Incontri pericolosi al margine del pentagramma

Dangerous Encounters Trio è il nome di una formazione da urlo che ha appena pubblicato un disco, Milonga do Mar, destinato a rimanere negli annali delle cose migliori realizzate da musicisti della nostra regione: prendete un clavicembalista avvezzo alle contaminazioni rock e funk, un sassofonista con formazione bandistica presto assorbito dal mondo del jazz e un fisarmonicista d’impostazione classica innamorato del tango argentino e i giochi son fatti. A dirla così la ricetta sembra alla portata di chiunque, ma da qui a concretizzare e far brillare quanto messo sulla carta, ce ne vuole. Va bene la bravura, ma senza anima e gusto non si va da nessuna parte.

I fratelli Matteo e Marco Facchin, fisarmonicista il primo e (in questa sede) pianista il secondo, e il sassofonista Fiorenzo Zeni possiedono tutte e tre le doti e in questo progetto le sfoderano senza risparmiarsi, dando origine ad una proposta musicale superiore.

“Il nome del gruppo – ci spiega Marco Facchin – deriva dal titolo di un disco che ho registrato con Manuel Randi alcuni anni fa. Siccome mi piaceva ho pensato fosse un buon nome per il trio attuale. Anche nel senso che gli incontri pericolosi, per me, sono quelli con i musicisti con cui mi devo misurare, in questo caso mio fratello e Fiorenzo. Essere alla loro altezza per me è un pericolo, come lo era stato a suo tempo lavorare con Manuel”.

All’altezza, Marco Facchin lo è di certo: al pari dei suoi soci. Sarà la gavetta, sarà forse un curriculum tanto vasto quanto diversificato, sia come musicista che come produttore. Incontri pericolosi sono sicuramente, ma affrontati con grande capacità da tutti e tre i componenti, anche i brani su cui il loro repertorio si fonda. Dai brani autografi alle composizioni di Piazzolla, Bacalov e Morricone, passando per quello che è il corpus centrale del disco, basato su quattro movimenti delle quattro stagioni di Vivaldi (uno per ciascuna stagione), riletti come non li avevamo mai ascoltati: non jazz, non pop, non lounge. Come se suonarli con piano, fisarmonica e sax fosse la cosa più normale del mondo.

“Con mio fratello e con Fiorenzo – prosegue Facchin – avevo già suonato in progetti differenti, l’idea di formare un trio così, è venuta fuori quando, ormai tre anni fa, mi è stato chiesto di proporre un concerto in duo con Matteo. Avevamo già un repertorio tra tango e bossa nova, ma volevamo cambiare qualcosa, e in due si fa più fatica. Siccome a me piace suonare con Fiorenzo, abbiamo pensato di diventare un trio e cambiare un po’ le carte in tavola a livello di proposta musicale. Proposta che ha suscitato un buon riscontro da parte del pubblico e ci ha convinto a proseguire su questo terreno. Il disco è arrivato alla fine, nel senso che contrariamente a quanto avviene di solito siamo entrati in studio con le idee chiare, quando tutto il repertorio era già collaudato e assorbito.”

Il confine tra lo scadere nel kitsch e avere un risultato esaltante, quando si cerca di adattare qualcosa come Vivaldi ad una strumentazione come quella del trio, è abbastanza labile. Questi musicisti sono riusciti a ottenere il risultato esaltante. Complice, indubbiamente anche una produzione avveduta come quella di Carlo Cantini, che ha registrato i brani allo studio Digitube di Curtatone e di Maurizio Bizzocchetti dell’etichetta Dodicilune, che ha pubblicato e distribuisce il disco.

In un mondo in cui ogni uscita musicale deve essere a tutti i costi etichettata, in cui se non ci si definisce world music, mediterranea, americana, avantgarde, crossover (qualunque significato questa definizione abbia, visto che il termine è fin troppo abusato da chi non sa spiegare cosa stia suonando), la proposta del Dangerous Encounters Trio si eleva, la scelta del repertorio non è subordinata al gusto del pubblico o di chi organizza le serate, ma al gusto dei tre musicisti e alla loro capacità di eseguirla trasferendole la propria impronta. E questo è un pregio indiscutibile.

“Ora che il disco è distribuito – conclude Facchin – siccome il repertorio lo abbiamo già proposto sia in regione che all’estero, contiamo di poter tornare presto ad esibirci dal vivo, nel frattempo è prevista una presentazione senza musica dal vivo, sabato 17 ottobre alle 11.00 presso il Musik Import di Bolzano.”

Autore: Paolo Crazy Carnevale