Dopo l’epoca di Margarethe Maultasch, il Tirolo conobbe per oltre un secolo un’esistenza relativamente appartata e pacifica. Con l’ascesa di Massimiliano I d’Asburgo, passato alla storia come “l’ultimo cavaliere”, la situazione cambiò radicalmente: la regione alpina divenne uno dei fulcri della politica imperiale e dinastica degli Asburgo.
Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, l’Europa fu attraversata da profonde innovazioni tecnologiche e culturali che rivoluzionarono il mondo medievale. La polvere da sparo, giunta dalla Cina attraverso i mercanti arabi, rese obsolete armature cavalleresche e mura castellane. La bussola trasformò la navigazione, aprendo la via alle grandi scoperte geografiche, dapprima verso le Indie e poi verso il continente americano. Da quelle nuove terre arrivarono oro e argento, ma anche prodotti destinati a mutare le abitudini alimentari europee: patate, cacao, tabacco. Infine, l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Johannes Gutenberg (1450) con la celebre Bibbia di Magonza rivoluzionò la diffusione delle idee, aprendo l’epoca moderna.
Massimiliano I nacque nel 1459 da Federico III d’Asburgo ed Eleonora del Portogallo. Fu educato nelle arti, nelle lettere e nelle scienze. Amava i canti cavallereschi (Minnesang) e i tornei, ma fu anche un raffinato mecenate. Tra i suoi amici figurava Albrecht Dürer, che lo ritrasse e lo celebrò in opere destinate a fissarne l’immagine per i posteri.
Sul piano politico e militare, Massimiliano, perennemente indebitato con i potentissimi Fugger, affrontò avversari formidabili. Con gli Svizzeri combatté una guerra lunga e sanguinosa, culminata con la sconfitta di Dornach (1499), che sancì l’indipendenza della Confederazione elvetica dall’Impero. A occidente dovette fronteggiare i Francesi, cui aveva sottratto la ricchissima Borgogna grazie al matrimonio con Maria di Borgogna (1477). A oriente, invece, lo scontro fu con la Repubblica di Venezia, allora all’apice della propria potenza.
In questo scenario il Tirolo e la valle dell’Adige assunsero un ruolo centrale: ponte tra Germania e Italia, tra mondo alpino e mediterraneo, divennero non più periferia, ma crocevia della politica europea. Innsbruck, situata sulla “linea del Brennero” tra Augsburg e Verona, sostituì definitivamente Merano come “capitale” della regione.
La guerra con Venezia fu lunga e cruenta. Massimiliano, fedele alla tradizione inaugurata da Carlo Magno, aspirava a farsi incoronare imperatore a Roma. Nel 1507 intraprese il viaggio verso sud con alcune migliaia di persone al seguito, attraversando la Bassa Atesina, dove gli abitanti assistettero stupefatti a quel corteo imponente. Giunto a Trento, però, i Veneziani gli comunicarono che non avrebbe potuto transitare sul loro territorio. A quel punto Massimiliano, da Trento, dichiarò di accettare ugualmente la corona imperiale. Dopo otto giorni, papa Giulio II inviò da Roma la necessaria consacrazione. Fu, in un certo senso, la prima “incoronazione virtuale” della storia.
La vendetta contro Venezia non tardò. Il Tirolo e in particolare la Bassa Atesina divennero teatro delle operazioni belliche e i contadini tirolesi furono mobilitati in gran numero. Se Massimiliano non riuscì a penetrare attraverso la Valsugana, ottenne invece successi sul Garda e nella Vallagarina. Rovereto, allora veneziana, cadde nelle sue mani, e anche Verona, Padova e Vicenza furono costrette alla resa. Alla fine, i negoziati imposero all’imperatore di restituire la maggior parte delle conquiste, eccetto Verona.
Ma il Tirolo si ampliò comunque in modo significativo: vennero annessi l’Ampezzano, Rovereto, Riva e i vicariati di Ala, Mori, Avio e Brentonico.
Questi territori segnarono fino al 1918 il confine meridionale del Tirolo, definendo così la linea storica che avrebbe separato per secoli l’universo asburgico da quello veneziano e poi italiano.
Autore: Reinhard Christanell