Dal 19 al 25 ottobre si è svolto in Spagna a Jaca, a 818 m s.l.m., capoluogo della comarca di La Jacetania, in Aragona, provincia di Huesca, il 41° Congresso Europeo dei Cortinarius, organizzato dall’Associazione Micologica J.E.C. Per raggiungerlo, a circa 1500 km da BZ, i soci Bresadola hanno affrontato un viaggio di due giorni, con pernottamento intermedio a Béziers, in Occitania. L’organizzazione dell’evento è stata curata da Joaquin Fernandez e Luis Ballester, con la direzione scientifica di Claudio Rossi. Dello stesso comitato facevano inoltre parte Rafael Mahiques, il celebre Tor Erik Brandrud, Josep Ballarà ed Eleazar Suarez. L’Italia, oltre a Rossi, ha presenziato con Gian Mario Delogu, Daniele Ferri, Giovanni Turrini, Roberto Cipollone ed il sottoscritto, insieme ad altri micologi quali Luisa Atzei, Marco Chiarini, Vincenzo Marinetti, Luca e Giovanni Mistè e Giancarlo Radaelli. Dopo tre settimane di siccità in zona, l’edizione è stata segnata da condizioni dapprima piuttosto calde e umide con frequenti scrosci di pioggia, specie serali e mattutini. A metà settimana un radicale cambio di circolazione ha apportato spolverate di neve sui versanti pirenaici francesi e un’aria molto fresca e pungente a tutte le quote. Le condizioni meteo, sebbene favorevoli alla crescita fungina, in teoria, hanno reso difficile l’esplorazione dei boschi e non hanno favorito un’abbondante fruttificazione. Le specie di Cortinarius rinvenute sono state infatti poche — circa 25 — rendendo il convegno uno dei più “scarni” degli ultimi anni. Gli aspetti delicati sono stati la mancanza di una sala studio più ampia, i tempi di attesa mattinali per le navette, l’assenza dei francesi ed il cibo. Tuttavia gli spagnoli amano molto fare quelle pause pranzo condivise al limitar del bosco con prodotti tipici e ci hanno fatto assaggiare tante specialità. Le escursioni si sono svolte in scenari di straordinaria bellezza, tra i versanti pirenaici e altre vallate, quali il Passo del Somport, il Passo del Portalet, Foret de Sansanet, Foret de Borce, Canfranc, nonché aree calcaree più interne come Fiscal, Banastas (Carrascal de Nisano) e Oroel. Le foreste, estese e ricchissime, ospitano faggi, abeti bianchi, pini silvestri, uncinati e neri, oltre a querce secolari pirenaiche e lusitane, lecci, roverelle e cespugli di bosso. Nelle zone pianeggianti pioppi, salici, frassini e olmi, che creano mosaici vegetali di grande fascino e colori. Non è mancato nemmeno il momento culturale con la visita alla celebre Cittadella, un’imponente fortezza a pianta stellare progettata dall’ingegnere militare italiano Tiburzio Spannocchi nel XVI sec. Jaca è un luogo magico, tanto per la presenza dei Pirenei, quanto per il Cammino aragonese di Santiago, che si dipana nei paraggi; questo tratto – a detta di molti pellegrini – è quello che più facilmente resta aggrappato al cuore.
Autore: Donatello Vallotta