Il paese di Corces e le sue chiese

La Val Venosta nasconde mille angoli da scoprire ed è quindi consigliabile in ogni stagione, con queste giornate calde poi è assolutamente preferibile ai nostri bellissimi centri urbani. 

Corces (Kortsch) è un piccolo paese adiacente a Silandro, solo la strada statale separa queste due località, indipendenti. Si estende sulla sinistra orografica, sul versante settentrionale della Valle dell’Adige ai piedi del conoide detritico del Rio Gadria, uno dei conoidi alluvionali più grandi d’Europa, a circa 800 metri sul livello del mare, ai piedi delle pendici del Monte Mezzodì, in mezzo a meleti piantagioni di albicocche, vigneti e castagneti I confini di Corces sono il Rio Gadria a ovest, la linea ferroviaria e l’Adige a est e a sud, nonché i masi sul Monte Sole a nord. Il paese è diviso in villaggio inferiore e superiore, che sono separati dal Lahngraben. Il nome Kortsch fu menzionato per la prima volta nel 931 in un diploma del re franco Enrico I, a favore della chiesa episcopale di Frisinga, come Chorzes che probabilmente deriva dal termine latino curtes, maso. 

Il paesaggio di Corces è caratterizzato da un numero relativamente elevato di masi, che sono ancora conservati. Corces ha 1. 219 abitanti. 

A tutt’oggi sopravvivono numerose testimonianze dei secoli passati e della sua storia movimentata: sopra l’abitato, vicino alla cappella di San Giorgio, è stato scoperto un centro di fuga, che è stato istituito nell’età del bronzo. Per irrigare i prati, che si trovano intorno al paese, nell’XI e XII secolo furono costruiti canali d’irrigazione. Corces fu anche afflitto da epidemie di peste. Gran parte della sua popolazione morì a causa delle epidemie di peste nel XIV e XVII secolo. 

I luoghi storici e di culto sono la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, la Chiesa di San Lorenzo, la Cappella di San Giorgio, la Cappella nei prati di Corces, il Sentiero del Rosario e la Chiesa di Sant’Egidio.

La parrocchiale di Corces è dedicata a San Giovanni Battista, fu costruita alla fine del XV secolo sulle fondamenta di un sacello precedente, del IX secolo, citato ancora nel 1432. Vi è una fase costruttiva barocca e una settecentesca. L’aula fu ampliata nel 1699 per far fronte alle necessità dei fedeli con la creazione di una seconda navata e nel 1765. Come tradizione la chiesa e attorniata dalle tombe del cimitero. La facciata è a capanna e il portale laterale è posto sul lato nord. L’antica cappella cimiteriale gotica svolge oggi la funzione di sagrestia. La torre campanaria si alza in posizione arretrata rispetto al corpo di fabbrica ed è unita alla chiesa all’altezza del catino absidale poligonale. Risulta particolarmente interessante essendo stata elevata dalla base della torre primitiva nel 1597 ed avendo conservato il suo stile romanico. Sul campanile sono visibili l’orologio e sotto di esso, una cornice affrescata, la scritta in caratteri gotici che ricorda i lavori del 1597. 

“Anno 1597 Got dem Almechtigen zu Lob den heiligen Johannes den Täufer zu Ehern hatt ain
ehrsam Gmein allhie Reich und arm disen Turn vom älf claffter erhecht und den 9ten tag october volent so Gott belons allerhie und dortt”.

“Anno 1597, a l’Onnipotente per lodare il santo Giovanni Battista, una onorevole comunità qui, ricca e povera, ha eretto questo campanile alto e ha dedicato il 9 ottobre, se Dio vuole, qui e altrove.”

All’interno l’aula si compone di due navate, l’altare maggiore gotico è quello a portelle un tempo parte della chiesa di Sant’Egidio. Interessanti sono le opere contemporanee di due importanti artisti altoatesini: Karl Grasser autore dell’altare marmoreo e Robert Scherer che realizzò la vetrata policroma 

La Chiesa romanica di Sant’Egidio sorge come una chiesa rupestre sul pendio del Monte Sole in Val Venosta. Le pareti interne sono decorate con affreschi del XIII e XV secolo, mentre all’esterno una grande immagine di San Cristoforo, realizzata attorno al 1330, orna la facciata meridionale. La torre campanaria risale al XIV secolo e fu realizzata in occasione dei lavori di ampliamento della chiesa romanica.
Già in tempi remoti l’uomo iniziò a stabilirsi in questa posizione strategica con vista su tutta la valle. La presenza di popoli antichi è testimoniata anche dal ritrovamento di resti di un insediamento preistorico nelle immediate vicinanze, chiamato dagli abitanti del posto “Schatzknott”.

Autrice: Rosanna Pruccoli