità, all’interno di muri a secco o nel terreno, dov’è maggiormente protetto dalle rigide temperature invernali. 

Autore: Sergio Abram, naturalista