Jacopo e lo studio in Francia e Spagna

Jacopo Prescianotto, studente bolzanino che ha deciso di studiare per due anni tra Madrid e Rennes (Francia), ci racconta cosa significa per un giovane avventurarsi per l’Europa alla ricerca di nuovi percorsi e nuove versioni di sé.

Cosa ti ha spinto a decidere di studiare all’estero?

Dover passare un lungo periodo in casa durante il Covid mentre frequentavo il mio primo anno di università mi ha dato la sensazione che Bolzano “mi stesse stretta” e mi ha offerto l’opportunità di riflettere sulle mie scelte future alimentando il mio desiderio di provare qualcos’altro.

Il bilinguismo altoatesino ha avuto un ruolo nella tua decisione?

Sicuramente mi ha influenzato nella decisione di aggiungere la Germania alla lista delle possibili destinazioni per cercare un lavoro. Non ho ancora avuto l’occasione di mettere in pratica il mio tedesco, ma ho realizzato quanto sia un plus incredibile; le persone internazionali che conosco quando scoprono che sono italiano e so il tedesco rimangono sempre stupefatte.

Quali sono le differenze più grandi che hai trovato tra Spagna, Francia e Italia?

Le differenze più sostanziali che ho trovato tra il nostro modo di vivere per la Spagna è l’efficienza dei trasporti pubblici, mentre per la Francia l’offerta agli studenti di un welfare universitario incredibile. Dal punto di vista della didattica, le università spagnole e francesi sono più orientate alla pratica e a lasciare agli studenti lo spazio di vivere con maggiore serenità la vita universitaria.
Ho avuto così l’impressione che spagnoli e francesi siano più bravi di noi a limitare la sovrapposizione di vita lavorativa e vita privata, dando la priorità al proprio benessere piuttosto che alla produttività.

Cosa ti manca e cosa no di Bolzano?

Oltre alle persone, la prima cosa che mi viene in mente sono certi luoghi di Bolzano, come le passeggiate del Talvera, il paesaggio dalla finestra di camera mia, Via Novacella con i ciliegi in fiore. Sono tutti luoghi familiari che mi rievocano una sensazione di pace e sicurezza. Tuttavia vivere in un posto nuovo in cui si entra in contatto con nuove persone dà la possibilità di “reinventarsi” ed essere la versione più recente di sé stessi, a Bolzano questo risulta più difficile.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa esperienza?

I vantaggi sono sicuramente dati dalla realizzazione delle aspettative che mi hanno spinto a partire. Inoltre ho costruito una rete di persone che per me saranno dei punti di riferimento in giro per l’Europa. È come se avessi due vite parallele da cui cerco di attingere il meglio. La lontananza ti insegna ad arrangiarti e ad adattarti alle situazioni. Dall’altra non è sempre facile dover ricominciare da capo in città nuove e con persone nuove senza sapere cosa accadrà dopo. Sono contento e convinto di questa esperienza, ma sento anche il bisogno di stabilità. La cosa difficile è lasciare la famiglia e gli amici, ogni volta che riparto da Bolzano mi sale un po’ il magone.

Autrice: Anna Michelazzi COOLtour