Festa dell’uva, l’evento rusticano che fu nobilitato dall’idea di Karl Wolf

La Festa dell’uva a Merano nacque come festa contadina per onorare la fine della vendemmia, che aveva tenuto occupati i contadini nei vigneti per lunghi mesi. A partire dal 1886 questo evento rusticano assunse una nuova valenza sotto la spinta di due importanti personaggi che a Merano si interessavano al turismo e al loro intrattenimento. Parliamo di Karl Wolf e Josef Friedrich Lentner. Karl Wolf (Merano 1848 – Merano 1912) scrittore, drammaturgo, dirigente teatrale, albergatore; e Joseph Friedrich Lentner (Monaco di Baviera 1814 – Merano 1852) scrittore bavarese, pittore, illustratore e etnografo.

Nel 1874 Karl Wolf era rientrato a Merano a causa della malattia della madre, dopo anni trascorsi in viaggio tra Asia, Europa e Nord Africa, vissuti come accompagnatore di viaggiatori, ma anche come artista circense e operaio edile, come commerciante ambulante e come contrabbandiere.

Rientro e attività meranesi.

Dapprima assunse la direzione del teatro dell’associazione degli artigiani di Merano, dove attuò numerose riforme e innovazioni, come ad esempio l’ammissione delle donne nella compagnia teatrale, una migliore formazione e programmi più vari. In seguito gli fu anche affidato il compito di realizzare “quadri viventi” presso il Kurhaus. Successivamente assunse l’incarico di organizzatore di eventi ricreativi per l’amministrazione termale e iniziò a organizzare sfilate, gite turistiche, feste sulla passeggiata e serate danzanti. Tra le altre cose, ribattezzò e riorganizzò il “Ball auf der Alm” trasformandolo in un ballo tirolese. Nel 1884 fu nominato alla Cancelleria termale. Tra il 1884 e il 1886 acquistò Villa Adelheid, che ribattezzò “Pension Wolf”. Gli fu infine affidata gran parte della promozione turistica della città. Nel 1886, in occasione del 50° anniversario di Merano come città termale, in ottobre organizzò, tra le altre cose, una grandiosa sfilata di carri allegorici e bande musicali.

Quella che fu la prima

Festa dell’uva di Merano.

La folla fu gigantesca e giunta in città da ogni dove. Era in sostanza così iniziata una tradizione, appunto quella della Festa dell’uva, che dura da quel lontano 1886 e quest’anno si svolgerà dunque la sua 140esima edizione.

Si tratta di un evento che è conosciuto in particolare per un evento che ne rappresenta per tutti il simbolo principale, ma che non ne è l’unico: il corteo della domenica è infatti sicuramente il momento clou della Festa dell’uva. Insieme alle bande musicali, ai gruppi di danza popolare e agli Schützen, sfilano per le strade della città di cura anche i carri allegorici decorati.

I carri come celebrità.

Alcuni di essi sono ormai celebri: non mancano il carro “Corona di mele”, che partecipò alla sfilata per la prima volta nel 1949 e trasporta una gigantesca corona di mele dell’Alto Adige. Ecco poi il carro del “Grappolo d’uva” di 300 chili d’uva, quello della “Gioventù contadina di Lagundo” e il carro con lo stemma della città di Merano.

Partendo da Porta Venosta, il corteo attraversa via delle Corse per raggiungere corso Libertà, piazza della Rena, la Passeggiata Lungo Passirio, il Teatro Puccini e infine piazza Terme. È uno spettacolo ammirare i costumi tradizionali dell’Alto Adige ricamati a mano, i biondi cavalli avelignesi e i volti orgogliosi dei partecipanti.

Sulla terrazza del Kurhaus, in piazza Terme, al parcheggio Kallmünz e in via Cassa di Risparmio si esibiscono le bande musicali giovanili dell’Alto Adige. Presso le bancarelle del MM, il Mercato Meranese, in due giorni si vendono prodotti naturali altoatesini. Grazie alla Giardineria comunale di Merano, splendide figure vegetali e aiuole fiorite, preparate per l’occasione, ornano i vari luoghi della città.

Autrice: Rosanna Pruccoli