Arthur Eisenkeil, un imprenditore fra design e accoglienza turistica di classe

Lo scorso maggio e stata inaugurata una nuova statua della serie MenschenBilder / FigureUmane, la galleria d’arte a cielo aperto che con le opere di scultori contemporanei assai importanti, ricorda i personaggi che, a vario titolo, hanno reso grande Merano. Il nuovo busto, opera della scultrice francese Sophie Eymond, rende omaggio ad un uomo davvero poliedrico.

Il suo impegno imprenditoriale non gli impedì di prendersi importanti responsabilità per gli albergatori ricoprendo il ruolo di Presidente dell’HGV e accettando anche la Presidenza della Volkbank. Fu l’uomo che, negli anni Settanta, si appellò alla Provincia perché trasformasse l’Hotel Excelsior, ormai in disuso, nella scuola alberghiera Savoy. Arthur Eisenkeil lottò anche perché l’HGV introducesse la formazione e l’aggiornamento a garanzia della qualità e del successo economico del settore. Ma Arthur Eisenkeil è stato anche l’uomo che ebbe il coraggio di sperimentare con i maggiori designer italiani un materiale plastico innovativo per la creazione di lampade da design. 

Arthur Eisenkeil era nato il 4 aprile del 1931 a Tell in Val Venosta, figlio del proprietario del Felberwirt. A 26 anni, nel 1957, aprì lo studio di illuminazione Lichtstudio Manufaktur a Marlengo, diventando così il primo produttore di illuminazione dell’Alto Adige. Le prime serie di lampade erano realizzate principalmente in vetro, ma l’azienda sperimentò anche altri materiali. Nel dopoguerra, infatti, negli Stati Uniti, fu sviluppata un nuovo tipo di plastica spray rinforzata con fibra di vetro chiamata Cocoon. Si trattava di un rivestimento polimerico inizialmente usato per proteggere le navi da guerra in disarmo. Con lungimiranza, Arthur Eisenkeil, aveva preso ad importare in Italia questo materiale d’avanguardia cominciando a studiarne le possibili applicazioni commerciali. Con i suoi primi prototipi dei paralumi cocoon, Artur Eisenkeil, partecipò alla fiera di Milano del 1958 – dove il padiglione Elettricità presentava ogni anno novità straordinarie attirando un folto pubblico. Qui Eisenkeil destò l’interesse di una delle figure imprenditoriali più importanti nel settore dell’arredamento e del design italiano, l’imprenditore e architetto Dino Gavina. Da questo incontro, Arthur Eisenkeil ebbe l’idea vincente di invitare i designer più importanti ed influenti di quegli anni, affinché elaborassero i propri progetti di lampada con il materiale cocoon ed altri nella Lichtstudio Manufaktur. Oltre a Gavina, giunsero a Marlengo il veneziano Tobia Scarpa, e i milanesi Pier Giacomo Castiglioni e suo fratello Achille. Da questa prima collaborazione nacque l’idea di fondare a Marlengo con Arthur Eisenkeil una vera e propria ditta e, nel 1960, nacque la ditta FLOS. L’azienda, nata come piccolo laboratorio dove si sperimentavano nuovi materiali e nuove ricerche stilistiche e funzionali, divenne in breve tempo famosa a livello nazionale e internazionale. La Flos si distinse fin da subito non solo per le novità stilistiche ma anche per l’introduzione di materiali che fino ad allora non erano stati presi in considerazione nelle attività produttive. Nel 1960 Giacomo Castiglioni disegnò per Arthur Eisenkeil la lampada Taraxacum e, nello stesso anno, anche la lampada Gatto e Gatto Piccolo. Nel 1962 Giacomo Castiglioni disegnò la lampada Taccia, e la lampada Toio anch’essa realizzata a Marlengo dalla FLOS. Nel 1962 a Marlengo nacque la lampada Arco disegnata da Achille Castiglioni. Arco è uno dei prodotti di disegno industriale più famosi e venduti, un oggetto icona del design italiano, fa parte delle collezioni permanenti del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York. Si tratta inoltre del primo oggetto di disegno industriale a cui venne riconosciuto la tutela del diritto d’autore al pari di un’opera d’arte. Nel 1964, la sede della Flos fu trasferita a Bovezzo, in provincia di Brescia. 

Accanto a questa impresa, l’impegno imprenditoriale di Arthur Eisenkeil si rivolgeva anche all’attività alberghiera. Arthur Eisenkeil aveva sposato Traudl Waldner, figlia del proprietario dell’Oberwirt di Marlengo, e costruttore del primo magazzino di frutta a Marlengo, Josef Waldner. 

Con spirito imprenditoriale e una visione internazionale Traudl e Arthur Eisenkeil gestirono insieme gli hotel più importanti di Merano come il Palace Hotel, il vicino Ritz Stefanie, il Bristol e il Marlingerhof di Marlengo. Nel 1966 decisero di acquistare l’allora Hotel Continental, oggi Hotel Meranerhof, e di ristrutturarlo. Si affidarono a Franz Lenhart che, oltre ad essere un pittore e un ritrattista di fama, era un ottimo architetto d’interni. La coppia voleva infatti creare un ambiente elegante e accogliente al tempo stesso, comfort e raffinatezza dovevano fondersi fra le mura dell’hotel e rendere il soggiorno dei propri clienti indimenticabile. La stagione del Meranerhof partì nel 1967 e i clienti illustri appartenenti al mondo dell’arte, della politica del cinema, dell’industria nazionale e internazionale, che avevano già avuto modo di ospitare negli alberghi precedentemente gestiti, non esitarono a seguirli nella loro nuova avventura. Fra tutti Giulio Andreotti che in breve tempo era divenuto amico di Arthur.  Dopo una vita intensa, Arthur Eisenkeil si è spento all’età di 74 anni, il 15 agosto 2005.

Autrice: Rosanna Pruccoli