Tra i pochi casi in cui oltre all’intitolazione di una via, piazza ecc. vi è anche la dedica di una targa, vi è quello riguardante Renato Mazzoni. La targa si trova, appunto, nella “piazzetta Questore Renato Mazzoni” (inaugurata il 26 giugno 2012), all’angolo tra via Druso e la passeggiata Lungo Isarco, appena prima di ponte Druso.
Chi era e cosa fece Renato Mazzoni? Nato a Rovigo nel 1897, figlio di un cancelliere di tribunale, laureatosi in giurisprudenza, Renato Mazzoni, dopo anni di servizio presso la questura di Venezia, nel maggio 1947 fu promosso a questore e destinato a Bolzano.
Uomo del dialogo, amico dell’Autonomia, il questore Mazzoni mise anima e cuore nella sua attività, cercando di interpretare al meglio il proprio ruolo; fu apprezzato dai cittadini dei vari gruppi linguistici, nonché dai rappresentanti delle forze politiche. Ecco di seguito il testo della targa.
Renato Mazzoni 1897-1958
Proveniente da Venezia, nei dieci anni di permanenza a Bolzano in qualità di Questore (1947/57) divenne profondo conoscitore della lingua, della cultura e delle problematiche locali. Nel marzo 1957 descrisse con lucidità politica e lungimiranza storica la ricaduta dell’inadeguata gestione dello Statuto d’Autonomia sulle future generazioni. Nonostante il generale riconoscimento della sua opera di comprensione e pacificazione tra i gruppi linguistici, dopo la manifestazione di Castel Firmiano del novembre 1957 da lui autorizzata, fu rimosso e trasferito a Treviso dove morì un anno dopo, il 28 dicembre 1958.
Fu veramente forte la delusione provocata dal provvedimento governativo, per la quale Renato Mazzoni, già provato dal dolore per la morte della moglie, dopo un breve scritto “Non ne posso più!” per il figlio Mariano, giunse a togliersi la vita presso il muro di cinta del cimitero di Treviso, dove trovarono esanime in terra il suo corpo con accanto una pistola.
In foto principale: L’inaugurazione della targa, avvenuta nel 2012
Autore: Leone Sticcotti