La fine estate e l’autunno sono l’ideale per la visita di Salorno e del suo castello: nel centro del paese, infatti, si trovano numerose residenze di epoca rinascimentale e barocca.
Il castello di Salorno, Haderburg, è il fortilizio che si erge su uno spuntone di roccia, sopra all’omonimo paese di Salorno, in Bassa Atesina e ben visibile anche da lontano. Particolare è la disposizione del castello posto a guardia della Val d’Adige che qui si restringe in una chiusa, e costruito su due pinnacoli rocciosi, che si vanno a distaccare dalla parete verticale del monte Gaier (Geiersberg). I due pinnacoli sono collegati tra di loro da un ponte levatoio. Apparentemente inaccessibile, dovette essere assai difficile il trasporto fino a lassù dei pesanti blocchi di granito e di porfido che servirono alla sua edificazione. Impressionanti sono anche la sala dei cavalieri con le sue finestre insolitamente ampie e gli aggetti difensivi. Il castello fu costruito dai signori di Salorno attorno al 1150 e ampliato nella prima metà del tredicesimo secolo. La prima menzione documentaria risale al 1222. Grande era il suo significato strategico. Successivamente il castello entrò fra le proprietà del Conte Mainardo II di Tirolo-Gorizia, e successivamente, nel XIV secolo, fu ereditato dalla casata degli Asburgo. Dal tardo Trecento e nel primo Quattrocento al castello fu aggregato un distretto giudiziario. Entrambi retti dai signori Botsch che, nel 1397 li affidarono a Bartolomeo Perger.
Nel 1463 l’imperatore Federico III affidò il castello e il giudizio al nobile tirolese Hans von Spaur. Nell’anno 1514 l’Imperatore Massimiliano d’Asburgo decise di rafforzare le fortificazioni a monte del castello. Ma già a metà del XVI secolo perse ogni sua valenza strategica e fu abbandonato. Nel 1648 il castello fu acquisito dai nobili veneti Conti Zenobio. Nell’arco della sua storia, il castello ospitò alcuni illustri personaggi. Nel 1551 vi giunse Melantone, uno dei più stretti collaboratori di Martin Lutero. Albrecht Dürer il noto pittore.
Oggi il castello è di proprietà privata. Nel periodo 2001-2003, l’ultimo proprietario, il Barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi, ha voluto effettuare un restauro del castello, che è stato possibile anche grazie all’aiuto economico della Provincia autonoma di Bolzano ed il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.
COME ARRIVARVI
l castello rimane aperto al pubblico nel periodo tra fine marzo e fine ottobre. Lo si raggiunge in circa mezz’ora di cammino partendo dal parcheggio e percorrendo per un tratto il cosiddetto “Sentiero delle Visioni”, per poi proseguire lungo le serpentine che si inerpicano fino al castello. Una serie di scale con balaustre permettono di visitare in piena sicurezza l’interno dello storico maniero.
Orari di apertura:
mercoledì – domenica dalle ore 11 alle 17.
Giorno di riposo: lunedì e martedì
Contatto:
Il diciottesimo barile
Tel. +39 334 7775843
www.zum18tenfass.it
Autrice: Rosanna Pruccoli